Terremoto, via alla “madre di tutte le inchieste”: pioggia di denunce, costruttori nel mirino

terremoto

La procura dell’Aquila, che indaga sui crolli del terremoto, procede nel suo lavoro, stilando un primo elenco di costruttori da interrogare “nelle prossime ore”: sono tutti quelli (una ventina) che hanno realizzato gli immobili sottoposti a sequestro. Gli interrogatori avverranno una volta acquisiti tutti i documenti utili a ricostruire la “vita” degli edifici e non appena saranno pronti i primi risultati delle perizie sui reperti sequestrati, in modo da poter muovere contestazioni specifiche.
Intanto, il fascicolo degli inquirenti si ingrossa degli esposti dei cittadini. “Non è giusto, mio fratello non doveva morire così”, denuncia una giovane che ha perso il fratello nel crollo della Casa dello studente.
Le denunce sono decine e aumentano ora dopo ora. Parlano di allarmi sottovalutati, di crolli “assolutamente inspiegabili”, oppure “annunciati”. Anche un comitato di circa 80 giovani ospiti della struttura, “Casa dello studente parte civile”, ha presentato un esposto in procura: “Ho deciso di aderire per avere giustizia” spiega Marilena Faragasso, studentessa originaria di Agri (Cosenza). “C’erano tante cose che non andavano e sono state prese alla leggera. Quanto da noi denunciato doveva costituire un campanello d’allarme, ma nessuno ci ha ascoltati”. Quella notte Marilena dormiva nella casa dello studente e si è salvata scendendo in strada con un gruppo di giovani che si sono aiutati a vicenda.
In un altro degli esposti presentati agli inquirenti si legge: “Ho comprato una casa tre mesi fa, i soldi di una vita. Mi avevano detto, assicurato, che era antisismica, invece è crollata”.

Numerose denunce, secondo quanto si è appreso, riguardano case costruite in cemento armato che sono crollate mentre altre, lì vicino, non hanno fatto una piega, o anche edifici regolarmente collaudati eppure lesionati in modo tale da renderli del tutto inagibili. Molto spesso, questi esposti sono corredati da foto e filmati di come era l’immobile prima del terremoto e, in alcuni casi, anche delle fasi di costruzione.
Accanto a questi, ci sono poi quei cittadini che hanno perso dei parenti nei crolli e che, durante il lungo sciame sismico che ha preceduto il terremoto del 6, avevano ricevuto più di una segnalazione di allarme da parte dei loro cari. Segnalazioni alle quali erano seguite altrettante rassicurazioni da parte di soggetti che vengano puntualmente indicati. Sono esposti, questi ultimi, carichi di rabbia per “una tragedia che si poteva evitare”.
Tra chi ha denunciato la “sottovalutazione dei ripetuti allarmi” lanciati c’è la giovane che piange il fratello morto nella Casa dello studente ed anche alcuni che hanno perso dei figli nello stabile crollato in via XX Settembre 79 (7 morti). Gli investigatori hanno già sentito sommariamente alcune di queste persone, probabilmente la stessa ragazza.
Altre si apprestano invece a sentirne nelle prossime ore.
Sono i costruttori che hanno realizzato gli immobili crollati.
Questo atto istruttorio è delegato in primis alla Gdf che ha già acquisito molti documenti relativi agli stabili: sulla base di queste carte e dei primi esiti delle perizie sui reperti raccolti verrà appunto chiesto conto a chi ha costruito case e palazzi della rispondenza alla normativa antisismica e dei materiali adottati.
Il sostituto procuratore Fabio Picuti ha fatto il punto ieri sera con tecnici e investigatori: il punto centrale, al momento, è quello di ricostruire il modo in cui gli immobili hanno reagito al sisma. Per questo gli inquirenti hanno già acquisito i video girati dalle tv locali subito dopo la scossa e le immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso delle banche o che guardano sulle strade. L’obiettivo è vedere come hanno reagito i palazzi, come hanno oscillato, come sono crollati. “Sarà molto utile ai nostri periti”, si limita a dire il pm.
Uno degli altri aspetti della “madre di tutte le inchieste” e poi quello che riguarda il rischio di infiltrazioni mafiose.

