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Una chiamata sul telefonino alle 3.40 di ieri notte. Pochi minuti dopo le scosse di terremoto Max, un ragazzo dell’Aquila, parla con un suo amico. E racconta come si è capovolto il mondo. “Ross, il terremoto. È stato terribile…La mia casa è distrutta..Il tetto è rimasto su solo sopra la mia camera” dice Max. Poi si scioglie in un fiume di dolore: “E mamma…mamma non c’è più….Non ce l’ho fatta Ross…Non ce l’ho fatta a prenderla, a raggiungerla. C’era buio…è buio qui..sono riuscito ad uscire solo io….Dio….Siamo scappati dal paese, crollava tutto…Dio mio, come farò?”.
Gli abruzzesi iniziano a descrivere la paura e l’angoscia di quegli attimi di terrore. È ancora presto per rielaborarla, le macerie sono sotto gli occhi di tanti. Ma scrivere su internet diventa un modo per guardare avanti. Come fa una ragazza all’indomani del terremoto. “L’alba qui in Abruzzo stamane era più fredda e silenziosa del solito, inconsciamente ciascuno faceva nella mente la conta delle persone care, degli amici, dei vicini di casa, cercando di sincerarsi che ci fossero ancora tutti, che qualcuno di loro non fosse rimasto schiacciato dalle macerie”. E aggiunge: “Le telefonate, spesso a vuoto, hanno segnato l’attesa di notizie che in molti non avremmo voluto ricevere”.
Sui forum online sono rimaste le testimonianze delle prime ore dopo le scosse sismiche. “Io sono dell’Abruzzo, e stanotte alle 3.30 mi sono svegliata per la scossa fortisssima… non vivo all’Aquila, bensì sulla costa abruzzese, eppure il terremoto l’ho sentito fortissimo”. Subito affiorano le preoccupazioni: “Conosco centinaia di persone e studenti che vivono all’Aquila e mi hanno portato testimonianza reale di quello che sta succedendo lì… le scuole sono chiuse in tutto l’Abruzzo, le linee interrotte, un macello insomma… in ogni modo tutti mi hanno detto la stessa cosa, che la scossa sembrava un bombardamento…”.
Chi ha superato la notte si guarda intorno e racconta il suo stato d’animo: “Oggi posso dire di essere un superstite a tutti gli effetti. Pe fortuna illeso insieme alla mia casa, ma in centro città si vedono scene da apocalisse: macerie ovunque, piazze ridotte a campi profughi, case e palazzi dei quali rimane solo lo scheletro, ovunque persone che piangono mentre si cerca di estrarre dalle macerie un loro caro. Uno scenario agghiacciante”.
Ma in rete c’è spazio per la speranza. Già dopo l’uragano Katrina che ha travolto New Orleans, internet si è dimostrato uno straordinario strumento per l’organizzazione di persone e risorse. Sull’esempio di Wikipedia, una pagina online raccoglie numeri utili per l’emergenza: centri per la donazione di sangue, conti correnti bancari, risorse per gli sfollati. Google offre il suo supporto con mappe e informazioni. Sono attivi su internet anche la Croce rossa e il Ministero della gioventù. Alcuni utenti segnalano le ultime notizie sugli aiuti attraverso un social network, Friendfeed, che permette la rapida condivisione di link. E sono centinaia gli iscritti ai gruppi di Facebook che esprimono solidarietà con gli abruzzesi.
- Martedì 7 Aprile 2009
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Commenti
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Il 7 Aprile 2009 alle 22:58 Zione ha scritto:
Speriamo che non vi siano ostacoli ai buoni propositi del Presidente del Consiglio e che finalmente lo si lasci fare in piena autonomia; almeno fino ad avvenuta ricostruzione.
Un grandissimo Bacione a tutti gli Angioletti che si sono già avviati e ci attendono tranquilli.
Un affettuoso abbraccio alle Famiglie che tanto stanno soffrendo e un cordiale saluto ai Grandi Alpini.
Il 8 Aprile 2009 alle 9:12 Nuova scossa all’alba. I morti sono 250 » Panorama.it - Italia ha scritto:
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