Ritrovati Sascha e Caterina, la coppia di tedeschi che ha abbandonato i tre bambini

Ina Caterina Remhof

Li hanno trovati in mezzo alle radure di un’area pic-nic, che camminavano, con due zaini in spalla e una sacca, a pochi chilometri da Aosta. A scovarli, verso le 15.30, è stata una pattuglia della polizia. Già da qualche ora gli inquirenti avevano ristretto il raggio delle ricerche nei comuni della cintura ad est del capoluogo valdostano.
Quando hanno visto gli agenti della Volante Ina Caterina Remhof, di 26 anni, e il suo compagno Sascha Schmidt, di 24 anni, di Finnentrop (Germania), hanno fatto un timido tentativo di allontanarsi, poi hanno abbassato la testa e - “quasi sollevati”, come ha descritto la scena il questore di Aosta, Salvatore Aprile - hanno seguito i poliziotti.
È finita così, a dieci chilometri da dove era iniziata, la disperata fuga della coppia tedesca che, domenica scorsa, aveva abbandonato al tavolo di una pizzeria i tre figli di lei, di 7 mesi, 2 e 4 anni. È stata loro notificata una denuncia per “abbandono di minore”. Nei confronti dell’uomo (ricercato in Germania per non essere rientrato in carcere dopo un permesso premio) è stato disposto un fermo per identificazione, in attesa che dall’autorità giudiziaria tedesca giunga il mandato di cattura internazionale. Alla donna, a piede libero, la polizia si sta invece occupando di trovare una sistemazione per la notte. Non potrà vedere i suoi bambini, affidati ai servizi sociali, che venerdì riabbracceranno i nonni materni, arrivati ad Aosta, insieme al console tedesco.
Per quattro giorni Caterina e Sascha hanno vagato tra Saint-Christophe e Quart, nella cintura est di Aosta. Un motocarro Ape Piaggio è diventato la loro casa e con quello hanno fatto avanti-indietro sulla strada intercomunale. Senza soldi, per mangiare hanno venduto un telefono cellulare. E proprio su quella strada, martedì sera, li ha visti Manuela Bionaz: “Ho cercato di parlare con loro - ha raccontato - e gli ho chiesto se avevano bisogno di qualcosa, ma non siamo riusciti a capirci per via della lingua. Abbiamo cercato di comunicare per qualche minuto e loro mi hanno fatto capire che stavano bene e non avevano bisogno di nulla. Il giorno dopo non c’erano più. Quando ho visto le foto, quella stessa mattina, li ho subito riconosciuti”.
La sua testimonianza, resa mercoledì mattina alla polizia e ripetuta oggi con nuovi elementi, è stata determinante per circoscrivere le ricerche. “Il ritrovamento del mezzo segnalato da una donna - ha spiegato il questore - nel quale abbiamo trovato gli stessi mozziconi di sigarette presenti nell’auto abbandonata dai due giovani domenica sera ci ha portato sulla strada giusta”. Alle 15 di oggi un’ulteriore segnalazione ha dirottato una pattuglia della volante nell’area verde di ‘Les Iles’ di Brissogne (dieci chilometri ad est di Aosta). I due agenti hanno riconosciuto subito i fuggiaschi e li hanno fermati.
“Il loro è stato un gesto di affetto, determinato da un momento di grande e profonda disperazione per la situazione economica in cui si trovavano”, dice Federico Fornoni, del Foro di Aosta, legale di Ina Caterina Remhof e Sascha Schmidt. L’avvocato, nominato d’ufficio, ieri sera ha partecipato agli interrogatori dei due, accusati di concorso in abbandono di minore (per lei c’è l’aggravante in quanto madre). “Hanno fornito la stessa versione dei fatti” ha aggiunto il legale “e non si sono contraddetti”.
I due erano partiti il 2 aprile dalla Germania con circa 1.000 euro (”Volevamo fare una vacanza al mare con i bambini, poi sono finiti i soldi”, hanno detto). Hanno attraversato Olanda, Belgio, Francia, Svizzera e sono arrivati in Italia il 14 aprile dal traforo del Gran San Bernardo. Ad Aosta sono finiti soldi e benzina. Per alcuni giorni, hanno raccontato agli inquirenti, si sono nutriti con latte e acqua, dormendo nell’auto. Poi la disperazione ha preso il sopravvento e hanno deciso di andare in hotel pur sapendo di non poter pagare. è lì che hanno deciso di abbandonare i bambini. “Ho lasciato i documenti così era più semplice identificarli e rimpatriarli”, ha raccontato la madre.
Il VIDEO servizio:

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