Le dritte di Altroconsumo: le cattive sorprese di Pasqua

colomba

Non è solo il rialzo dei prezzi dei dolci pasquali ad accompagnare quest’anno, come è ormai consuetudine, l’arrivo delle feste. C’è anche l’ennesimo allarme alimentare. Alcuni dolci pasquali, prodotti da forno confezionati ancora caldi in scatole di cartone, sono esposti al rischio di un composto chimico utilizzato nell’inchiostro di stampa degli imballaggi: il 4-metilbenzofenone. Questa sostanza non è ammessa per legge, mentre è consentita, fino a un limite massimo di 0,6 mg/kg, la presenza di una sostanza molto simile: il benzofenone.
L’allarme era stato lanciato a fine gennaio dall’Afsca, l’Agenzia federale per la sicurezza della catena alimentare del Belgio, informata da un produttore di un problema legato al 4-metilbenzofenone, che era passato dalla superficie esterna del cartoncino all’alimento, un muesli al cioccolato. Il prodotto è stato poi ritirato dal mercato.
Quando è emerso il problema, che ha fatto subito capire come questo allarme, nato dai cereali per la prima colazione, potesse in realtà interessare molte altre categorie di alimenti, Altroconsumo ha fatto delle analisi su colombe e altri dolci pasquali, in quanto prodotti da forno esposti potenzialmente a questo tipo di rischio.

Abbiamo acquistato sette colombe di marca vendute nei supermercati, più La Lemon, la torta di primavera Bauli, e abbiamo cercato in laboratorio i benzofenoni (benzofenone, 4-metil-benzofenone e 4-idrossi-benzofenone) sull’imballaggio ed eventualmente sul prodotto. Nella metà dei casi (Bauli, Maina, Balocco e Paluani), la ricerca sulla confezione è risultata positiva: in tre casi si trattava di benzofenone, presente solo sull’imballaggio, mentre sulla confezione della Colomba Bauli abbiamo trovato la sostanza bandita, il 4-metilbenzofenone. Le marche uscite del tutto pulite sono Motta, Tre Marie e Melegatti. Sugli alimenti, per fortuna, non c’era traccia di queste sostanze indesiderate. Ma la cosa non ci rassicura, un rischio potenziale che la contaminazione passi dalla carta all’alimento comunque c’è, e potrebbe diventare reale.

Auspichiamo che la normativa europea imponga al più presto un giro di vite sull’uso degli inchiostri negli imballaggi destinati ai prodotti alimentari. E ci aspettiamo anche una risposta dal nostro Ministero, che abbiamo sollecitato perché informi i consumatori sulla sicurezza dei prodotti commercializzati nel nostro Paese. Finora non abbiamo ottenuto risposta.

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