Odissea finita per la Pinar: sbarcati i primi migranti a Porto Empedocle

pinar

Sono sbarcati stamattina a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, i primi 20 migranti della nave turca Pinar, trasportati da una motovedetta della Guardia costiera. Lo riferisce la protezione civile della Regione Sicilia.
Il cargo turco  giovedì ha salvato 140 persone su due barconi in balia del mare nel Canale di Sicilia e poi diventato oggetto di una contesa diplomatica tra Italia e Malta.
Un gruppo di extracomunitari, circa una ventina, sono giunti su un guardacoste della Guardia di finanza. Altri 90 sono arrivati successivamente alle 10 a bordo della nave “Danaide” della Marina militare. I restanti 20 erano già stati portanti domenica a Lampedusa, dove è stato sbarcato anche il cadavere della donna morta durante la traversata.

A Porto Empedocle è stata predisposta una grande tenda da diverse centinaia di metri quadrati, “con bagni, docce e servizi sanitari, di prima accoglienza e pasti”, oltre a uffici per la polizia. I migranti stanno ricevendo i primi soccorsi e una colazione.
“Adesso che l’odissea dei migranti raccolti dal cargo turco Pinar è finita ci auguriamo che non inizi per loro un altro calvario col trattenimento nei Cie e l’espulsione coatta” ha detto Pietro Milazzo, responsabile per l’immigrazione nella Cgil siciliana.
Da Milazzo la richiesta alle “autorità italiane di garantire piena accoglienza ai migranti e di evitare appunto loro nuove pesanti prove dopo quella che hanno già subito: giorni e giorni in mare sballottati in un poco edificante balletto tra il respingimento del governo italiano e di quello maltese”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 21 Aprile 2009 alle 13:03 Finita l’odissea Pinar, resta l’allarme. E Maroni denuncia Malta all’Ue » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Ora che gli oltre 140 immigrati della nave turca Pinar sono in salvo in territorio italiano, la Commissione Ue ringrazia Roma, non entra nel rimpallo delle responsabilità, ma considera la vicenda tutt’altro che chiusa, tanto che in questi gorni il caso Italia-Malta sarà sul tavolo dei commissari riuniti a Strasburgo. E in quella sede sarà esaminato il dossier che il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, invierà perché la Commissione che lo esamini assieme a quello steso dalle autorità maltesi. Ad accompagnare le pagine del responsabile del Viminale, ci sono però accuse pesanti: “Malta prende contributi come tutti i Paesi per fare interventi che dobbiamo fare noi”, ha detto il ministro Maroni. Il dossier preparato dal ministero dell’Interno, secondo quanto riportato da Il Giornale, parla di 600 “mancati interventi” da parte di Malta. Una “negligenza” che ha costretto il nostro Paese a soccorrere circa 40mila persone in mare aperto. Insomma, nel duro braccio di ferro fra Italia e Malta, Roma chiede a gran voce l’intervento della Ue: “Ragioni di carattere umanitario ci hanno indotto ad accogliere questi immigrati”, ha chiarito Maroni. “Ora”, però, “pretendiamo che la Commissione Europea intervenga per far rispettare le regole a tutti”. E infatti, la risposta (sia pur neutra) dell’Ue arriva subito: “Per il cargo turco si è arrivati ad una soluzione ma il problema resta ancora irrisolto, perché altri drammi rischiano di avvenire in futuro”, ha detto il commissario Ue alla Giustizia, Jacques Barrot, che ha ringraziato l’Italia per l’accoglienza e l’aiuto agli africani, da giorni in attesa di una soluzione. “L’Unione Europea deve esprimere una solidarietà più concreta ed efficace, per questo riprenderò la discussione sull’emergenza immigrazione durante il prossimo Consiglio dei ministri”, ha spiegato. In particolare, il commissario ha auspicato che dai 27 venga il sostegno unanime alla politica di cooperazione con Paesi di transito come Egitto, Libia e Tunisia. Inoltre, gli Stati membri non esposti ai flussi - ha spiegato Barrot - potrebbero assumersi parte del fardello, almeno degli immigrati che sono stati già dichiarati rifugiati. Al momento l’intervento di Bruxelles è solo “di mediazione tra Malta e Italia” - come ha ricordato Barrot - ma sono esclusi interventi legislativi per fare ordine nel traffico Mediterraneo. “Non c’è allo studio nessuna direttiva specifica”, ha detto oggi il portavoce del commissario, spiegando che la politica marittima resta regolata dal diritto marittimo internazionale. E Bruxelles prende atto, senza puntare il dito contro nessuno, che “il diritto marittimo internazionale non è semplice da interpretare”, ha detto Barrot. Per il commissario non è quindi facile accertare le responsabilità nella vicenda Pinar: “Il diritto stabilisce che bisogna portare le persone a rischio di naufragio nel porto più vicino, ma dove le condizioni di accoglienza sono accettabili”. Ma su questo, ha aggiunto, “evidentemente Malta e l’Italia avevano entrambe le loro obiezioni”. Il commissario europeo alla Giustizia non ha voluto criticare le autorità maltesi per avere rifiutato di accogliere i migranti. “Il diritto internazionale” ha affermato “non è di facile interpretazione. Esso prevede che chi viene soccorso in mare sia portato nel porto più vicino, ma laddove le condizioni di accoglienza siano più convenienti. Ora” ha proseguito il commissario “il porto più vicino era Lampedusa, ma le autorità hanno detto che il centro di accoglienza era pieno, lo stesso hanno fatto le autorità maltesi”. D’altro canto, ha detto ancora Barrot, “sono stato a Malta e sono obbligato a riconoscere che è un’isola che conta 400mila abitanti ed ha un territorio molto limitato. Come possono accogliere ancora più immigrati?”. Dal canto suo il ministro degli Esteri Franco Frattini sottolinea che con Malta “non c’è stato nessuno scaricabarile, ci sono state regole europee che non sono state rispettate”. “L’Italia è stato il primo e solo paese a fornire, fin da subito, pasti caldi, acqua e team medici”, ha detto il ministro. “E abbiamo fatto questo perchè l’assistenza umanitaria è stata garantita, ma dovevano essere garantite anche le regole. Quando abbiamo visto che le regole non sarebbero state garantite, abbiamo fatto prevalere l’assistenza umanitaria”. Per il capo della diplomazia italiana quindi l’assistenza umanitaria è stata “garantitissima”. “Abbiamo mandato i team medici italiani, ci saremmo aspettati che qualche altra cosa succedesse, non solo che l’Italia portasse acqua, pasti caldi e medici”, ha ripetuto ancora Frattini, “le finalità umanitarie hanno prevalso come era giusto che fosse” ha concluso il ministro “noi siamo orgogliosi che l’Italia ancora una volta abbia salvato persone in difficoltà”. [...]

