
Con nomi e simboli depositati, è ufficialmente partita la corsa verso le Europee. E mentre i partiti sono impegnati nel riempire le caselle con i nomi dei candidati, almeno i loghi delle formazioni ci sono già . Aperti domenica 19 aprile i termini per presentare i contrassegni delle liste, si sono chiusi lunedì 20 alle 16.
A presentare il simbolo sono state 93 liste. Meno delle 181 che c’erano ai nastri di partenza per le Politiche del 2008, ma sono comunque un buon numero.
Naturalmente ci sono il Pd, che figura al 17/mo posto e il Pdl (58/mo), l’Idv e l’Udc, ma anche molti altri partiti rimasti fuori dal Parlamento, lo scorso aprile.
A ben guardare il tabellone del Viminale, anche questa volta, si presenta come un puzzle piuttosto bizzarro. Loghi possibili, altri improbabili, almeno fino a quando la commissione elettorale provvederà alla verifica delle firme necessarie per la presentazione alla corsa per Straburgo. Ma adesso sono tutti lì, a far bella mostra di sé nei corridoi del mnistero dell’Interno.
Ci sono le falci e i martelli dei comunisti, mentre di socialisti ce ne sono tre e di democrazie cristiane una moltitudine. C’è poi un’orda di richiami a Lega: i simboli che si rieccheggiano il Carroccio sono numerosi: c’è la Lega per l’autonomia lombarda, la Lega alleanza lombarda, la Lega Nord-Bossi, la Liga veneta, Indipendenza veneta ed anche una lista dei Grilli parlanti-Lega nord-No euro.
La sinistra è richiamata in numerosi simboli: ci sono Sinistra e Libertà , il Partito comunista dei lavoratori e quindi Rifondazione comunista, Sinistra democratica e così via.
Non mancano poi i contrassegni legati ai centristi (uno ha anche il nome di Pier Ferdinando Casini sul logo) e alla Democrazia Cristiana. Colpisce uno in particolare: il Terzo Polo di centro con uno scudo crociato. Bisogna vedere se sarà ammesso perché l’unico detentore dello storico simbolo è Giuseppe Pizza, attuale sottosegretario all’Università e ricerca.
Ma siccome negli apparati romani, si calcola che molti voti vengano dati, soprattutto dagli elettori più anziani - per confusione o semplice sbaglio - al simbolo dei partiti che non ci sono più, gli strateghi del Partito democratico hanno presentato anche il vecchio simbolo della Margherita e della Quercia diessina. Così come è stata tutelata Forza Italia, oggi Popolo della libertà .
Non corre questo pericolo il promotore di cinque liste, Giuseppe Cirillo. Sessuologo, autore di libri sulla seduzione, il Dr. Cirillo ha presentato: Italia dei Malori; Italiani poca cosa…?; Donne insoddisfatte e incomprese; Preservativi gratis; Partito impotenti esistenziali.
Salernitano, 45 anni, con il partito Preservativi gratis si era già presentato 4 volte a consultazioni elettorali. Depositò il contrassegno degli Impotenti esistenziali anche alle scorse politiche del 2008 e il nome della lista è diventato anche il titolo di un film, in cui Cirillo interpreta uno psicologo specializzato in sessuologia e recita assieme a Tinto Brass nei panni del regista erotico, cioè di se stesso.
Un’altra habituée della corsa alla presentazione del simbolo elettorale è Mirella Cece, leader del Sacro Romano Impero Liberale Cattolico: lo sta presentando da anni. E anche in questo caso deve aver fatto la posta fuori dal ministero diversi giorni per essere la prima a depositare il logo e poter sperare almeno nel miglior posto sulla scheda (in alto a sinistra, in basso a destra). Ma si è dovuta accontentare del secondo posto: il primato le è stato soffiato dai Liberal democratici Movimento associativo italiani all’estero.
Di altra ispirazione la lista Spirito del Tempo, con il simbolo in campo verde su cui spicca la scritta Zeitgeist (spirito del tempo, appunto), espressione cara alla filosofia otto-novecentesca. In 68/a posizione sul tabellone del Viminale, spicca il logo arancione del Movimento giovani poeti d’azione, guidato da Alessandro D’Agostini. “Siamo una lista di artisti” spiega lui stesso. “Vogliamo portare l’arte all’attenzione della politica. Il mio poeta preferito? Montale”.
