Francesco Pizzetti, garante della privacy, nel febbraio 2006 aveva emanato un provvedimento in cui denunciava il traffico di schede intestate a persone ignare e prescriveva un tetto alle intestazioni multiple di sim (quattro per le persone fisiche e sette per le società), oltre all’obbligo per i gestori di rispettare determinate procedure.
Come è possibile che tutto sia andato avanti come se nulla fosse e che oggi io riesca a comprare 500 sim intestate ad altri?
Dopo quel provvedimento avevamo ricevuto una nota dalla Telecom il 31 maggio in cui ci assicuravano di aver adottato le misure necessarie ad adeguarsi al provvedimento. Prevedendo procedure specifiche per assicurare l’efficacia del controllo.
E gli altri gestori?
Nessuna risposta.
Intanto le misure adottate si sono dimostrate inefficaci.
In questi mesi abbiamo seguito il lavoro delle procure di Brescia e Vicenza. Ma fino a due mesi fa non potevamo irrogare sanzioni specifiche nel caso in cui il provvedimento non fosse stato rispettato. Ecco perché il nostro atto è stato tanto efficace nel dettare le regole quanto poco incisivo nel comminare sanzioni.
Adesso che strumenti avete?
Da gennaio possiamo comminare pesanti sanzioni amministrative ed economiche (nei casi più gravi, oltre 1 milione di euro, ndr). E nel caso dovessimo riscontrare violazioni, faremmo ricorso a questo potere, anche in modo molto severo.
Come intendete procedere?
Svolgeremo una serie di verifiche. Per prima cosa assumeremo informazioni dalle procure e dalla Guardia di finanza. Poi agli operatori telefonici richiederemo gli elenchi di attivazione di sim multiple superiori alla soglia indicata e di specificarci sia il numero di quelle attivate al di sopra di quella soglia sia, per ciascuna, quali siano state le modalità seguite. Lo faremo rapidamente, consideriamo probabile un’attività ispettiva molto significativa.
Pensate di rivolgervi anche alla magistratura?
Si, pensiamo di sollecitare la magistratura, in particolare quella penale, ad accelerare le inchieste in corso perché il fenomeno è impressionante e anche delicato dal punto di vista della sicurezza. L’uso di carte comprate sul mercato nero può favorire e aiutare organizzazioni criminali.
E i cittadini? Come ci si tutela?
Va migliorato il diritto di accesso alle informazioni attraverso un servizio integrato da parte dei gestori, come avviene per le carte di credito. Per esempio, un numero verde al quale ci si possa rivolgere per sapere quante e quali siano le carte a proprio nome, senza dover chiamare compagnia per compagnia.
E nell’immediato cosa si può fare?
Una verifica gestore per gestore. Eventualmente una denuncia al gestore stesso per bloccare la carta, a noi per illecito trattamento dei dati personali e poi anche all’autorità giudiziaria per furto d’identità.
- Giovedì 16 Aprile 2009
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Il 17 Aprile 2009 alle 11:53 Truffe telefoniche: Così ho comprato 500 sim. Sono vostre? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Il Garante: “Le sanzioni saranno dure” [...]
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