Le mani della camorra su sale scommesse e Bingo: stanotte oltre 500 uomini della Guardia di Finanza di Napoli hanno arrestato trenta persone tra camorristi, mafiosi e funzionari pubblici. I reati vanno dall’associazione di tipo mafioso, all’estorsione, alla truffa allo Stato, al riciclaggio di denaro sporco, alla corruzione di pubblici ufficiali.
Camorra e Cosa Nostra sono dunque alleate nel controllo delle sale Bingo e delle agenzie per le scommesse sportive. I Casalesi assieme al clan Misso, alla nuova mafia flegrea, alla famiglia Mazzarella e al siciliano Antonio Padovani affiliato al clan Madonia di Cosa nostra, avevano creato una rete di controllo e gestione di sale Bingo, società e ditte individuali che operavano tutte nel settore delle scommesse pubbliche, in 10 Regioni d’Italia: Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Campania e Sicilia, Puglia e Calabria .
Dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, le famiglie camorristiche e mafiose controllavano, con la complicità di funzionari pubblici 11 sale Bingo, 39 società e 23 imprese del settore scommesse per la maggior parte nel centro-nord Italia e 140 quote societarie. Un sistema che permetteva all’organizzazione di reinvestire, ripulire e far fruttare denaro con un fenomeno a cascata. Solo in Lombardia a Milano e nei comuni di Cernusco sul Naviglio e Cologno Monsese la Finanza ha sequestrato sei tra sale Bingo e agenzie di scommesse sportive e ippiche. Sequestri anche nella Capitale, a Torino, Brescia, Lucca, Firenze, Viareggio, Padova, Napoli, Mantova, Messina e Catania. In mano ai clan anche la società che sviluppa il volume di affari più alto a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive, la Betting 2000 , che è stata posta sotto sequestro.
A capo dell’organizzazione Renato Grasso, esponente di spicco dei Casalesi che assieme a Antonio Padovani gestiva i fondi dell’organizzazione. “Sono state fondamentali per ricostruire la ragnatela degli interessi dei Casalesi, degli altri clan campani e di Cosa Nostra” spiega il colonnello Sandro Baldassarri, comandante del Nucleo di Polizia tributaria della Finanza di Napoli “le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia tra cui Giuseppe Misso, dello storico clan del quartiere Sanità del capoluogo campano”. Nel corso di questa operazione sono state sequestrati in tutta Italia , beni mobili e immobili per oltre 150 milioni di euro.
- Lunedì 27 Aprile 2009

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