C’è la lista Non serve, non voto, con lo slogan programmatico: Amo l’Italia non voto le Province. C’è la Lega federale del Sud, dove un orso marsicano divide il simbolo con uomo che beve avidamente e lancia l’appello: Arsura del Sud. E c’è anche la lista Parlamentare Indipendente che si riassume in una sola persona: “Lamberto Roberti, la lista sono io”, sintetizza il promotore, che viene da Pesaro-Urbino. “Nel 2001 mi ero candidato al Senato” racconta “ma mi hanno impedito di fare pubblicità in tv. Ho fatto una serie di ricorsi: li ho persi tutti. Allora me ne sono andato un paio d’anni in esilio in Ucraina”. Ora ritenta la carta della politica con le europee.

Guarda alla Rivoluzione francese Liberté egalité fratenité, nel simbolo un salvadanaio con impressa la frase “recupero del maltolto” e sotto un mini-programma: chiudiamo le province, acqua bene comune, no amnistie. Di sapore asburgico la Destra libertaria, con aquila bifronte, corona e cavaliere con lancia in resta. Diversi i simboli autonomisti, non solo per il Nord, ma anche per il Sud. Come La discussione la forza del Sud o la Lega per il Meridione, entrambe con lo Stivale dimezzato.
Ma tra il termine Lega (anche nella variante Liga) e quello Italia è praticamente testa-a-testa: compaiono pressoché lo stesso numero di volte. Ci sono così le liste Gente d’Italia, La mia Italia protagonista democratica popolare, Terre d’Italia, Nuova Italia, La Rosa d’Italia. Resta sempre curioso - ma fedele all’originale, quello fondato dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini nel ‘44 - il Fronte dell’Uomo qualunque (UQ), con il tradizionale cittadino stritolato nelle fauci di una pressa.
Invoca e si (ri)chiama “L’Autonomia” la lista che raccoglie l’Mpa, La Destra, l’Alleanza di Centro e il partito dei Pensionati. Un alleanza, spiega Francesco Pionati (Adc) che “non è solo un cartello elettorale” e che mira a “reagire ad una legge elettorale con lo sbarramento al 4% volto solo ad escludere dal Parlamento europeo autonomie e territori, garantendo loro la rappresentanza che meritano”. Le liste dell’Autonomia, spiega il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo, “nascono per dimostrare che siamo leali e conseguenti rispetto a quanto abbiamo promesso contrastando la nuova legge elettorale, che è assurda ed iniqua. Andiamo da soli, senza inseguire la certezza di seggi e di rimborsi elettorali” ribadisce il governatore della Sicilia, che ha scelto di candidarsi: “Sono incompatibile in quanto presidente della Regione” spiega “ma non ineleggibile. Per questo darò il mio contributo”.Scopo del cartello elettorale è superare lo sbarramento del 4%.
Con lo stesso simbolo si presentano infatti Prc-Pdci-Socialismo 2000-Consumatori uniti.
Altri piccoli partiti hanno invece scelto di presentarsi soli come Udeur, Azione sociale con Alessandra Mussolini, Nuovo Psi, Italiani nel mondo De Gregorio e Pri: ma tutti questi partiti sono comunque nell’area del Pdl e il leader dell’Udeur, Clemente Mastella, sarà candidato con il Cavaliere.
Si è conquistato l’ultima posizione il comitato delle Pari opportunità maschili, con un guerriero greco che campeggia nel logo: i promotori sono stati gli ultimi, in ordine di tempo, a effettuare l’operazione di deposito. Ora, chiuse le operazioni di deposito, scatta la fase due, quella dei controlli: 48 ore durante le quali il Viminale, filtrerà eventuali irregolarità . Successivamente gli interessati avranno 48 ore di tempo per modificare i simboli. In caso di ricusazione del contrassegno, i promotori potranno presentare opposizione all’Ufficio elettorale nazionale presso la Cassazione. Al termine di questo iter, si avrà la lista definitiva dei relativi simboli ammessi alle elezioni europee del 6 e 7 giugno.
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Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
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Il 20 Aprile 2009 alle 21:39 cini ha scritto:
L´attività più redditizia a rischio “zero” in Italia è la politica.
Non a caso ancora oggi si presentano 93 liste per l´Europee,ancora assurdamente troppe anche se sono la metà delle politiche del 2008.
Si spera che entro le prossime elezione ne spariscano almeno altre 85 per cominciare ad essere un Paese degno del resto dell´UE, più credibile e serio di quanto lo sia ancor oggi.
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