Dopo una notte relativamente tranquilla gli sfollati vivono il giorno di Pasqua nelle tendopoli o negli alberghi sul litorale Adriatico nei quali sono alloggiati. Ma la terra continua a tremare: secondo la Protezione civile si è registrata una scossa alle 5.29 del mattino, di magnitudo 3.1 sulla scala Richter. Poi un altro evento sismico alle 11.48, con magnitudo 3.2: le località prossime all’epicentro sono L’Aquila, Pizzoli e Collimento.
Intanto le ruspe hanno iniziato a portare via le macerie e i detriti dalla zone terremotate, mentre andranno avanti le rilevazioni dei tecnici sui danni e l’agibilità degli edifici. Sabato, infatti, sono terminati gli scavi per cercare eventuali corpi: non ci sono ulteriori dispersi, hanno fatto sapere i soccorritori. Il bilancio delle vittime è però salito a 294 morti, dopo che nell’ospedale di Teramo è deceduto per le ferite riportate nel sisma Tommaso Iovinitti. Aveva 59 anni.
Nelle zone colpite dal sisma è tornato anche Silvio Berlusconi: il premier ha partecipato alla messa celebrata presso la scuola della Guardia di finanza a Coppito. “Li tireremo fuori dalle tende” ha dichiarato il presidente del Consiglio. “Mai come in questi giorni, in questi 15 anni”, ha proseguito, “mi sono sentito orgoglioso di essere italiano”. E dall’altare allestito nel cortile, il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, si è rivolto direttamente a lui: “Noi sappiamo che lei manterrà le promesse. Mi auguro che si ricordi questo amore e che non ci siano polemiche sterili”.
Più tardi lo stesso capo del governo ha assicurato: “Non vogliamo ricadere negli errori dei precedenti casi. Adesso, finita l’emergenza, toglieremo le persone dalle tende e dovremo assicurare loro condizioni di vivibilità . E poi ripartiremo con la ricostruzione, affidando i cantieri alle singole province”. Il premier ha poi fatto il punto della situazione in conferenza stampa: “La decrescita delle scosse fa ben sperare dal 6 aprile abbiamo registrato un numero rilevante di scosse che però negli ultimi giorni è diminuito e, pur se le previsioni sono impossibili da fare su base scientifica, anche gli esperti dicono che questa diminuzione fa ben sperare”.
Secondo Berlusconi, “forse siamo già fuori dall’emergenza. Al momento sono state allestite 106 tendopoli”, ha proseguito. “In queste ci sono tutti i servizi garantiti: riscaldamento, pasti caldi, assistenza sanitaria, televisioni. Certo, se si spigola su alcuni centri più piccoli è possibile trovarne qualcuno in cui tutte le opere non sono ancora lì, ma sono in corso accelerato di completamento. Soltanto tra due mesi potremo però sapere quanto sono le persone che possono rientrare nelle proprie case e quante quelle che hanno bisogno di un’altra abitazione”.
Anche Gianfranco Fini è arrivato in visita in Abruzzo: il presidente della Camera è giunto nell’ospedale da campo allestito a L’Aquila. “Grazie per tutto quello che state facendo”, ha detto ai volontari impegnati a preparare il pranzo di Pasqua. “L’Italia è orgogliosa di voi”. Poi, parlando con gli sfollati, ha aggiunto: “Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche, noi prendiamo l’impegno di non dimenticarvi”. Sui tempi di ricostruzione, ha aggiunto: “È difficile da prevedere, dalle tende passeremo ai prefabbricati. I tempi sono medio-lunghi, ma l’impegno è di fare tutto nell’arco di qualche anno. Per il centro storico dell’Aquila il tempo sarà più lungo e difficile”.
I vigili del fuoco sabato sera hanno regalato un momento di serenità ai bambini che si trovano nel campo degli sfollati di Bazzano: hanno anticipato di un giorno la festa portando ai bambini un uovo alto quattro metri che è stato poi rotto con i martelli. Da molte parti d’Italia c’è poi stata una gara di solidarietà per far arrivare nei campi, soprattutto ai bambini, uova di Pasqua e colombe. Il Papa ha mandato alla diocesi un’offerta in denaro, 500 uova per i bambini, calici e paramenti per la celebrazione delle Messe. Mille uova di Pasqua per i bambini dei campi sono stati regalati dalla Polizia.
