L’Abruzzo riparte dalla scuola, oggi le prime lezioni in tenda

Bambini_Aquila
Le scosse di terremoto non si fermano, la più intensa è di mercoledì alle 22.17 di magnitudo 4.1. Poi alle 7.44 di giovedì 16,una nuova scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con una magnitudo locale di 3.2. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, San Panfilo d’Ocre e Fossa.
Intanto continuano gli accertamenti sull’agibilità delle case, mentre l’inchiesta della magistratura sulle eventuali responsabilità muove i primi passi e trova i primi testimoni pronti a farsi ascoltare. Il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. E’ stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi.
Il calendario scolastico dell’Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevedeva che gli istituti riaprissero domani. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l’agibilità degli istituti.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, inaugura una scuola da campo, insieme al ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini e al sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l’anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono infatti lesionati. Ma non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20.000 persone non potranno far ritorno nelle loro case perché ormai definitivamente compromesse.

“Molte scuole sono agibili, alcune immediatamente utilizzabili, altre bisognose di modesti interventi di ristrutturazione. Mi rendo conto però che, se non cessa lo sciame sismico in atto, nessun genitore si azzarderebbe a mandare i figli a scuola in queste strutture”, ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, poco prima di incontrare il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, in Abruzzo proprio per fare il punto sulla situazione scolastica.
“Ecco perché”, ha detto Cialente, “stiamo pensando a delle tensostrutture che ci consentano di tamponare l’emergenza. La priorità, a mio avviso”, ha concluso il sindaco, “dovrà essere data alla riapertura dell’Università e allo svolgimento degli esami di Stato e di terza media”.
“Non volevo gli onori della cronaca, anzi questa cosa mi sta creando tanti problemi. Mi disturba. Capisco l’importanza ma l’obiettivo era ed è di dare ai bambini un’opportunità per riconquistare spazi di cui tanto hanno bisogno”. Il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, è imbarazzato davanti al clamore che ha provocato la sua iniziativa di riaprire, primo centro delle zone terremotate, la scuola.

Giovedì 16, alle 10, la scuola nel centro dell’Aquilano - che ha avuto cinque morti, di cui due bambini delle elementari - sarà quindi riaperta, in una tenda. Secondo il sindaco ci saranno una trentina di bambini. “Prima del terremoto erano 80″, ha spiegato, “in molti sono andati con la famiglia sulla costa, ma torneranno a scuola anche loro nei prossimi tempi, già da lunedì ce ne saranno di più”.

Mentre nel vicino Molise proprio la sicurezza degli istituti ha sucitato proteste. La tragedia di S. Giuliano di Puglia e ora il terremoto dell’Aquila fanno crescere la paura ad Isernia, dove il sindaco è stato costretto a chiudere, oggi e domani, le scuole di proprietà comunale per le proteste dei genitori che reclamavano edifici sicuri. La decisione è stata presa dopo una giornata di riunioni con tecnici e cittadini.

Le materne, le elementari e le medie di Isernia prolungheranno le vacanze pasquali per consentire la sistemazione delle aule in strutture a norma. Secondo i genitori, gli stabili fino ad oggi utilizzati non avrebbero tutti i requisiti di sicurezza, come accertato anche dalle perizie tecniche avviate dopo il sisma abruzzese. Da qui la decisione del primo cittadino, Gabriele Melogli di prendere tempo per reperire altri locali dove sistemare circa duemila ragazzi fino alla fine dell’anno scolastico. La decisione è stata presa dal sindaco dopo una lunga riunione con un comitato di genitori. “I tecnici non hanno riscontrato danni agli edifici”, ha spiegato Melogli, “ma le scuole non rispettano la nuova normativa antisismica essendo state costruite prima dell’entrata in vigore delle nuove leggi”.

Nessuno studente delle zone terremotate dell’Abruzzo perderà l’anno scolastico. Lo ha assicurato il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, al termine di una riunione tenuta nel pomeriggio all’Aquila con tutte le autorità preposte alle attività scolastiche. “Senza voler nascondere le difficoltà, che pur ci sono, per far concludere l’anno scolastico”, ha spiegato il ministro, “concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l’anno”.

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Il 16 Aprile 2009 alle 18:24 Sisma, Berlusconi torna in Abruzzo: show con i ragazzi, bacchettata all’opposizione » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Toc toc… Silvio Berlusconi bussa all’aula-tenda di Poggio Picenze. Poi entrando: “È in arrivo il professore da Roma”, dice ai ragazzi che oggi hanno ripreso “la nornmalità” delle lezioni. “Siete preparati? Se sì ho dei regalini per voi, altrimenti rimettetevi a studiare”. Si presenta così il Cavaliere, alla sua ennesima visita tra i terremotati d’Abruzzo: spargendo buon umore. E cercando di rendere gioioso il ritorno a scuola dei ragazzi nelle tendopoli di Poggio Picenze e Picenze, a pochi chilometri da L’Aquila. Una visita all’insegna di quella che il premier ha sempre definito “la politica dell’ottimismo”. Sfoderando nelle tendopoli le sue proverbiali battute per tenere alto il morale delle popolazioni colpite e sfollate. A Poggio Picenze, tappa della mattina, Berlusconi visita la scuola-tenda inaugurata dal ministro Mariastella Gelmini. Lontano dalle telecamere, Berlusconi scherza con i giovani alunni tornati oggi tra i “banchi”. Prima regala un pallone da football americano e un altro originale di quelli che saranno utilizzati nella finale di Champions League di Roma, poi consegna una serie di magliette di Juventus e Milan. Tra i piccoli alunni vanno a ruba quelle bianconere, tanto che al premier ne restano in mano due del Milan. Poi, salito in cattedra, pungola Mariastella Gelmini: “Che maglia vuoi? Quella della Juve? Ok” scherza “allora sei espulsa dal governo…”. Il premier, di fronte ai ragazzi, mette su un piccolo show. Recita la poesia Rio Bo di Aldo Palazzeschi e firma autografi “speciali” per i piccoli macedoni, figli di una comunità ben inserita nella zona (il 30% degli studenti della scuola è di origine macedone). “Mi raccomando” aggiunge “sono autografi importanti, non li vendete a meno di 10 euro”. E al bimbo che giura di non venderlo “a meno di 20″, ribatte: “Bravo, tu hai fiuto per gli affari”. [...]

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