Omicido a Genova, uccisa a coltellate

La minaccia di troncare la relazione. E una reazione violenta che degenera in un omicidio. Adesso è piantonato in stato d’isolamento all’ospedale San Martino di Genova, dove è ricoverato in condizioni gravi: Walid Hamami, tunisino di 25 anni, ha sgozzato la convivente Lisa Molino, 23 anni, e poi ha provato a suicidarsi con un fendente al collo. Ieri sera fra i due sarebbe scoppiata una lite violenta in seguito alla quale il giovane ha colpito per nove volte la compagna. I vicini hanno sentito l’uomo scendere le scale urlando “ho ucciso mia moglie” e hanno chiesto l’intervento della polizia. Quando gli agenti sono arrivati hanno trovato la ragazza priva di vita. L’uomo, in Italia con regolare permesso di soggiorno, è stato bloccato sul portone del palazzo.

Commenti

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Il 13 Aprile 2009 alle 19:31 shift ha scritto:

Siamo alle solite, donne italiane che si illudono e sono illuse dall’amore di un musulmano.

Per i musulmani loro non contano niente come donne ed esseri umani, non contano niente a casa loro, figuriamoci un “infedele” considerata una semplice prostituta, anche se ingannata con parole d’amore.

La giornalista Ida Magli ha scritto un articolo esemplare in merito.
…………………………………………….

Neppure l’amore può cambiare un musulmano

di Ida Magli
Il Giornale | 27/02/2009

C’è un tremendo equivoco di fondo nell’innamoramento che spinge una donna occidentale, e in particolare italiana, a unire la propria vita a quella di un uomo musulmano: lo ritiene suo contemporaneo.

Diverso il fisico, certo; diverso lo sguardo, diversa la lingua, diverso il cibo: tutte cose che sembrano aggiungere fascino, invece che dividere.

Anche i modi nel trattare le donne, in fondo, per quanto più autoritari, appaiono rassicuranti e protettivi in confronto a quelli occidentali.

Ma pur sempre contemporanei. L’uomo musulmano, invece, appartiene al mondo dell’Antico Testamento, quello di 3000 anni fa, di Abramo e di Mosè, in quanto Maometto ha fondato il Corano sui primi cinque libri della Bibbia.

Si tratta di un abisso in confronto al nostro mondo, non soltanto per tutti gli avvenimenti che hanno segnato il divenire del tempo e della storia in Occidente, ma soprattutto per le profondissime differenze di diritto e di costume nei riguardi delle donne.

La società musulmana è tipicamente patriarcale.

L’uomo è capo e padrone delle mogli e dei figli che gli devono obbedienza in tutto.

La legge religiosa è l’unica legge in campo penale e civile.

Vige la giustizia del taglione, con la mutilazione delle membra a seconda del tipo di reato e la condanna a morte tramite lapidazione per i crimini più gravi compreso l’adulterio.

Insomma, è indispensabile capire che l’innamoramento non può cambiare nulla a una realtà di questo genere e che sono le donne a cadere in un tragico inganno quando lo sperano e vi si affidano.

Purtroppo i politici avallano spesso con le loro affermazioni l’idea che gli immigrati possano “integrarsi” nella nostra civiltà e che comunque debbano rispettare le nostre leggi.

Si tratta di belle affermazioni di principio che però non fanno i conti con i sentimenti culturali profondi, anche non del tutto consapevoli (esiste, infatti, un inconscio culturale), e soprattutto non fanno i conti con la diversità di adattamento fra immigrati di sesso femminile e immigrati di sesso maschile.

E’ chiaro che le donne trovano soltanto vantaggi nella libertà, nel rispetto, nell’uguaglianza.

Ma per i maschi è tutta un’altra cosa in quanto debbono rinunciare a diritti e costumi che danno loro il potere nella famiglia e il possesso totale sulla persona della moglie e su quella dei figli.

Non si pensi che l’affetto possa influire su questi diritti: gli affetti sono plasmati dalle culture.

(E’ sufficiente ricordarsi che in Europa gli uomini fino a non molto tempo fa affrontavano la morte in duello in difesa del proprio “onore”, per comprendere quanto siano forti i sentimenti indotti dalle culture).

Messo in chiaro questo presupposto, rimangono per noi in tutta la loro ferocia i delitti di questi giorni.

Sarebbe stato sufficiente il fatto che moglie e figlia erano state “sgozzate” per capire che l’assassino era un musulmano.

E’ indispensabile fermare l’immigrazione musulmana.

E’ indispensabile che il Governo emani delle norme restrittive sui matrimoni o sulle convivenze miste e che, quando nascano dei figli, la tutela venga sorvegliata dallo Stato.

Ma soprattutto è indispensabile eliminare il principio, adottato insieme al “politicamente corretto”, di non giudicare le religioni.

L’islamismo è una “religione-cultura” totale ed è assurdo, al di fuori di qualsiasi ragionevole senso dell’umano, non poterne discutere come si fa per qualsiasi altra cultura.

Se vogliamo avere rapporti più sereni anche con gli Stati islamici e aiutare almeno l’Africa ad uscire dalla condizione di arretratezza psicologica e sociale, oltre che dalla povertà, in cui si trova, abbiamo il dovere di parlare delle norme coraniche, della Sura che stabilisce l’inferiorità della donna, della necessità di assumere forme di diritto penale e civile adeguate al mondo moderno.

Ida Magli

Roma, 27 febbraio 2009

Il 22 Marzo 2010 alle 13:15 Notizie dai blog su Genova – Famiglia intossicata a Campomorone ha scritto:

[...] Omicido a Genova, uccisa a coltellate La minaccia di troncare la relazione. E una reazione violenta che degenera in un omicidio. Adesso è piantonato in stato d’isolamento all’ospedale San Martino di Genova, dove è ricoverato in condizioni gravi: Walid Hamami, tunisino di 25 anni, ha sgozzato la convivente Lisa Molino, 23 anni, e poi ha provato a suicidarsi con un fendente al collo. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]

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