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	<title>Italia &#187; In prima linea in Abruzzo. Mi chiamo Bertolaso, risolvo problemi</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 11:09:33 +0000</pubDate>
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		<title>In prima linea in Abruzzo. Mi chiamo Bertolaso, risolvo problemi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 08:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Rosati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Operativo all'Aquila subito dopo la prima scossa, il capo della Protezione civile ha ricevuto da Silvio Berlusconi pieni poteri su tutte le emergenze. Fondi e mezzi che lui utilizza con efficienza e rapidità. Storia di un uomo che non ha (quasi) nemici. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/italia/terremoto-2009/">Lo <strong>SPECIALE</strong> di Panorama.it</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/10/49df65ffd37e1_zoom.jpg" alt="bertoberlu" width="500" border="0" /></p>
<p>Come John Travolta in Pulp fiction, anche Silvio Berlusconi ha il suo Mr Wolf: &#8220;Sono Wolf, risolvo problemi&#8221; si presenta Harvey Keitel nel celebre film di Quentin Tarantino. Il Wolf italiano si chiama <a href="http://www.protezionecivile.it/gallery/dettaglio.php?id=246&amp;GALLERY_PK=296" target="_blank">Guido Bertolaso</a>, medico romano 59enne (con master a Liverpool in malattie tropicali ed esperienza sul campo in Africa e Cambogia), dal 1996 capo della Protezione civile (fra interruzioni e vicissitudini sotto i governi di centrosinistra) e dal 2008 anche sottosegretario a Palazzo Chigi per l&#8217;emergenza rifiuti in Campania e, di fatto, per tutte le altre emergenze nazionali. Che come è noto in Italia non mancano mai. Berlusconi lo ha voluto al proprio fianco nel primo consiglio dei ministri, a Napoli, come simbolo di due cose che al premier piacciono parecchio: la politica del fare contrapposta a quella delle chiacchiere; la rapidità di decisione aggirando gelosie politiche, pastoie burocratiche e, possibilmente, anche economiche.<br />
Oggi Bertolaso si occupa dei terremotati dell&#8217;Abruzzo, ma il Cavaliere l&#8217;aveva subito rimesso in sella come commissario straordinario ai rifiuti: carica da cui durante il governo dell&#8217;Unione era stato costretto a dimettersi per le pressioni congiunte dei Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio, dei sindaci antidiscariche e, pare, degli interessi della camorra abituata a dettare le regole, non a farsele dettare da qualche plenipotenziario di Roma.<br />
Romano Prodi allora non lo difese e Bertolaso non ha dimenticato. Così come non ha mai dimenticato come era stato scaricato dal precedente esecutivo di centrosinistra: nominato nel 1996 capo del dipartimento Protezione civile di Palazzo Chigi, Bertolaso venne esautorato da Franco Barberi, vulcanologo e sottosegretario, per il quale l&#8217;Ulivo mise in piedi un&#8217;agenzia ad hoc &#8220;per garantire l&#8217;indipendenza dal governo&#8221;. Barberi fu a  sua volta travolto dalla gestione del terremoto in Umbria nel 1997 e soprattutto, nel 2000, dallo scandalo della missione Arcobaleno in Kosovo rivelato da Panorama. Allora a Palazzo Chigi c&#8217;era Massimo D&#8217;Alema, mentre al dipartimento per la Protezione civile era stata promossa Anna Maria D&#8217;Ascenso, prefetto di lungo corso gradito alla sinistra (oggi è capodipartimento dei Vigili del fuoco).<br />
Fu poi Berlusconi, nel 2001, a restituire a Bertolaso la poltrona della Protezione civile e a dotarlo per la prima volta di mezzi e poteri, il tutto fra le proteste dei Ds e della Cgil, potente tra i ministeriali. Poteri definitivamente rafforzati e moltiplicati da una direttiva firmata dal premier il 3 dicembre 2008 che assegna alla Protezione civile, e dunque a Bertolaso, &#8220;il coordinamento dell&#8217;intera gestione delle emergenze con l&#8217;istituzione presso il dipartimento, 24 ore su 24, di un sistema che in configurazione ordinaria è presente presso i Vigili del fuoco, le forze armate, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di finanza, il Corpo forestale e le capitanerie di porto; al quale si aggiungono in situazione di configurazione straordinaria, in caso di emergenza nazionale, le aziende del sistema Italia componenti della Protezione civile&#8221;.<br />
