Berlusconi celebrerà il 25 aprile dall’Abruzzo colpito dai terremoti e dai nazisti

“È già fatto. È pronto”. Silvio Berlusconi ha passato buona parte del pomeriggio di ieri a limare il discorso con cui oggi celebrerà il 25 aprile ad Onna, il piccolo paese praticamente raso al suolo dal terremoto in Abruzzo. In mezzo alle macerie e davanti alla stele che ricorda l’eccidio di diciassette persone trucidate dai nazisti l’11 giugno del 1944, il premier leggerà le pagine che, in un pranzo a palazzo Grazioli, ha anticipato ad alcuni fedelissimi. Parole che vengono definite “forti e significative” da chi ha avuto modo di ascoltarle. Il premier farà riferimento alla necessaria unità istituzionale da ribadire proprio nel giorno della Liberazione. Berlusconi citerà in diversi passaggi gli alleati Usa, portatori di libertà nella festa della libertà, ma anche i partigiani. Non però in un’ottica di parte, ma per ribadire il concetto di riconciliazione nazionale.
In mattinata, all’altare della Patria il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato (il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona di fiori. A margine della celebrazioni il premier ha osservato che fra partigiani e sostenitori della Repubblica di Salò “ci sono state differenze anche se la pietà deve andare a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa”.

Il Cavaliere torna a celebrare in pubblico il 25 aprile, come aveva fatto nel 2005 al Quirinale su invito di Carlo Azeglio Ciampi, che in quell’occasione ricordò come i protagonisti della Resistenza volevano un’Italia libera per tutti, unita. E che il loro insegnamento agli italiani fu la concordia, l’amore per la patria e per la Costituzione, “fondamento delle nostre libertà”. Allora Berlusconi si limitò a stringere la mano e a conversare brevemente con Romano Prodi, leader dell’opposizione, sul palco d’onore. Oggi – dicono le persone che gli sono vicine - il segnale unitario sarà molto più forte, avendo scelto il premier, per riaccostarsi ai festeggiamenti del 25 aprile, lo stesso luogo dove il leader del Pd, Dario Franceschini, andrà a celebrare il giorno della Liberazione.
E alla vigilia del 25 aprile, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a ribadire il valore delle Festa della liberazione legata a quello della Costituzione. “Il messaggio, l’eredità spirituale e morale della Resistenza, della lotta per la liberazione d’Italia, vive nella Costituzione, carta fondante della Repubblica, pietra angolare del nostro agire comune e della nostra rinnovata identità nazionale”. Di fronte ai rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’arma, e delle associazioni partigiane, il Capo dello Stato ha sottolineato che “nella Costituzione possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni ‘43-‘45, quanti ne hanno una diversa memoria ed esperienza personale o per giudizi acquisiti”. E quindi, ha proseguito, “il nostro ricordo, il nostro omaggio a tanto sacrificio, si unisce all’impegno a non ripetere gli errori del passato”. C’è bisogno, ha spiegato Napolitano, di una “realistica presa d’atto delle conseguenze che l’arbitrio e l’oppressione conosciute con la dittatura fascista e l’occupazione nazista producono sempre ineluttabilmente”.

Per spegnere le polemiche dei giorni scorsi si è speso anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sottolineato il “significato unitario particolare della cerimonia di oggi, che contribuisce a fare della data del 25 aprile una ricorrenza da tutti condivisa. Condivido e sinceramente apprezzo quanto detto da Napolitano”. Sulla stessa linea il leghista, e ministro dell’Interno, Roberto Maroni: “Il 25 aprile non può essere cancellato perché stabilì dei valori comuni che ancora oggi condividiamo”. Oltre alla cerimonia di Onna con Berlusconi e Franceschini, oggi ci sarà un corteo a Milano, al quale parteciperanno, fra gli altri, Franceschini, Finocchiaro, Cofferati, Vendola e Fava. Una delegazione di radicali e socialisti renderà omaggio ai soldati del Commonwealth seppelliti al Milan war cemetery. Dal Pd arriva il commento di Massimo D’Alema che giudica “giusto che Berlusconi abbia deciso di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile. L’anomalia era che non vi avesse mai partecipato da presidente del Consiglio”. La vicepresidente della Camera Rosy Bindi si dice vigile: “È positivo che Berlusconi e Franceschini si diano la staffetta ad Onna, in un luogo di dolore dove si è consumato un eccidio nazista. Starò però molto attenta alle parole che pronuncerà Berlusconi”.

Commenti

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Il 25 Aprile 2009 alle 11:57 vincenzoaliascontadino ha scritto:

BERLUSCONI, FRANCESCHINI, D’ALEMA E IL 25 APRILE
È vero che Berlusconi il 25 aprile non va in piazza, ma lui da ragazzo studiava e cantava, senza grilli per la testa, ma neanche con sanpietrini in una mano e nell’altra molotov da buttare contro le Forse dell’ordine che, sono Istituzioni! Ma si sa che Baffino come tutti i Kompagnuzzi dimenticano come per le Foibe ed altri misfatti per le loro idee poco Democratiche! La Patria è come Dio si onora ovunque: ma una cosa è la Democrazia l’altra essere convinti di onorarla come le mele marcia “ Onorevolizzati “, né? In poche parole ai giovani sono stati occultate informazioni sui veri fatti della resistenza per questo la disfatta dei Sinistrorsi e successo a Berlusconi. vincenzoaliasilcontadino@virgilio.it Matera.

Il 25 Aprile 2009 alle 12:12 colley ha scritto:

ciao,io vedo che mio sogno SILVIO si limito a stringere la mano a Romano Prodi,ma con mi sara senza limito che vorrei stringere tra ma braccia il mio sogno SILVIO che io adora,anche io capisco la dolore de gentes de l’aquila,e duro,ma mio sogno SILVIO e tutto il giorno presente,sono triste de non potere l’incontrare una volta a ma vita,ce uomo e uno raggio di sole,con un viso d’amore,anche io capisco che ce giorno e uno giorno di dolore sono ebreo,e io so ce che le nazistas a fa al ebreos,e altra,si uno giorno mio sogno SILVIO accetta che io l’incontrare,sara un momento di piacere,felice a ma duro vita,grosso bacio a mio tesoro SILVIO,shalom,e grazie per non participare al geneva con ce orrore “ahmadinejad”,SOPHIE ORENBUCH

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