Berlusconi a L’Aquila: “Ricostruiremo le case al 100%, troppe inchieste sui giornali”

Silvio Berlusconi con Guido Bertolaso

Dai luoghi del terremoto in Abruzzo, dove si è recato per la settima volta dal giorno del sisma, Silvio Berlusconi parla della ricostruzione delle case e polemizza con giornali e magistrati. Il premier dà le cifre dell’emergenza “Sono i numeri più elevati riguardo a cose di questo genere per quanto riguarda l’occidente” dice, ”Abbiamo stabilizzato il numero delle persone che stiamo assistendo e che sono 40mila nelle tendopoli e 26mila nelle strutture alberghiere della costa abruzzese. Stiamo gestendo” ha sottolineato Berlusconi “una città diffusa di 70mila persone alle quali stiamo fornendo tutti i servizi necessari”. Il presidente del Consiglio ha poi promesso che “il 100% delle abitazioni sarà ricostruito dallo Stato”, ha detto che “molte case saranno abitabili già fra trenta giorni” ed è tornato sul tema dei nuovi quartieri che ha definito edificabili in cinque mesi: ”In questi nuovi quartieri punteremo a costruire case tecnologicamente avanzate che non saranno, a emergenza finita, mostruosità inutili, ma che potranno in seguito diventare dei campus per gli studenti”.
Ma la visita di Berlusconi ai terremotati è stata anche contrassegnata dalle polemiche nei confronti della stampa e dei magistrati. ”Ben vengano le inchieste, ma per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute”. E’ la posizione del presidente del Consiglio su come i media stanno trattando la vicenda terremoto in Abruzzo. ”Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno ma, per favore, non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste”. Secondo il premier gli illeciti sono “inverosimili” perché “un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente”. Ed ha aggiunto: ”io sto qui, alla fine, a difendere la sinistra perché se ci sono state responsabilità nei controlli non sono della mia parte politica, in quanto negli anni passati questa regione e questa provincia sono state amministrate dalla sinistra”.
Le parole del premier sono state commentate dal procuratore della Repubblica dell’Aquila Rossini: ”Noi non siamo di ostacolo alla ricostruzione e non vedo che rapporto ci sia tra accertare le responsabilità e ricostruire”. “Noi facciamo solo il nostro lavoro” ha aggiunto, “sono atti obbligatori, dovuti in base alla legge che ci regola e stiamo cercando di accertare eventuali responsabilità il più velecemente possibile, tenuto conto della complessità dell’inchiesta ed anche della situazione in cui ci troviamo a lavorare. Più di così non possiamo a fare”.
Del terremoto e dei presunti illeciti nella costruzione di edifici moderni ha parlato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un incontro con le famiglie francescane:  “quando oggi pensiamo all’Abruzzo” ha detto il capo dello Stato “e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto, certamente un evento naturale e imprevedibile, non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore questi comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini”.

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Il 19 Aprile 2009 alle 15:54 Sisma in Piemonte da 3,9 gradi. Fini sull’Abruzzo: “Accertare le responsabilità” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La terra trema ancora in Italia, non solo in Abruzzo, dove le lievi scosse continuano a succedersi. Oggi pomeriggio è stato il Piemonte a temere. Una scossa di terremoto avvertita a Torino, con magnitudo 3,9 gradi Richter, è stata registrata in alle 14,39. Lo rileva la Protezione civile che riferisce come, dalle prime notizie, i comuni coinvolti sono Bra, Sanfré e Pocapaglia, tutti in provincia di Cuneo. L’epicentro è nella zona tra Bra e Asti. Dalle prime rilevazioni non risultano segnalazioni di danni. Molte le testimonianze, la scossa è stata breve ma abbastanza potente da spaventare le persone: nella periferia di Torino alcuni abitanti sono scesi in strada. Scosse più lievi (questa mattina una da 2,8 gradi Richter) anche nelle zone colpite dal violento sisma di due settimane fa in Abruzzo. Mentre proseguono le operazioni di soccorso. E fanno discutere alcune frasi dette ieri dal premier Berlusconi, sulle inchieste pubblicate dai giornali, sulle costruzioni moderne crollate e sul lavoro dei pm (”si facciano le inchieste ma senza frenare la ricostruzione”). Oggi il presidente della Camera Fini è intervenuto dalla festa dei piccoli comuni: ‘’La vicenda abruzzese - ha detto - deve massimamente indurre gli amministratori, chi governa ed i parlamentari a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole. Se ciò non avviene, le conseguenze le vediamo tutti. Sono angoscianti e provocano il giusto sentimento di chiedere l’accertamento di eventuali responsabilità’’. LEGGI ANCHE: Lo SPECIALE di Panorama.it - Terremoto: pioggia di denunce, costruttori nel mirino [...]

Il 5 Maggio 2009 alle 11:45 Tommaso Montebello » Archivio Blog » Aiuti ai terremotati nel 2033 ha scritto:

[...] Giusti per capire i livello di informazione leggete qui [...]

Il 16 Novembre 2010 alle 14:05 20 novembre: L’Aquila chiama Italia, Trento risponde ha scritto:

[...] solidarietà, invocando coraggio, auspicando rinascita, accendendo i riflettori sul governo che promettendo di tutto e di più, procede  poi grazie allo stato d’emergenza  e alla latitanza di un informazione critica, in [...]

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