Il capo del governo Silvio Berlusconi celebra il 25 aprile a Onna, in Abruzzo
Con un elicottero il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è arrivato a Onna, paese abruzzese devastato dal terremoto, dove furono uccise quattordici persone dai nazisti. Un luogo simbolico per celebrare il 25 aprile. “Sono qui per una festa che è insieme un onore e un impegno: l’orrore di commemorare la terribile strage che avvenne qui nel giugno del ‘44 e un impegno che ci deve animare a non dimenticare ciò che è accaduto qui per l’orrore del totalitarismo” ha detto il premier, sottolineando il “rispetto” per chi era nella parte sbagliata”. “Siamo con chi combatté per la libertà” dice il capo del governo, ma “ora basta contrapposizioni”, con l’augurio che “diventi una festa di libertà”. Poi rammenta l’unità della nazione nella memoria: “Dobbiamo ricordare con rispetto tutti i caduti, anche chi ha combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ad una causa già persa. Questa non è neutralità o indifferenza perché tutti gli italiani stanno con chi ha combattuto per la patria”. Il premier paragona la Resistenza al Risorgimento: “Occorre ricordare le pagine oscure della guerra civile, anche di chi combattendo dalla parte giusta ha commesso errori e si assunse delle colpe”. ”Questa operazione” continua Berlusconi “rende onore a tutti gli altri che si batterono per la libertà e la nostra patria, come Salvo D’Acquisto, i militari dell’esercito del sud, e i tanti piccoli eroi sconosciuti che con gesti comuni si batterono per la causa della libertà”. Ma il momento di unità nazionale è un primo passo:
“Il 25 Aprile” dice il il Cavaliere” è l’occasione per riflettere sul passato ma anche sul presente e sul futuro. Se lavoreremo insieme a questo sentimento nazionale unitario avremo reso un grande servizio non ad una parte politica ma al popolo italiano e ai nostri figli”.
L’attenzione di Berlusconi va poi al sisma che ha colpito l’Abruzzo: “Oggi la festa del 25 Aprile assume un valore particolare con la tragedia abruzzese e Onna è simbolo dell’Italia dove tutti abbiamo la responsabilità e il dovere di costruire un futuro di prosperità e di pace”. “Davanti alla tragedia del terremoto” ha sottolineato Berlusconi “gli italiani hanno saputo ancora una volta unirsi e io sono orgoglioso di essere italiano e di guidare questo meraviglioso Paese”. Il premier ha rassicurato che “la ricostruzione delle case di Onna avverrà in tempi strettissimi”. E conclude il suo discorso: “Viva Onna, viva l’Abruzzo, viva l’Italia, viva la Repubblica democratica e viva il 25 Aprile”.
Le reazioni.Non si è fatta attendere la reazione dell’opposizione: “Ora sia coerente e fermi il progetto di legge che equipara partigiani e repubblichini” dice Dario Franceschini, leader del Pd. “Berlusconi non il novello partigiano d’Italia. Coloro che non stavano con chi faceva la Resistenza, coloro che non l’hanno riconosciuta fino a ieri, se oggi partecipano alla festa del 25 aprile lo fanno, ipocritamente, per comprare un po’ di consenso a buon mercato” ha osservato il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
- Sabato 25 Aprile 2009
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 25 Aprile 2009 alle 18:50 artisticamente ha scritto:
Oggi si saranno sicuramente rivoltati nelle tombe: Pertini, Lombardi, Parri, Scoccimarro Amendola, Longo e altri padri fondatori…
Berlusconi ha una linea di successione del tutto diversa da quella partigiana del CNL, da quelli che collaborarono per la stesura della Costituzione.
Berlusconi discende dalla Repubblica di Salò, dal fascismo, dalle forze che furono sconfitte!
Oggi Berlusconi ha immesso nel giorno della Liberazione l’idea che dobbiamo avere pietà per i repubblichini per coloro che coadiuvavano i tedeschi nei rastrellamenti e nei massacri.
E’ un primo passo verso la riabilitazione ed equiparazione ai partigiani dei repubblichini prevista da un disegno di legge che prima o poi verrà approvato dal Parlamento.
Credo che l’unica cosa che trattiene il centro-destra dal voto del decreto legge è il timore che non sarà vistato dal Capo dello Stato.
