Erika De Nardo, protagonista del massacro di Novi Ligure, condannata per l’omicidio della madre e del fratellino, si è laureata con il massimo dei voti in lettere e filosofia nel carcere bresciano di Verziano.
Erika, che oggi ha 25 anni, ieri mattina davanti a una commissione di docenti dell’Università Cattolica di Brescia, in una delle sale della casa di reclusione dove è rinchiusa da quattro anni, ha discusso una tesi dal titolo Socrate e la ricerca della verità negli scritti platonici. Votazione finale: 110 e lode.
E lì a pochi metri da lei, in questo giorno un po’ speciale, c’erano, ad ascoltare, il padre, l’ingegner Francesco De Nardo, la nonna materna e una delle zie. Un giorno speciale ma al quale Erika ha voluto dare un senso di normalità nella sua vita carceraria. E, quindi, dopo essere stata dichiarata dottoressa in lettere, è andata a lavorare, come fa da tempo, alla cooperativa interna specializzata in assemblaggi.
In carcere il percorso accademico della giovane è stato seguito da vicino da alcune persone, tra cui operatori penitenziari, educatori e volontari. Una in particolare si è occupata di tutto ciò che le serviva dall’esterno, a cominciare dai testi universitari. “Gli ultimi esami” hanno raccontato “sono stati vissuti da Erika con una grande passione per la filosofia e sono andati ancora meglio degli altri. Sembra proprio innamorata di questa materia”.
La discussione della tesi è stata gestita con strettissimo riserbo dall’Università e dalla casa di reclusione, anche alla luce di quanto accadde alcuni anni fa, quando Erika partecipò a un torneo di pallavolo organizzato in un oratorio di Brescia e fu fotografata e ripresa dalle telecamere.
Erika, il 21 febbraio 2001, insieme al fidanzato Omar Favaro, uccise a coltellate la madre Susy e il fratellino Gianluca nella casa di famiglia a Novi Ligure. Minorenne, come il complice, all’epoca del duplice delitto, fu condannata a 16 anni di reclusione. Fino a 21 anni è stata detenuta nel carcere minorile Beccaria di Milano, dal 2005 si trova a Verziano, casa di reclusione a trattamento avanzato. Al Beccaria aveva ottenuto la maturità all’esame per geometra. Trasferita a Brescia, si è iscritta alla Cattolica e ora ha concluso il suo percorso con la laurea in lettere. In tutti questi anni, la ragazza è sempre stata seguita dal padre, che l’ha incontrata regolarmente in carcere.
Nel 2006 la difesa aveva chiesto la libertà condizionale con destinazione in una comunità di recupero. Ma la Cassazione aveva detto no ritenendo che la giovane non si fosse ravveduta, con un giudizio che rimaneva pesante.
Erika comunque a breve potrebbe chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali e uscire dal carcere. Considerato il periodo di detenzione (oltre otto anni), l’indulto e gli sconti annuali per buona condotta, le mancano infatti tre anni al fine pena.
- Venerdì 24 Aprile 2009
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Commenti
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Il 24 Aprile 2009 alle 12:03 fercas ha scritto:
Il fatto di laurearsi con 110 e lodo è cosa straordinaria? Quasi come aver vinto un Nobel? Oppure lo straordinario stà nel fatto che la neo dottoressa ha ammazzato madre e fratello? Non capisco. Con le leggi ciabatta che abbiamo la duplice omidica esce dal carcere dopo soli 10 anni! Dobbiamo perdonare? E allora perdoniamo ma, dico io, chi tirerà fuori dalla tomba quei due corpi, il perdono?
Cordialmente.
Il 24 Aprile 2009 alle 12:32 vincenzoaliascontadino ha scritto:
E CHE CE F**?
Come disse Principe de Curtis in arte il grande comico Totò: “e..si pulisca il c**!”
http://www.youtube.com/watch?v.....Wl4eE9PyMM
Il 4 Maggio 2009 alle 11:05 Socrate « La storia non è mai sempre la stessa ha scritto:
[...] Bollettino n°161 di Francesca Alessi Opera di Franceso Sarri Studi socratici Di Gregory Vlastos, Giovanni Reale, Francesca Filippi Erika De Nardo, protagonista del massacro di Novi Ligure, condannata per l’omicidio della madre e del fratellino, si è laureata con il massimo dei voti in lettere e filosofia….( continua a leggere su: Panorama.it) Comments Off [...]
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