Sì bipartisan del Senato al decreto sicurezza. Nella legge niente ronde

Le ronde rosa

Il Senato ha approvato il dl sicurezza che da oggi è legge.
A favore hanno votato (quasi) tutti: compatta la maggioranza, l’Idv, il Pd e l’Udc. Contrari i senatori radicali (quelli del gruppo del Pd). In totale, i sì sono stati 261, tre i no e un astenuto: Francesco Pancho Pardi, in dissenso dal suo partito l’Italia dei Valori

Il provvedimento, in scadenza il 25 aprile, approvato dalla Camera senza le norme sulle ronde e quelle sul prolungamento a sei mesi della permanenza dei clandestini nei Cie, Centri di identificazione ed espulsione, (stralciati nella movimentata seduta dell’8 aprile a Montecitorio, sono stati trasformati in due ordini del giorno votati ieri dal Senato), non è stato modificato dal Senato. Diventano quindi legge anche le norme anti stupro e quelle contro lo stalking.
Anche la Lega ha votato a favore del dl, dopo le durissime contestazioni alla Camera e l’intesa politica raggiunta di fronte all’impegno del governo a reintrodurre in altro provvedimento (ddl sicurezza) le parti relative al trattenimento nei Cie degli immigrati clandestini e alle ronde cittadine.
Ma il Carroccio ha comunque fatto sapere la sua contrarietà: durante le dichiarazioni di voto il leghista Gianpaolo Vallardi si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa su soggiorno clandestini nel Cie e ronde che alla Camera sono stati stralciati dal provvedimento. “La Lega Nord continua sicuramente e apprezziamo la maggioranza ed il governo che hanno recepito i nostri ordini del giorno. La Lega non molla sulla sicurezza, noi abbiamo la coscienza tranquilla”, ha detto il parlamentare leghista.

Il voto favorevole dell’opposizione (”Per responsabilità” come ha sintetizzato il senatore Pd Felice Casson) è stato garantito per consentire la conversione del decreto, giunto oramai alle soglie della scadenza, ma numerose ed articolate sono state le critiche rivolte al provvedimento. Il Pd ha detto sì perché il testo, a giudizio della presidente dei senatori Anna Finocchiaro, “reca fortissimamente il segno del nostro contributo in tutta la parte che riguarda lo stalking”. La conclusione della vicenda, secondo Finocchiaro, dovrebbe essere di monito alla maggioranza insegnando che “quando ci si confronta per davvero e non si fa solo la finta di aprirsi al dialogo, quando anche il dibattito parlamentare oltre a quello nel Paese si stringe sulle questioni, accettare le ragioni delle opposizioni e loro proposte può essere un buon metodo per avere provvedimenti di buona qualita’ e utili al Paese”.

Il decreto legge sulla sicurezza contiene una serie di modifiche che concernono il codice penale e il codice di procedura penale. In particolare, all’articolo 1 viene sostanzialmente reintrodotta un’aggravante per il caso in cui il reato di omicidio faccia seguito al delitto di violenza sessuale, violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Vi sono poi una serie di modifiche del codice di procedura penale che riguardano misure cautelari personali, con un significativo ampliamento per le associazioni a delinquere; la tratta e riduzione in schiavitù delle persone; il sequestro di persone; i reati di terrorismo; prostituzione minorile; pornografia minorile ed iniziative turistiche volte al favoreggiamento della prostituzione minorile.
Ai fini della tutela della sicurezza urbana, inoltre, i comuni sono autorizzati ad impiegare sistemi di videosorveglianza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. I dati raccolti possono essere conservati fino al settimo giorno successivo alla loro rilevazione, salvo esigenze particolari di ulteriore conservazione. Le vittime del reato di violenza sessuale possono accedere al patrocinio gratuito a spese dello Stato anche in deroga i limiti di reddito ordinariamente previsti dalla legge.

Commenti

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Il 22 Aprile 2009 alle 16:41 Il decreto sicurezza è legge. Ecco cosa contiene » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Giro di vite per chi compie violenza sessuale (si rischia fino all’ergastolo) e per chi compie molestie insistenti, con l’inserimento del reato di stalking nel codice penale e il patrocinio gratuito per le vittime di stupri. Questi i due punti forti del decreto sulla sicurezza convertito in via definitiva dal Senato con un voto bipartisan sul testo del governo con l’eliminazione delle contestate norme sulle ronde e sul prolungamento fino a sei mesi della permanenza degli immigrati clandestini nei Cie (Centri di identificazione e espulsione). Queste le principali norme della nuova legge nata sull’ onda delle notizie di cronaca su alcuni stupri, tra cui quello al parco della Caffarella a Roma. [...]

Il 27 Aprile 2009 alle 21:52 Ddl sicurezza, tornano le ronde. Stop a medici-spia e blocco a siti internet » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Dal decreto al disegno di legge. Le ronde cittadine rispuntano nei piani del governo. Così come era stato deciso nel vertice di maggioranza, la misura, cara alla Lega, è tornata in pista dopo essere stata bocciata alla Camera e al Senato. Stessa sorte per la permanenza degli immigrati fino ai 6 mesi nei Cie, altra norma che era stata stralciata. il governo ha presentato nelle commissione Affari costituzionali e Giustizia della Camera due emendamenti, che riproducono in maniera eguale la norma sulle ‘’associazioni dei volontari per la sicurezza’’, che era stata stralciata dal decreto dopo le proteste delle opposizioni, e anche, con qualche lieve modifica, la norma sui Cie (centri di identificazione e espulsione), bocciata in Parlamento nel corso della prima lettura e una volta alla Camera, con voto segreto. La permanenza nei Cie sarà prevista per 30 giorni, rinnovabile per altri 30: i successivi due prolungamenti di 60 giorni l’uno, come precisa Carolina Lussana, deputata della Lega Nord, dovranno essere autorizzati dal giudice di pace. Sembra invece destinata a sparire l’idea della denuncia dei clandestini da parte dei medici, che aveva suscitato le proteste anche di 101 deputati del Pdl: un emendamento che la abolisce è stato presentato dai relatori di maggioranza del provvedimento, Jole Santelli e Francesco Sisto. Identica sorte dovrebbe subire l’emendamento D’Alia che ha scatenato le ire degli internauti e che prevedeva la possibilità di oscurare i siti in cui singoli utenti commettessero l’incitazione a delinquere o apologia di reato.La norma prevedeva che ‘’in caso di accertata apologia o di incitamento, il ministro dell’Interno dispone con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettivita’ alla rete Internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, ampliando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti’’. [...]

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