È grazie a questo atto che Bertolaso comanda direttamente su 55 tra direzioni, servizi e uffici e, ogni volta che viene dichiarato uno stato di emergenza, coordina un imponente apparato militare e civile. Può disporre di flussi di denaro trasmessi direttamente da Palazzo Chigi.<br />
Eppure, tanto potere nelle mani di un uomo solo non ha mai prodotto uno scandalo, un&#8217;interrogazione parlamentare, un&#8217;indagine seria da parte della giustizia amministrativa e penale. Nulla, se si eccettua a febbraio 2009 l&#8217;inchiesta scagliatagli contro dalla magistratura di Napoli per la gestione dei rifiuti, e simpaticamente denominata &#8220;Rompiballe&#8221;: dove le balle sarebbero quelle della spazzatura. Indagine spalleggiata dall&#8217;Italia dei valori di Antonio Di Pietro (anche oggi, assieme all&#8217;ex no global Vittorio Agnoletto e qualche ex ds, tra i pochi ad attaccare Bertolaso per il terremoto in Abruzzo), e che allora, per non colpire lui, investì Marta Di Gennaro, uno dei suoi due vice.<br />
Questo civil servant che ha sempre rifiutato la grisaglia ministeriale a favore del maglioncino con bordi e scudetto tricolore (anche quello assai apprezzato da Berlusconi), mutuato dalla divisa dei piloti militari e dal ricordo del padre, primo collaudatore nel 1963 dell&#8217;F-104, sa benissimo da che parte gli vengono insidie e invidie. Però si è sempre professato rigorosamente bipartisan, &#8220;un cattolico praticante che ha come mito Albert Schweitzer e il suo ospedale in Gabon&#8221;.<br />
Ma che tuttavia non nasconde i politici ai quali si sente più affine: un tragitto che parte da Giulio Andreotti, che nel 1982 lo chiamò alla Farnesina come responsabile dell&#8217;assistenza sanitaria ai paesi poveri; che sfiora Francesco Rutelli (per il quale organizza la logistica del Giubileo), e approda forse definitivamente a Gianni Letta. Il suo grande e vero sponsor a Palazzo Chigi.<br />
Il potere e le responsabilità attuali li deve a lui e a Berlusconi. Mentre la fama di risolviproblemi gli procura cariche di commissario a ripetizione.<br />
Gianni Alemanno gli ha assegnato quella per la piena del Tevere nell&#8217;inverno scorso e pochi giorni fa un&#8217;altra al patrimonio archeologico. È stato fra l&#8217;altro commissario per l&#8217;emergenza Sars nel 2003 e nel 2004, per i mondiali di ciclismo di Varese del 2008 e per la frana di Cavallerizzo di Cerzeto nel 2005.<br />
Incarichi che hanno fatto lievitare la lista delle onorificenze (ultima, la legion d&#8217;onore) e la dichiarazione dei redditi: 1.013.822 euro nel 2007, di cui 236 mila come capo della Protezione civile.<br />
Ma che hanno anche aumentato antipatizzanti e polemiche  anche nel centrodestra: con l&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno Beppe Pisanu, che difendeva il potere dei prefetti, non si è mai preso. Ha polemizzato con Gianfranco Fini sugli aiuti umanitari per l&#8217;estero, e con La Repubblica per l&#8217;organizzazione del prossimo G8 della Maddalena, di cui è commissario.<br />
Ha incrociato il fioretto con Mariastella Gelmini denunciando, dopo il crollo di Rivoli, l&#8217;incuria degli edifici scolastici. E quando nel pacchetto sicurezza sono spuntate le ronde ha inviato a tutte le regioni, province, prefetture, organizzazioni di volontariato e al Viminale una lettera di tre pagine diffidando dall&#8217;utilizzare &#8220;personale e mezzi della Protezione civile&#8221;. Umberto Bossi e Roberto Maroni non hanno fatto una piega. Men che meno Berlusconi.</p>
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