Dario Franceschini va all’attacco, le Europee come obiettivo. Referendum e soldi per i terremotati, celebrazioni del 25 aprile, nomine Rai. Questi i temi sui quali il segretario del Pd pressa il governo all’ assemblea dei candidati democratici alle amministrative a Cinecittà. E il premier Berlusconi, in visita all’Aquila, risponde a pochi minuti di distanza. “Il no all’accorpamento delle elezioni europee con il Referendum grida vendetta” parte Franceschini, “si buttano via 400 milioni di euro per un’operazione di tattica politica, questo è moralmente inaccettabile”. “Bastava un atto di coraggio del presidente del Consiglio perché quelle erano risorse disponibili per i terremotati”. Un attacco che per gli esponenti della maggioranza è “sciacallaggio politico” e “speculazione”. Ma il leader pro-tempore del Pd invita i suoi alla “lotta” (”è una parola di cui non dobbiamo avere paura” dice, “come “uguaglianza, comunità, solidarietà”). Una linea che lo allontana per il momento da Pierferdinando Casini secondo cui “il Pd si sta spostando a sinistra”, nonostante altre voci del Pd come Enrico Letta consiglino un’alleanza con l’Udc. Cosa che non sembra per il momento nei piani dell’ex democristiano Franceschini che invece vuole mobilitare il suo elettorato con i “valori della sinistra”.
Va visto in questo senso anche il richiamo al 25 aprile con il segretario democratico che invita Berlusconi “a venire con me a Milano a ricordare la Resistenza per dimostrare insieme che la Resistenza è un luogo condiviso” e ricorda che “il premier non ha mai partecipato alle commemorazioni del 25 aprile”. Berlusconi risponde poco dopo dall’Abruzzo: ”Sto riflettendo e probabilmente sarò anche io in campo il 25 aprile” dice ”Non ho mai partecipato alle celebrazioni perché credo ci sia una appropriazione da parte di una sola parte politica”.
Altro tema di scontro le nomine Rai, anticipate oggi da molti quotidiani: ”Le scelte si fanno nel consiglio di amministrazione della Rai e non a casa del proprietario delle reti concorrenti. Non è una torta da spartire, ma il sistema pubblico televisivo” attacca Franceschini sulla riunione svoltasi ieri a palazzo Grazioli sulle nomine Rai. Riunione in cui Berlusconi e altri esponenti del governo smentiscono si sia parlato di telegiornali e canali tv: “Non riesco a capire chi abbia dato quelle notizie, che sono comunque infondate. I nomi che ho letto stamattina sui giornali non saranno assolutamente i nomi che emergeranno, perché credo che il direttore generale, lo so perché mi è stato riferito privatamente dai consiglieri, abbia intenzione di una innovazione vera con nuovi nomi e facce più giovani” sostiene invece il premier.
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Commenti
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Il 18 Aprile 2009 alle 15:33 cini ha scritto:
La grande reazione da parte delle forze di sinistra, conferma che la decisione di separare la data del referendum dalle europee presa dal Presidente del Consiglio è quella giusta, il resto conta poco e il risparmio è di gran lunga inferiore a quanto vociferato dall´opposizione.
Il Franceschini sperava di intrappolare due grandi esperti di politica Berlusconi e Bossi con il metodo “divide et impera”.
Povero illuso, i due grandi sono più uniti che mai per andare avanti ad oltranza con il loro legittimo potere.
Il 18 Aprile 2009 alle 17:24 cini ha scritto:
L´ennesima conferma che la separazione dell´europee dal referendum sia stata una decisione corretta da parte del Presidente del Consiglio è arrivata oggi da un Franceschini furioso più che mai che sputa veleno e parla di una eventuale vendetta. Non dimentichiamo fra l´altro che lo stesso Franceschini che attribuisce la sua rabbia ad uno spreco di fondi che si sarebbero potuti utilizzare per l´Abruzzo, insisteva per accorpare il referendum con l´europee diverse settimane prima che la grande calamità naturale colpisse l´Abruzzo. Evidentemente l´accorpamento sarebbe stato solo e tutto nell´esclusivo interesse del PD. Il Pdl ha dentro gente più intelligente di quanto il Franceschini riesca lontanamente ad immaginarsi.
Berlusconi e Bossi hanno optato per “unire et impera” spiazzando un´illuso Franceschini, mentre l´onorevole Fini pretende convenientemente di esserne uscito deluso dalla decisione presa all´unanimità, quindi lui medesimo incluso, da tutti e tre leader.
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