Il 6 Maggio 2009 alle 11:25 Due barconi in panne nel Canale di Sicilia: altro scontro con Malta » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Due barconi carichi di migranti sono fermo nel Canale di Sicilia e sono in corso contatti tra Italia e Malta per l’organizzazione dei soccorsi. Una situazione che ricorda quella del cargo Pinar, che rimase bloccato per alcuni giorni dopo aver soccorso 150 profughi, prima di essere autorizzato a dirigersi a Porto Empedocle (Agrigento). Uno dei passeggeri del barcone questa mattina all’alba ha chiamato con un telefono satellitare il numero diretto della sala operativa della Capitaneria di porto di Palermo e ha chiesto soccorso. Il natante è stato localizzato a 56 miglia a Sud di Lampedusa, in acque internazionali e non di competenza italiana per le operazioni cosiddette “Sar” (ricerca e soccorso), e dunque al momento la Capitaneria di Palermo si sta limitando a un monitoraggio, in attesa che le autorità definiscano con Malta chi debba intervenire e dove debbano essere condotti gli immigrati. Un altro barcone ha poi lanciato un nuovo l’Sos sempre con una telefonata alla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Palermo. In questo caso l’imbarcazione, con 75 migranti a bordo, è stata localizzata a 45 miglia a Sud di Lampedusa, sempre in acque di competenza maltese. Dopo la vicenda della Pinar, tra Italia e Malta si è aperto un contenzioso sulle operazioni di soccorso in mare. La Valletta ha ribadito ieri il principio che i profughi debbano essere trasferiti nel porto più vicino, che anche in questo caso è quello di Lampedusa. In questo momento sono in corso trattative. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101