La seconda Repubblica si è allineata al ventennio mussoliniano ed alla RSI assai di più di quanto non si veda. Non si vede perchè il sistema dei media ( le sue TV in primo luogo) è in grande parte inginocchiata davanti a Berlusconi e tira la volata, accelera i processi di fuoriuscita dell’Italia dalla linea del 25 Aprile.
Come concludere, tutti coloro che riconoscono la Resistenza come madre della nostra povera repubblica questa mattina sarebbero dovuti rimanere a casa a meditare l’ipocrisia imperante, anche in certi pronunciamenti di chiacchieroni che si dicono di centro-sinistra.
Il 25 Aprile 2009 alle 21:24 fercas ha scritto:
Sono totalmente in disaccordo con quello che ha detto oggi Berlusconi cioè il rispetto di chi era dalla parte sbagliata! Osservo solo questo e cioè che mentre con orrore commemora la terribile strage dei nazisti, nel contempo chiede rispetto per chi combattè a fianco degli autori di quella strage contro i propri fratelli! E nò caro Presidente non ci siamo! Vogliamo stendere un velo pietoso sui morti nazifasisti? Stendiamolo ma, per cortesia, non mettiamoli sullo stesso piano di quelli che stettero dalla parte giusta!!! Cordialità.
Il 25 Aprile 2009 alle 21:34 liongi ha scritto:
Come è strano che ci sia gente che proclama la dittatura dell’attuale governo e che ce l’abbia ancora e sempre con Berlusconi, quando, fortunatamente siamo usciti dalla dittatura certa del governo Prodi e, prima ancora, del governo di Scalfaro ( Oscar Luigi, il baciamadonne, quello dei centomilioni mensili”che si dimostri come li ho spesi” + quel povero Onorevole Mancuso che l’ha rincorso fin dopo la scadenza del mandato per sentirsi dire dalla Procura di Roma -la stessa che ha assolto il signor Di Pietro dall’accusa di vilipendio al Capo dello Stato -non luogo a procedere!). Strano perché l’accusa di dittatura dovrebbe essere mossa dalle stesse sensazioni, dagli stessi moti di ribellione: la dittatura ha forma universale.La dittatura è prevaricazione, usurpazione dei diritti dell’uomo; è prepotenza! Del resto cosa vogliamo pretendere da chi, volutamente, ignora la storia, la stravolge, la assimila stravolta e, spesso, da carnefice diventa vittima!? Nessuno, qui in Italia, ha il coraggio di dire che la ricorrenza della “liberazione” è cosa controsenso. Non esiste libertà, e non per colpa di Berlusconi, e dunque come può esistere la festa della liberazione operata da forze alleate ESTERNE e anche da POCHI onesti oppositori al regime fascista ? Noi festeggiamo la liberazione e ciò che non abbiamo: la libertà e la libertà manca perchè non si ha coscienza reale dei reali diritti dell’uomo, non si ha educazione civica, senso della Patria, del vivere insieme. Durante il fascismo erano TUTTI fascisti; TUTTI quelli che, caduto il Fascismo, sono diventati antifascisti. Di libri dei “vinti”, dell’altra campana, ce ne sono tanti e tanti ne ha scritti il buon Pansa. Cosa dire? L’ignoranza è una gran brutta bestia. Invece di rincorrere i fantasmi, sarebbe meglio voltare pagina e pensare, insieme, al futuro ma questo non è facile:l’Italia è piena di voltagabbana. A me Mussolini non piace, pur riconoscendo che di cose buone ne ha fatte. A me i fascisti prepotenti e “caporali” non son piaciuti ma sentire gente che era di ferma appartenenza e militanza fascista, asserire, solo perché caduto e andato in antipatìa il fascismo, che il fascismo è stata una pagina nera della nostra storia, mi fa venire il voltastomaco! Quindi, rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti insieme, per la nostra terra ma senza dire coglionerie, per favore! E che Qualcuno la legga la nostra Costituzione!
