
Una vera e propria black list: un allegato di 25 pagine contenente nomi, indirizzi e numeri di telefono del questore, del sindaco e di molti politici locali di vari schieramenti, con tanto di foto. Sono i contenuti di sito anarchico di Ferrara, che ha pubblicato anche i recapiti di agenti, carabinieri, finanzieri e militari, oltre agli indirizzi di sedi di partiti, banche, agenzie interinali, sindacati, redazioni giornalistiche. Tutti indicati come possibili “bersagli”.
“Ferrara: chi non può scansare i pericoli…li affronti!” è la frase che avvisa i naviganti. Perché di internet parliamo, e sul web “la guida, dedicata ai ferraresi e ai ‘turisti’ zelanti in cerca di svago” fa bella mostra di sè. Infatti: “Tutti contenuti del sito sono no-copyright e ne incentiviamo la diffusione”.
A parlarne è un un articolo dell’edizione ferrarese de Il Resto del Carlino che dà notizia di un’indagine in corso da parte della Digos, con un ragazzo e una ragazza indagati.
La lista è scaricabile dal sito www.informa-azione.info, da tempo tenuto sotto stretta osservazione dagli investigatori, dice ancora Il Resto del Carlino. “Queste ‘pagine bianche’ selezionate” si legge tra l’altro nell’allegato “si propongono d’aiuto a chiunque, ferrarese o turista, debba scegliere un bersaglio in questa città. Perché di questo fondamentalmente si tratta… Di bersagli. Oltre che di pericoli. Di strutture o uomini del potere da colpire con la maggior forza e determinazione possibile”.
Ancor più chiaro un altro passo: “Queste pagine che stai sfogliando vogliono essere semplicemente, senza troppi giri di parole né ipocrisie, un modesto contributo alla lotta che, in alcuni luoghi, già divampa e che ovunque può nascere. Anche a Ferrara, per quanto possa sembrar strano ed utopico”.
I “bersagli” vengono suddivisi in cinque elenchi.
Il primo riguarda le Istituzioni: si parte con vie e numeri telefonici di Camera di commercio, Carabinieri (di città e di sei stazioni), carcere, Comune, Vigili giurati, Croce rossa, Curia, Aeronautica, Finanza, Polfer, PolPosta, Digos e Questura, Municipale, tribunale e procura, Provincia, Regione, provveditorato. Accanto ai corpi di polizia ci sono le generalità di comandanti, dirigenti, ispettori, assistenti. Si fanno nomi e cognomi di questore, colonnelli, sindaco e presidente della Provincia.
Il secondo elenco, è quello dei Partiti. Con, in molti casi, la foto, l’indirizzo e le mail dei dirigenti locali. Si va da An al Pd; da Forza Italia a Rifondazione; dai verdi ai socialisti, all’Udc, ai leghisti, ai repubblicani. Fino alle liste civiche: Per il bene comune e Progetto per Ferrara.
A pagina 22 comincia l’elenco numero 3: sindacati, associazioni e media. Qui, in rigoroso ordine alfabetico, ecco Arci, Arpa, Ascom, Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Ugl. Nemmeno i media vengono estromessi, dal Carlino alla Nuova Ferrara e Telestense. La sterminata lista prosegue con l’elenco 4, Agenzie interinali. Ad inaugurare è Adecco Italia, chiude in ordine alfabetico Vedior di corso Giovecca. Ben due pagine per l’elenco 5: le Banche.
A chiarire il perché del manuale ci sono anche queste frasi: si tratta “Di strutture o uomini del potere, da colpire con la maggior forza e determinazione possibile. Se qualcuno si dovesse chiedere il perché, non ce n’è soltanto uno. Le ragioni dell’attacco, del conflitto permanente sono molteplici”.
- Giovedì 16 Aprile 2009
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Il 20 Aprile 2009 alle 12:37 Ribellismo 2009 e caccia ai manager: ecco chi soffia sul fuoco » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sul web torna di moda la lotta di classe e la ribellione coinvolge anche l’esercito di riserva dei precari, la fascia di lavoratori più debole e indecifrabile, meno sindacalizzata e controllabile. “Non si possono escludere azioni estreme dettate dalla disperazione, soprattutto in mancanza di risposte da parte di governi e amministrazioni locali” avverte Carmela Bonvino, responsabile del settore precariato delle Rappresentanze sindacali di base. “Noi proviamo a organizzare il dissenso in forme legali, però l’attenzione dei mass media per episodi come i sequestri potrebbe far scegliere ai lavoratori scorciatoie controproducenti”. Per capire l’umore basta consultare i siti marxisti Il pane e le rose o Autprol.org, che per esempio ospita il comunicato di protesta dei giornalisti della free-press confindustriale 24 minuti. Gli investigatori monitorano anche battaglie e documenti dei precari più qualificati, nel campo della ricerca scientifica e della protezione ambientale. “Questa è una rivolta popolare non coordinata, spontanea. E molto pericolosa” ha avvertito nei giorni scorsi il sociologo francese Jean-Paul Fitoussi, rispolverando il termine conflitto di classe. In questo clima gli investigatori, dai carabinieri del Ros agli 007, temono una saldatura fra la protesta genuina e qualche cattivo maestro che aspira a cavalcarla. Nel Torinese gli investigatori tengono sotto osservazione l’area anarco-insurrezionalista. Due settimane fa, dalle frequenze di Radio blackout, uno dei portavoce degli squatter piemontesi ha inneggiato al sequestro dei manager. [...]
Il 19 Giugno 2009 alle 18:22 “Sentenza di guerra”: sul web gli anarchici alzano il tiro. Le nuove BR non mollano? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Già in passato i gruppi estremisti di sinistra avevano scelto il web come luogo d’elezione per le loro battaglie, arrivando addirittura a pubblicare on-line vere e proprie liste nere di personaggi loro invisi, bersagli da colpire ad ogni costo. [...]
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