
Toc toc… Silvio Berlusconi bussa all’aula-tenda di Poggio Picenze. Poi entrando: “È in arrivo il professore da Roma”, dice ai ragazzi che oggi hanno ripreso “la nornmalità” delle lezioni. “Siete preparati? Se sì ho dei regalini per voi, altrimenti rimettetevi a studiare”.
Si presenta così il Cavaliere, alla sua ennesima visita tra i terremotati d’Abruzzo: spargendo buon umore. E cercando di rendere gioioso il ritorno a scuola dei ragazzi nelle tendopoli di Poggio Picenze e Picenze, a pochi chilometri da L’Aquila. Una visita all’insegna di quella che il premier ha sempre definito “la politica dell’ottimismo”. Sfoderando nelle tendopoli le sue proverbiali battute per tenere alto il morale delle popolazioni colpite e sfollate.
A Poggio Picenze, tappa della mattina, Berlusconi visita la scuola-tenda inaugurata dal ministro Mariastella Gelmini. Lontano dalle telecamere, Berlusconi scherza con i giovani alunni tornati oggi tra i “banchi”. Prima regala un pallone da football americano e un altro originale di quelli che saranno utilizzati nella finale di Champions League di Roma, poi consegna una serie di magliette di Juventus e Milan. Tra i piccoli alunni vanno a ruba quelle bianconere, tanto che al premier ne restano in mano due del Milan. Poi, salito in cattedra, pungola Mariastella Gelmini: “Che maglia vuoi? Quella della Juve? Ok” scherza “allora sei espulsa dal governo…”.
Il premier, di fronte ai ragazzi, mette su un piccolo show. Recita la poesia Rio Bo di Aldo Palazzeschi e firma autografi “speciali” per i piccoli macedoni, figli di una comunità ben inserita nella zona (il 30% degli studenti della scuola è di origine macedone). “Mi raccomando” aggiunge “sono autografi importanti, non li vendete a meno di 10 euro”. E al bimbo che giura di non venderlo “a meno di 20″, ribatte: “Bravo, tu hai fiuto per gli affari”.
All’uscita dalla tenda, il premier viene fermato da un’anziana 76enne che gli dice: “Presidente, pensi ai giovani, chi noi vecchi abbiamo fatto il nostro tempo”. E il premier, sorridendo: “Pensi a lei…”. E ancora: “Se volete rifarvi la casa da voi ricostruendola o ristrutturandola lo Stato vi sosterrà “. Poi la promessa: “Entro l’autunno” in Abruzzo non ci saranno più tendopoli. Il premier ha spiegato che il governo ha “un’ipotesi per togliere le persone dalle tende che credo funzionerà. La volontà del governo è far si che prima possibile le persone possano ritornare in casa”. Berlusconi ha poi ricordato che “gli edifici da ricostruire sono il 50 per cento”. “Il governo” ha detto il Cavaliere “non intende costruire baraccopoli ma trovare alloggi a tutti grazie alle associazioni alberghiere e a molte famiglie italiane. Prima che cominci il freddo dell’autunno ci sarà la possibilità di chiudere le tendopoli”.
Più tardi, Berlusconi si trasferisce nella vicina Picenze. Anche qui, visita all’insegna dell’allegria. Con gli sfollati s’informa dello stato delle loro case, poi al parroco nero del paese sorride: “Complimenti, lei è molto abbronzato”. Il premier, accolto da molti sorrisi e foto-ricordo, accetta l’invito di un gruppo di alpini che gli offrono vino e formaggio. “Basta che non sia pecorino” dice Berlusconi accettando l’offerta “e non datemi aglio né cipolla”.
Il premier gradisce il Montepulciano “eccezionale” e racconta: “Gli alpini li conosco bene, avevo una casa di fronte a un loro club. Si vedevano alle 9 di sera e poi fino all’una…”. Poi, rivolto alle donne presenti, aggiunge: “Attente, che gli alpini hanno l’occhio vispo e la penna lunga… ma a promesse sono peggio dei marinai”.
Prima di abbandonare il paesino, il presidente del Consiglio torna ancora sulle polemiche relative all’election day: “Adesso mi dicono di Lega e referendum- sbotta con uno sfollato- ma di queste cose nessuno ne sa niente… potevamo avere una crisi di governo in un momento come questo?”.