Il 26 Aprile 2009 alle 17:32 » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il Vaticano è così ricco come dicono? « Insieme con Gesù! su Meno nove milioni. Le casse del Vaticano vedono rossoliongi su Berlusconi a Onna: “Rispetto per chi era dalla parte sbagliata”. Ma “sia festa di tutti”fercas su Berlusconi a Onna: “Rispetto per chi era dalla parte sbagliata”. Ma “sia festa di tutti”artisticamente su Berlusconi a Onna: “Rispetto per chi era dalla parte sbagliata”. Ma “sia festa di tutti”Europee senza big: nel Pd cresce la lista “Strasburgo? No, grazie” » Panorama.it - Italia su Europee: la grande corsa. I partiti a caccia degli acchiappavoti [...]
Il 26 Aprile 2009 alle 17:43 Repubblichini equiparati a partigiani? Berlusconi: “Il disegno di legge sarà ritirato” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Alt del premier Silvio Berlusconi alla parificazione dei partigiani con i repubblichini della Rsi: “Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sarà certamente ritirato” ha detto il capo del governo in visita alla fiera di Rho Pero. Ieri il segretario del Pd, Dario Franceschini, aveva chiesto a Berlusconi di ritirarlo dopo il suo intervento sulla Resistenza a Onna, città simbolo della barbarie nazista dove furono uccise quattordici persone dall’esercito tedesco in fuga. Poche ore prima hanno preso le distanze due parlamentari del Pdl: Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo Pdl alla Camera e Italo Bocchino, vicepresidente vicario. In una nota congiunta hanno sottolineato che “il governo Berlusconi non c’entra niente con questa proposta di legge” sull’equiparazione tra Salò e partigiani “e neanche il gruppo parlamentare del Pdl perché essa, infatti, è una tipica iniziativa parlamentare individuale. Presentata dall’onorevole Barani nel mese di luglio del 2008, essa nasce come iniziativa bipartisan, tant’è che registrò la firma di una serie di parlamentari, non solo del Pdl ma anche del Pd come gli onorevoli Corsini, Fogliardi e Narducci, che poi hanno ritirato la firma il mese scorso”. In mattinata il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è recato al cimitero Maggiore di Milano dove ha deposto due mazzi di fiori al campo della Gloria, dove sono sepolti i partigiani milanesi, e al al campo 10 dove ci sono le tombe degli appartenenti alla Repubblica sociale. La Russa è stato accompagnato dall’ex sindaco Gabriele Albertini che, durante il suo mandato, ha sempre fatto visita ai due campi. ‘’Il rispetto e la pietà che ieri, per fortuna e dopo tanto tempo, sono stati senza mezzi termini espressi da tutti per i caduti, che non vuol dire parificazione” ha detto La Russa “lo traduciamo con un atto concreto’’. [...]
Il 28 Aprile 2009 alle 9:52 corales ha scritto:
La pietà per chi muore dev’essere imprescindibile da qualunque causa e/0 evento la determini: è un sentimento che caratterizza l’essere umano; altra cosa è il rispetto! Il rispetto bisogna averselo gudagnato, anche morendo. Come potrebbe, infatti esserci rispetto per chi muore mentre tenta una rapina o un’altra qualsivoglia azione criminale. Per tornare all’argomento, si deve avere dunque pietà per tutti quelli che sono caduti, ma assolutamente non si può avere rispetto per i deceduti in azioni collaborative a chi cercava di mantenere in piedi la feroce dittatura nazifascista. Non si può avere rispetto per chi è deceduto essendosi, però, macchiato in vita di feroci e sanguinarie rappresaglie verso popolazioni civili, inermi e innocenti. Per questa certamente non trascurabile considerazione non può che essere assurda l’idea di equiparare nella valutazione chi è caduto per diferndere una dittatura sanguinaria e negatrice di valori di libertà e rispetto della dignità umana (sterminio sistematico per motivi razziali), con chi è caduto per abbattere tale dittatura. Quanto poi a sostenere l’dea che la “Festa della liberazione” debba essere condivisa, non si può non concordare alla condizione, però, che i sopravvissuti ai combattenti della “parte sbagliata” facciano autocritica e riconoscano pubblicamente che gli “altri” hanno combattuto e vinto per ridare libertà a “tutti”. Non riesco a immaginare lo stesso finale risultato in caso di vittoria nazifascista. Infine è anche un fatto di evitare un’eclatante contraddizione: come può il partito del Popolo della libertà” farsi promotore e attuatore di un provvedimento di riabilitazione di chi è caduto per la negazione della libertà.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.