Giampaolo Giuliani, ricercatore del Laboratorio nazionale del Gran Sasso
La scossa che ha devastato l’Aquila e raso al suolo Onna era un disastro annunciato? L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sostiene che “non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili”. Anche uno dei massimi esperti sismologi italiani, Massimo Cocco, interpellato da Panoama.it, è stato categorico: “Impossibile prevedere un sisma di tale entità ”.
Ma da settimane un ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, afferma che sarebbe possibile “riuscire a prevedere eventi in un raggio d’azione di 120-150 chilometri”. In un momento di incertezza e sull’onda emotiva del terremoto, il popolo della rete si divide sul caso Giuliani. Ogni aspetto delle sue affermazioni è valutato, soppesato in lunghe discussioni tra forum, social network, blog. Con preoccupazione, rabbia, sconforto. Ovviamente, nessun utente ha le competenze scientifiche per valutare le dichiarazioni di Giuliani, ma l’esigenza comune è quella di comprendere quali potrebbero essere state le conseguenze delle affermazioni di Giuliani, se prese sul serio.
“Questo signore era andato in una trasmissione…(ora nn ricordo il nome)…e aveva avvertito della tragedia…subito dopo denunciato per procurato allarme…tant’evvero che le persone “più timorose” a l’Aquila o dormivano per strada o se ne erano andate per un po’ di tempo” scrive sixty009. Aggiunge chinasky85: “Non si poteva sapere dove di preciso e quando potesse accadere, non c’è dubbio, però questo signore aveva preannunciato che qualcosa sarebbe successa…ed è stato denunciato…e questa è l’Italia…l’Italia dell’edilizia abusiva, e delle case fatte di sabbia…opionione comune in queste ore: in Giappone e California centinaia di sismi magnitudo 6 e oltre…zero vittime….per prevenzione e edilizia razionale nelle “zone a rischio”. Alcuni sostengono la necessità di continuare sulla strada della ricerca scientifica, ma ragionano anche sulla difficoltà di allestire un intervento: “Il metodo di Giampaolo Giuliani è, in prospettiva, sicuramente da approfondire. Ma cosa bisognava fare : evacuare la zona di Sulmona ? (quella citata da Giuliani). E fino a dove ? Pescara,Vasto,L’Aquila,Frosino ne,tutto il parco nazionale d’Abruzzo ? E per quanti giorni ? Non spariamo contro la Protezione Civile e non facciamo polemiche strumentali” dice fakos24.
Le voci critiche verso Giuliani sono altrettanto appassionate. “E meno male che lo sciame sismico doveva diminuire per la fine di marzo. Io non so se il sistema di questo signore sia valido o meno ma cerchiamo di essere razionali. E’ un sistema in via di sperimentazione che solo per caso si è trovato su un terremoto cosi forte. Secondo le sue previsioni doveva capitare la settimana scorsa in un’altra zona. In ogni caso è procurato allarme e non si chieda scuse ma si studi se questo sistema sia valido oppure no” scrive hewlyred. Rincara la dose dejudicibus: “È evidente che non si possono evacuare milioni di persone per settimane senza alcuna idea se e quando verrà la scossa. Il secondo, che la scossa potrebbe non arrivare. Il che vuol dire, che ci piaccia o meno, che non si possono prevedere i terremoti. Le polemiche, in cui noi italiani siamo bravissimi, servono solo aggiungere alla sofferenza un’inutile rabbia per qualcosa che non è possibile. farlo credere vero è sbagliato”.
Giampaolo Giuliani spiega le sue ricerche sulla previsione di terremoti attraverso la rilevazione della concentrazione di gas radon (23 marzo 2008)
L’assessore abruzzese alla Protezione civile, Daniela Stati, critica le dichiarazioni di Giampaolo Giuliani sulla prevedibilità del terremoto(31 marzo 2009)
Giampaolo Giuliani intervistato poco dopo il terremoto del 6 aprile
Giampaolo Giuliani al Tg3 Leonardo
- Martedì 7 Aprile 2009
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Commenti
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Il 7 Aprile 2009 alle 10:29 380900 ha scritto:
Non si può prevedere la data di un terremoto nè la zona precisa dove si produrrà . Una previsione generica senza indicazione di aree sismiche e soprattutto di date serve solo alla visibilità personale o partitica degli sciacalli. Le rubriche TV e i partiti politici sponsor di sciacalli devono essere puniti come si meritano gli uni dai loro direttori e gli altri dai loro elettori.