Poi sopralluogo nel centro de L’Aquila accompagnato dal ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. E qui arriva la precisazione su Fini: “Nessuna polemica con il presidente della Camera Gianfranco Fini, sul referendum ho solo risposto all’opposizione”. Insomma, per il Cavaliere si è trattato di esagerazioni dei media, “un atteggiamento inaccettabile da parte della stampa. Sono frasi che che non ho mai detto”. Poi tornando sul referendum ha ribadito di non “aver voluto mettere in crisi il governo dietro alle pressioni della Lega perché sarebbe stato irresponsabile di fronte alla crisi economica e alla ricostruzione dell’Abruzzo”. E ancora, rivolto all’opposizione, ha aggiunto: “Mi rivolgo all’opposizione che ci ha accusati di disperdere i fondi dello Stato. Le cifre che hanno diffuso non sono vere ma molto meno, per questo abbiamo abbinato il referendum ai ballottaggi”.
- Giovedì 16 Aprile 2009
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Commenti
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Il 16 Aprile 2009 alle 19:38 artisticamente ha scritto:
Per chi ha il controllo dei mezzi di comunicazione la catastrofe è un’occasione d’oro. La causa naturale sottrae responsabilità: è il prodotto del fato.
Resta lontano sullo sfondo il contributo diretto di chi ha costruito con molta sabbia, poco cemento e poco ferro, di chi ha rilasciato autorizzazioni incaute, di chi non ha controllato la qualità dei materiali e dei manufatti, di chi per decenni ha permesso che una zona tra le più sismiche d’Italia non fosse classificata nella prima categoria di pericolo, con l’unico scopo di garantire costi di edificazione più bassi e valori dei suoli più alti.
La telecamera indugia impudica su volti piangenti, replica all’infinito momenti chiave: l’orsetto di peluche, la culla schiacciata.
All’occorrenza la musica di sfondo aggiunge pathos.
Telegiornali e programmi si inseguono, si avvicendano, macinano ore di trasmissione in cui domina l’affabulazione sentimentale e manca l’analisi. ù
Chi si azzarda a porre domande indiscrete sul contributo umano alla catastrofe viene bollato: non rispetta il dolore, è uno sciacallo.
Il “capo” in mezzo al popolo stringe mani, abbraccia, conforta, promette.
Dispensa forza e sicurezza.
Mentre chi apre interrogativi irriverenti è accusato di non rispettare il dolore, il capo vince il dolore e ne rappresenta il necessario superamento.
Le telecamere - compiacenti “le sue”, asservite quelle delle reti pubbliche - lo inseguono e illustrano.
Scelgono il lato migliore, l’espressione più adatta allo scopo: mascella stretta, fermezza virile.
La carta stampata in buona parte segue corriva.
La sintesi è già pronta e già detta: il consenso verso di me supera il 70 e va verso l’80%; non sono più solo il presidente del consiglio sono il presidente di tutti gli italiani.
Il 16 Aprile 2009 alle 20:26 dinmau ha scritto:
Artisticamente….c’è poco da sfottere, lo sappiamo che vi rode, lo sappiamo che avreste preferito uno dei vostri piagnoni, ma c’è Lui! C’è lui, che con il suo comportamento e il suo essere partecipe, vi costringe a mordervi la lingua ed a essere cauti nelle invettive, a mettere a freno la vostra sbandierata conoscenza e superiorità. Diciamo pure che era ora, lasciate lavorare chi ne è capace, quando sarà il momento, lontano dalla tragedia, sono sicura che i lupi sfogheranno tutta la loro ferocia! Speriamo che il nostro Presidente non abbia mai a pentirsi della sua innata irruenza e generosità, che qualcuno lassù, molto più in alto di tutti noi abbia a proteggerlo!
Il 16 Aprile 2009 alle 23:59 vincenzoaliascontadino ha scritto:
BOSSI TAX?NO, LEGA TAXI!
Franceschini sembra un piagnoso e stranito, ma dove l’ha imparato a fare il leader nelle paludi Pontine cambiando 6 Partiti? Intendo, per le zanzare che ronzano e non pungono, ma sanno dare solo fastidio, ma alla sua coalizione! In poche parole un ronzio di resa sbattendo velocemente le ali come richiamo amoroso ai Kompagnuzzi?
Capisco è stato membro effettivo del collegio sindacale dell’Eni, forse sarà gasato? Possibile che non capisca che in una coalizione si devono accettare patti al di fuori di quelli scritti nel programma elettorale? vincenzoaliasilcontadino@virgilio. Matera.
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