Terremoto in Abruzzo, per migliaia di sfollati una notte per strada

Dispersi, morti e feriti nel terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo

Il terremoto spazza via paesi interi. Dopo Onna, borgo di appena 250 anime distrutto al 90 per cento e con pochissimi superstiti, ora potrebbe essere la volta di Fossa, epicentro del sisma, dove il sindaco Luigi Calvisi ha chiesto alla popolazione non ancora sfollata di evacuare le proprie abitazioni perché presto verranno a mancare luce e gas. “Per ora”, spiega il sindaco a Panorama.it, “si contano soltanto quattro morti, una bambina di tre anni e tre anziani, ma gli sfollati sono oltre 300 e sono stati accampati in un campo sportivo. La situazione potrebbe peggiorare e questa notte potrebbe non essere sicuro rimanere nelle proprie abitazioni. Il centro storico è lesionato per l’80-90 per cento”, spiega Calvisi. “Crollato il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta e danni ci sono anche alla Chiesa di Santa Maria ad Cryptas. Illesa, invece, la parte nuova della città. Pensare che avevamo già stanziato dei fondi e, dopo Pasqua, avremmo iniziato i lavori di messa in sicurezza”.

Ogni minuto che passa, dunque, la tragedia di Fossa assume proporzioni sempre più gravi. Nel pomeriggio, Panorama.it era riuscita a mettersi in contatto con alcuni cittadini. “Per tutta la giornata di ieri ho avvertito tante piccole scosse, ma non pensavo si potesse arrivare a una tragedia di tali dimensioni”, dice Manuela, che non può uscire da casa perché affetta da una malattia invalidante e che ancora non sa dove andare a dormire questa notte. “Ho sentito rompersi vetri, cadere la televisione per terra, un forte vento che pareva risucchiarci. Con mia mamma, che è molto anziana, ci siamo messe a recitare il rosario, sperando che potesse finire”. Nessuna notizia, ancora, per alcuni dispersi che abitano a San Demetrio ne’ Vestini piccolo comune di 1.605 abitanti a pochi chilometri da Fossa, dove ci sarebbero otto persone che mancano all’appello. “Stiamo chiamando delle famiglie, ma non ci rispondono. Hanno visto le loro macchine davanti la casa, ma ancora non abbiamo notizie. Preghiamo perché non siano sotto le macerie”, aggiunge la cittadina di Fossa.

“Ho mia nonna che abita a L’Aquila e sono rimasta attaccata al telefono fino a questa mattina alle 8, fino a quando non ho sentito la sua voce”, dice una studentessa che abita vicino Assergi. “La mia casa si è mossa fino alle 7.30 e nessuno ci diceva cosa fare”. Dalla provincia al capoluogo, non cambia la situazione. Gli sfollati hanno trascorso la giornata per strada e si apprestano a vivere la prima notte fuori di casa. La tendopoli allestita nello stadio cittadino manca ancora di molte brande e sacchi a pelo. Si sta lavorando alacremente per permettere ai primi sfollati di accomodarsi entro un’ora. In tardo pomeriggio, una forte grandinata ha peggiorato la situazione e molti si sono rifugiati in luoghi di emergenza o in macchina. Sconsigliato, anche nel capoluogo, di rientrare nelle proprie abitazioni, tantomeno di entrare in chiese, uffici e locali abbandonati perché il rischio crollo è più forte. Scuole e uffici chiusi in città, mentre si era sparsa la voce che alcuni negozi in centro storico avrebbero avuto ordine di aprire questa mattina, nonostante fosse stato proclamato lo stato di emergenza nazionale. Una voce verificata da Panorama.it tramite la Protezione civile di Pescara che non ha trovato fondamento, come era logico che fosse, dal momento che tutta la città si è fermata davanti a questa tragedia.

Non mancano anche le testimonianze da fuori regione. Secondo i dati forniti dal Centro sismografico americano, l’epicentro è stato rilevato nel comune di Arischia, pochi chilometri dall’Aquila, 70 chilometri da Pescara, 95 da Roma, 130 da Ancona. Il sisma è stato avvertito distintamente nella capitale e nelle Marche, dalla costa picena fino a Macerata e Col Fiorito, epicentro del terremoto del 1997. Tanta paura e il ricordo che è subito andato a dodici anni fa quando, direttamente o indirettamente, ci fu il decesso di undici persone e danni incalcolabili per l’altissima densità di monumenti ed opere d’arte nella zona. “C’è stato lo stesso boato di tanti anni fa, lo stesso vento forte, la stessa sensazione di panico”, ci ripetono da San Benedetto del Tronto, a Grottammare, fino a Porto San Giorgio. “Poi sempre di notte, forse è un caso, quando si è nel pieno del sonno e non si ha la possibilità di scappare. Speriamo che i morti siano il minor numero possibile”. Una speranza che, purtroppo, si affievolisce di minuto in minuto.

Intanto il premier Silvio Berlusconi ha annunciato che “per i primi giorni sono stati stanziati 30 milioni di euro di fondi immediati, in attesa di quantificare giovedì le risorse strutturali”. Berlusconi quantifica così le prime somme messe a disposizione dal governo per fronteggiare l’emergenza del terremoto in Abruzzo. Intervenendo al telefono a Matrix, su Canale 5, il premier sottolinea che sarà fatta poi la richiesta per i fondi europei che potranno ammontare ad “alcune centinaia di milioni di euro” dall’apposito fondo dell’Ue.

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Il 6 Aprile 2009 alle 22:48 Terremoto in Abruzzo, per migliaia di sfollati una notte per strada « Grottammare Blog ha scritto:

[...] Terremoto in Abruzzo, per migliaia di sfollati una notte per strada Pubblicato il Aprile 6, 2009 di henomis “C’è stato lo stesso boato di tanti anni fa, lo stesso vento forte, la stessa sensazione di panico”, ci ripetono da San Benedetto del Tronto, a Grottammare, fino a Porto San Giorgio. “Poi sempre di notte, forse è un caso, quando si è nel pieno del … Leggi tutto [...]

Il 7 Aprile 2009 alle 12:30 Sisma in Abruzzo: dalle macerie, torna Marta. Salvata dopo 23 ore » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] È stata una notte di paura, quella che è appena trascorsa a L’Aquila e nei comuni della provincia, dopo il devastante terremoto che ha colpito la popolazione di questa regione. Mentre si cercavano i dispersi tra le macerie e in alcuni edifici crollati a L’Aquila, è stata avvertita una scossa di magnitudo 4,8 sulla scala Richter all’1.15 della notte, proprio durante le operazioni di recupero di Marta Valente, la 24enne studentessa di Teramo che è stata estratta viva attorno alle 2 dagli uomini dal soccorso alpino. I capelli neri sciolti sulle spalle, le lacrime agli occhi, la mano a stringere un pezzo di coperta, nelle orecchie l’applauso dei soccorritori dopo un silenzio lungo un giorno: Marta ce l’ha fatta. [...]

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