Il governo invece ha deciso di aprire un altro canale per sostenere le popolazioni che hanno subito danni durante il terremoto. Il 5 per mille all’interno della dichiarazione dei redditi potrà infatti essere destinato anche ai terremotati d’Abruzzo. “Il ministro dell’Economia e finanze Giulio Tremonti”, si legge in una nota di via XX Settembre, “ha attivato presso il ministero le procedure per introdurre il terremoto dell’Abruzzo nell’elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille”.
Destinare il 5 per mille della propria Irpef ai terremotati dell’Abruzzo sarà molto semplice. Con tutta probabilità basterà indicare nella dichiarazione dei redditi un codice numerico. La soluzione tecnica alla quale starebbero lavorando i tecnici di via XX Settembre è quella di attribuire per le destinazioni a favore dei terremotati un numero d’ufficio di 11 caratteri che sarà reso noto nei prossimi giorni. Si tratta di una soluzione facilmente attuabile senza dover modificare i modelli di dichiarazione. Viene infatti semplicemente prevista una ulteriore destinazione per la quale si potrá optare utilizzando l’attuale modulistica.
La scelta di destinare il 5 per mille della propria Irpef può essere fatta apponendo la firma in un apposito spazio del modello di dichiarazione denominato “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”. Oltre alla firma per la scelta occorre indicare il codice fiscale del beneficiario che nal caso dei terremotati sarà con tutta probabilità attribuito d’ufficio. La scelta può essere fatta anche da chi non presenta il modello Unico o il 730 utilizzando l’apposita scheda allegata al Cud.
- Domenica 12 Aprile 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 15 Aprile 2009 alle 12:51 Appello bipartisan di deputati e senatori: “”Sbagliato togliere il 5 per mille alle Ong” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Senza alcuna remora occorre oggi individuare strumenti che favoriscano il sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Tuttavia, la proposta del ministro Tremonti di integrare il 5 per mille con una specifica destinazione all’Abruzzo è particolarmente insidiosa”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Maurizio Lupi (Pdl) e Ugo Sposetti (Pd), e i senatori Vannino Chiti (Pd) e Maurizio Gasparri (Pdl), primi quattro firmatari della proposta di legge sul 5 per mille a Camera e Senato. “Il 5 per mille - affermano i parlamentari - risulta essere oggi un efficace strumento di sostegno libero (secondo la libera scelta del cittadino) alle numerosissime associazioni, fondazioni e realtà di volontariato che operano sul nostro territorio. Parte rilevante di questa attività è favorita proprio dal 5 per mille”. Per i parlamentari “il ministro Tremonti ha di fronte a sé almeno due possibili alternative: l’istituzione di un nuovo 5 per mille (che per esigenze di bilancio può essere anche un 3 o un 2 per mille) o meglio la più accentuata deducibilità fiscale per coloro che vorranno sostenere direttamente le popolazioni dell’Abruzzo. Sarebbe un errore quindi costringere all’alternativa tra il sostegno al non profit e volontariato da una parte e aiuto alle popolazioni terremotate dall’altro”. L’idea di Tremonti continua a incontrare un fuoco di sbarramento anche da parte del mondo del volontariato (che rischia di essere penalizzato) ma non convince neanche il Pd e l’Udc. Una proposta indecente, la definisce il senatore Roberto della Seta; un “errore” anche secondo il leader centrista Pier Ferdinando Casini, che invita a “evitare una guerra fra poveri”. E ieri il settimanale non profit Vita ha lanciato una petizione per scongiurare l’utilizzo della misura fiscale del 5 per mille per aiutare nella ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo. “Sopravvissuto a ogni sorta di intemperie, il 5 per mille rischia oggi di cadere sotto i colpi del suo stesso creatore, Giulio Tremonti”: così comincia la petizione, che è già stata firmata da alcuni esponenti di spicco del terzo settore, tra cui il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo, il portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero, il presidente del Movimento Consumatori Lorenzo Miozzi e Marco Granelli, presidente di Csvnet, la rete dei centri di servizio per il volontariato. “Se davvero, come annunciato dal ministro” dicono i promotori “sono state avviate le procedure per destinare il 5 per mille ai terremotati dell’Abruzzo ricavando un’apposita casella nei moduli per la dichiarazione dei redditi, il Governo italiano otterrà con una sola mossa un record di risultati negativi”. Questo provvedimento, infatti, “finirebbe per penalizzare proprio quelle associazioni che in queste settimane hanno mobilitato migliaia di volontari per l’emergenza terremoto”. 5 per mille a sostegno dei terremotati. L’idea del ministro Tremonti non convince però il mondo del volontariato, le opposizioni e alcuni autorevoli esponenti della maggioranza. Voi siete favorevoli? [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.