Il 8 Aprile 2009 alle 10:32 Una scossa alla coscienza | La Vyrtuosa ha scritto:
[...] Ma loro pensano al ponte sullo stretto di Messina. L’avessero terminato, almeno! Sono anni che se ne parla, che si sprecano soldi e finanziamenti vari. Eppure il progetto è ancora lì, dopo decenni spesi in ricerche e analisi strutturali (e chi lo sa quanta competenza è stata adoperata). Investimenti di tempo e denaro che sarebbero risultati più utili per mettere al riparo intere popolazioni e intere città . Buttare un occhio su queste opere pubbliche, avrebbe sicuramente salvato molte vite, avrebbe dato lavoro a chi non lo aveva e, forse, avrebbe evitato a qualcuno di pronunciare la frase “In Giappone o in California zero vittime per un terremoto del genere”. In Italia 250 morti e una regione sotterrata dalla disperazione. [...]
Il 16 Aprile 2009 alle 18:43 Terremoto prevedibile? La tifoseria di Facebook sostiene in massa Giuliani » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Almeno su Facebook è diventato un eroe il ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva annunciato il rischio di terremoti. L’incertezza generata dal sisma in Abruzzo si riversa su internet: una pioggia di opinioni (qui quella di Giuliano Ferrara) che alimenta dubbi, rabbia, accuse. [...]
Il 23 Aprile 2009 alle 13:29 La faglia all’origine del sisma in Abruzzo? Si vede grazie ai satelliti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] A confermarlo ci sono poi le immagini del satellite, puntato su tutta l’area interessata dal sisma che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile scorso da parte del sistema di osservazione della Terra Cosmo-SkyMed, dell’Asi (Agenzia spaziale italiana). “Un ulteriore importante risultato ottenuto dai satelliti Cosmo-SkyMed” riferisce l’Agenzia “è stato l’identificazione della faglia che ha originato il terremoto del 6 aprile. Quest’ultima, la faglia di Paganica, era già riportata nella cartografia geologica a partire dagli anni Novanta. Il piano di faglia è la risultante di un modello numerico elaborato dall’Ingv (Istituto nazionale di geofica) basato sui dati Cosmo-SkyMed”. “Grazie a questo modello” spiega l’Asi “è stato possibile ricostruire con buona approssimazione la posizione del piano di faglia, ovvero il piano lungo il quale è avvenuto lo scorrimento dei due lembi di crosta terrestre. Il piano immerge di circa 50° verso Sud-Ovest e passa sotto alla città de L’Aquila. Il blocco di crosta terrestre a Sud Ovest del piano ha scorso verso il basso di circa 90 centimetri (nella direzione della massima pendenza), e ha causato in superficie l’abbassamento del suolo. Secondo i dati interferometrici, il piano della dislocazione incontra la superficie presso l’abitato di Paganica, dove i geologi dell’Ingv hanno riscontrato sul terreno l’esistenza di fratture con spostamenti di alcuni centimetri”. Dell’abbassamento del suolo ha parlato lo stesso Galadini: “Si va da 1,5 cm fino a un massimo di 25 cm circa”, precisa. “Lo sciame sismico continua e andrà avanti per giorni” prosegue il geologo “e questo sta avvenendo secondo una legge fisica”. In altre parole “progressivamente si sta svuotando l’attività sismica della scossa principale che rompe il piano di faglia, e si stanno generando terremoti più piccoli”. “Una parte dell’energia” sottolinea Galadini “viene scaricata tramite questi terremoti più piccoli, e questo è un bene”. Galadini interviene poi sulla “profezia” di Giampaolo Giuliani: “È errata” afferma senza esitazione “ha profetizzato un evento sismico e ha solo creato panico, innescando un allarme che ha avuto un effetto mediatico enorme. Non voglio mettere in dubbio la sua buona fede, ma la sua teoria proprio non va. Emissioni di gas” dice Galadini “si verificano in zone interessate da eventi sismici, ma non è possibile fare previsioni”. Infine, il geologo fa una considerazione personale: “Io sono legato all’Abruzzo perchè da venti anni ci lavoro e quello che provo nel vedere questi paesini pieni di bellezze architettoniche è una grande tristezza. La sensazione” conclude l’esperto “è che il pericolo sia passato, ma vorrei che la ricostruzione partisse rapidamente”. [...]
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