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha ribadito ieri che “non esiste l’equazione Abruzzo uguale mafia”, ma gli investigatori stanno comunque prendendo ogni contromisura affinché i tentacoli della piovra stiano lontani dall’affare miliardario della ricostruzione. Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha annunciato la creazione di una apposita task force di supporto al procuratore dell’Aquila e proposto una lista di grandi aziende “pulite” che dovranno avere il ruolo di organizzatori di quello che c’è da fare. Un monitoraggio in questo senso è già stato avviato dalla Guardia di Finanza, mentre un occhio particolare è riservato ai detenuti al 41 bis, il carcere duro, nei penitenziari abruzzesi: il sospetto, affermano gli investigatori, è che possano costituire un “punto di riferimento” sul territorio per le organizzazioni mafiose e che possano veicolare informazioni e “direttive” anche attraverso i colloqui con i familiari.
Il VIDEO servizio:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 20 Aprile 2009 alle 12:36 Abruzzo, a due settimane dal sisma, l’inchiesta prende quota » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] A due settimane esatte dal terremoto in Abruzzo, la terra continua a tremare. L’Istituto di Geofisica e vulcanologia ha registrato due scosse nella notte: la prima, di magnitudo 2.9, è stata registrata alle 3.20 (le località vicine all’epicentro sono state L’Aquila, S. Panfilo d’Ocre e Fossa); la seconda, di magnitudo 3.0, è stata avvertita dalla popolazione alle 4.22 (le località prossime all’epicentro sono state Scoppito, Pizzoli e L’Aquila). La giornata di oggi si annuncia importante soprattutto per l’inchiesta della procura dell’Aquila sulle eventuali responsabilita nei crolli. Gli investigatori dovrebbero ascoltare alcuni dei responsabili delle strutture e tecnici. Saranno sentiti come persone informate dei fatti, ma non è escluso - se emergeranno elementi di responsabilità a loro carico - che possano essere invitati a ripresentarsi accompagnati dagli avvocati. Gli accertamenti della procura sono focalizzati soprattutto sulla casa dello studente, sull’ospedale e su uno stabile di via XX settembre, nel centro della città. A fare il punto sull’inchiesta appena avviata è, in un’intervista a Epolis il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini: “È un lavoro molto difficile ma abbiamo cominciato a muoverci già dalla mattina successiva ai crolli e da allora non ci siamo fermati un attimo. Insieme con me e con il collega Fabio Picuti, sono al lavoro altri tre magistrati dell’Aquila che erano andati via da qui perché hanno perso le case e gli affetti. Inoltre ho chiesto che ci vengano dati dei pubblici ministeri applicati da altre procure. Penso che nel giro di quattro mesi potremmo arrivare a dei primi risultati”. Poi il procuratore capo mette l’accento - seguendo il filo già tracciato dal capo dell’Antimafia, Piero Grasso - sulla ricostruzione: “All’Aquila arriverà un fiume immenso di denaro per la ricostruzione” ha proseguito Rossini “e storicamente le mafie sono attratte dai soldi. Con Grasso non solo ci siamo sentiti ma abbiamo messo a punto anche un programma di controllo contro le infiltrazioni. Significa che tutte le imprese che vorranno partecipare alla ricostruzione, dalla più grande alla più piccola, saranno monitorate e controllate affinché non ci sia nemmeno l’ombra di un loro possibile legame con la criminalità organizzata”. Rossini, nell’intervista, sottolinea che intende dare “delle risposte certe agli abruzzesi e agli italiani”. Inoltre, ridimensiona le polemiche sorte in seguito all’affermazione del premier riguardo al lavoro della magistratura come “perdita di tempo”. “Il giorno dopo il terremoto” sottolinea Rossini “il ministro della Giustizia Alfano mi ha contattato e insieme abbiamo fatto il punto della situazione. Il Tribunale era ed è inagibile, la Procura inaccessibile, tutti gli atti sepolti tra le macerie e c’era il rischio di una paralisi dell’amministrazione della giustizia. Bene, nel giro di 24 ore ci è stata trovata una sede e da subito abbiamo potuto riprendere l’attività nei nostri uffici. Non solo con l’inchiesta sulle responsabilità dei crolli, ma anche su tutto il resto, casi di sciacallaggio compresi. E ciò è stato possibile grazie anche al ministro, che penso abbia lavorato in stretto contatto con Berlusconi. Tempo non se n’è perso e non sarà una perdita di tempo”. Rossini spiega inoltre a Epolis il senso della sua affermazione “sarà la madre di tutte le inchieste”. “Significa una cosa semplice” sottolinea il capo della Procura dell’Aquila “che indagheremo, con dei parametri comuni e alla ricerca di una responsabilità unitaria, su tutti gli stabili in cui ci sono stati i decessi. Ma vuol dire anche che per ognuno di questi edifici trasformati in “assassini” verranno aperte delle inchieste differenti e parallele”. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101