
Due giorni fa, il mercantile Pinar, una nave turca porta container, ha soccorso 152 persone, salvate da una morte più che probabile nel Mediterraneo. Da due giorni naviga tra le coste italiane di Lampedusa e quelle di Malta. Oggi come ieri una squadra di medici è partita da Catania per controllare le condizioni delle persone sulla nave. “Abbiamo bisogno urgente di coperte e di acqua” ha fatto sapere l’armatore della nave, “i migranti sono ospitati sul ponte perchè le stive sono piene di grano”. Ma la loro destinazione finale è tutt’altro che certa: l’Italia e Malta si rimpallano la responsabilità: la nave si trova a 25 km dalle acque italiane.
Ieri l’Unhcr aveva chiesto che fosse consentito il loro sbarco. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si legge in una nota della Farnesina, “ha impartito già ieri istruzioni all’ Ambasciatore italiano a Malta, Andrea Trabalza, di compiere passi al massimo livello per sollecitare un adeguato intervento da parte delle Autorità della Valletta”. Frattini, prosegue la nota, ha “allo stesso tempo rivolto all’ Unione Europea un pressante appello affinchè l’ Agenzia Europea per la gestione ed il controllo delle frontiere esterne (Frontex) assolva con la necessaria rapidità ed efficacia agli impegni che le sono propri, ed assicuri una soluzione urgente ad una dolorosa questione che non può che travalicare l’ambito bilaterale italo-maltese, e piuttosto investe in pieno le competenze e le responsabilità dell’ intera Unione”.
Intanto un’altra imbarcazione, carica all’inverosimile con 300 persone, è stata intercettata a 30 miglia dalle coste Ragusane. Il barcone è stato scortato verso il porto di Pozzallo da quattro motovedette, due dalla Guardia Costiera e due dalla Guardia di Finanza. A segnalare la presenza della carretta è stata la centrale operativa della marina maltese.
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- Sabato 18 Aprile 2009
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Il 19 Aprile 2009 alle 19:54 Approderà in Italia il “Pinar” con 140 immigrati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sarà l’Italia, alla fine, la loro porta per l’Europa. O per il ritorno in Africa. I 140 immigrati salvati in alto mare dall’equipaggio del mercantile turco Pinar toccheranno terra dopo 10 giorni in mezzo al mare probabilmente a Porto Empedocle, in Sicilia. Alcuni di loro in cattive condizioni mediche (una donna incinta, diverse persone con varicella e febbre) sono già stati trasportati da una motovedetta della guardia costiera. Si è sbloccato in serata lo stallo che riguardava i migranti: soccorsi al largo di Lampedusa (porto più vicino) ma su segnalazione delle autorità maltesi, nessuno dei due paesi li voleva sul proprio territorio. Così la nave turca è rimasta in mare per tre giorni senza poter attraccare. I 140 “ospiti” sul ponte, perché le stive erano piene. Una situazione insostenibile, alleviata dalle cure mediche e dai viveri arrivati via elicottero dall’Italia. Mentre tra Roma e La Valletta andava in scena lo scontro diplomatico, con il ministro Roberto Maroni e il suo omologo maltese a chiedere l’intervento dell’Unione Europea per dirimere la questione. Nel pomeriggio i membri dell’equipaggio della nave avevano dovuto soccorrere anche tre giornalisti, due italiani e un tedesco, giunti su un gommone. Alla fine, anche per le pressioni di politici di maggioranza e opposizione, l’Italia ha deciso di accogliere la Pinar. Ma lo scontro diplomatico non è stato risolto, lo evidenzia una nota emessa dal ministero degli Esteri e degli Interni poco dopo che si è diffusa la notizia: Maroni e Frattini sottolineano al contempo “che la decisione, assunta esclusivamente in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria verificatasi a bordo del mercantile, non deve in alcun modo essere intesa nè come un precedente nè quale riconoscimento delle ragioni addotte da Malta nella vicenda. Il Ministro Maroni sta già predisponendo un dettagliato dossier sul caso, che sarà portato agli inizi della prossima settimana alla diretta attenzione della Commissione Europea, affinchè quest’ ultima intervenga per assicurare una soluzione politica, necessariamente da ricercarsi in sede europea e non circoscrivibile alla sfera dei rapporti bilaterali fra Italia e Malta”. [...]
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