
Dalla tv a uno scranno a Strasburgo? Da destra s’ode un secco alt.
Eccolo: “Il fenomeno del ‘velinismo’ in politica, ancorché circoscritto, non aiuta certo a modernizzare una cultura ancora in parte diffidente verso il ruolo delle donne in politica e a promuovere la pari dignità dei sessi in ogni ambito della vita pubblica, piuttosto rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni”.
Questa la reprimenda vergata da Sofia Ventura sul periodico on line della Fondazione Farefuturo presieduta da Gianfranco Fini. An sembra dunque non gradire l’ipotesi delle eurocandidate che provengono dal mondo dello spettacolo di cui si è parlato nei giorni scorsi nel Pdl. Poi la critica si dirige contro il rinnovamento chiesto in persona da Berlusconi: “Assistiamo” si legge nell’articolo di Farefuturo, “ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall’altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima”.
Dura anche la critica contro l’uso delle donne che per la fondazione di Fini “non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi; le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”.
Probabile che i media derubrichino questo editoriale come un nuovo caso degli scontri tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Che negli ultimi mesi si sono punzecchiati non poco. E forse, anche per questo motivo, il presidente della Camera è intervenuto con una sua dichiarazione in cui ha precisato: “Il Web Magazine della Fondazione FareFuturo non ha certo necessità di concordare con me ogni suo quotidiano intervento”.
Insomma una bacchettata, quella di Fini, che però nel concludere il suo comunicato non scomunica del tutto l’editoriale della sua fondazione parlando di “valutazioni comprensibili, ma eccessive”. “È una condizione di libertà e di fiducia che può però portare, come nel caso odierno sulle candidature femminili per le prossime elezioni Europee, a valutazioni comprensibili ma eccessive, e pertanto non totalmente condivisibili”.
E come non dimenticare, infine, che uno dei tre coordinatori Pdl, l’ex reggente di An, Ignazio La Russa, venerdì scorso, parlando delle liste per le europee che sono in dirittura d’arrivo, aveva detto: “Le nostre liste non saranno uno specchietto per le allodole. Non ci saranno calciatori e cantanti e neanche giornalisti televisivi, come invece avviene a sinistra”. Ma nella sua dichiarazione non una parola sui personaggi femminili provenienti dal mondo dello spettacolo, che ovviamente in lista ci saranno.
- Lunedì 27 Aprile 2009

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Commenti
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Il 28 Aprile 2009 alle 9:41 FareFuturo contro le veline in Europa | ha scritto:
[...] L’antefatto e presto raccontato. Sofia Ventura del periodico di FareFuturo tuona contro l’ipotesi di veline candidate nel PDL alle Europee. E io non posso che concordare. Ma ecco cosa afferma la giornalista: “Il fenomeno del ‘velinismo’ in politica, ancorché circoscritto, non aiuta certo a modernizzare una cultura ancora in parte diffidente verso il ruolo delle donne in politica e a promuovere la pari dignità dei sessi in ogni ambito della vita pubblica, piuttosto rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni“. Be’, c’è da dire che ogni parola detta dalla Ventura trova piena ragione. Non è accettabile che un partito come il PDL, e dunque il Centrodestra, abbia una sifatta caduta di stile. C’è già la sinistra con calciatori, cantanti e giornalisti a incantare le folle elettorali. Il centrodestra non ha certo bisogno di questi “specchietti per le allodole”, bensì di persone preparate tecnicamente per affrontare un impegno serio al Parlamento di Strasburgo. Che ci fa pertanto una velina in uno scranno simile? Sicuramente non a fare politica, e certamente la sua presenza non rappresenta quell’esigenza di freschezza e di giovani che la politica oggi richiede. La vena polemica dell’esponente di FareFuturo si sostanzia essenzialmente nel fatto che la presenza di certi personaggi in un contesto a loro del tutto estraneo, non costituisca affatto un’esempio di emancipazione femminile nell’ambito di un settore quale quello politico, bensì alimenti ancora di più lo stereotipo della donna come oggetto, e in questo caso come richiamo o specchietto per le allodole per gli elettori. Da qui la considerazione anzidetta, la quale evidenzia con forza la mortificazione di coloro che anziché dedicarsi a balli e canti leggeri, hanno sacrificato ore e ore di lavoro e studio per poter esercitare l’attività politica nell’interesse di tutti, e si vedono emarginati da scelte politiche dall’alto di dubbio gusto e persino deprecabili. La politica italiana di destra - a mio avviso - non ha bisogno di simili escamotage elettorali. Abbiamo già la sinistra che utilizza uomini-simbolo per attrarre voti, calpestando sistematicamente il merito a favore di altri criteri meno nobili. Il centrodestra dovrebbe orientarsi in modo differente, evitando queste patetiche scelte che alla fine rischiano di ritorcersi contro: ammesso e non concesso che la velina in Europa ci vada sul serio e non sia solo uno specchietto per le già pluricitate allodole - con la conseguenza che poi, a elezioni vinte, la signorina si dimetta a favore di altro candidato - non sarebbe altro che una barchetta in mezzo a un oceano in tempesta, con grave pregiudizio per la politica italiana nel vecchio continente, già avaro di scelte felici per il nostro paese. Berlusconi dovrebbe riflettere su quest’aspetto. Simili strategie politiche, decisamente povere, a lungo andare non sono producenti e rischiano di creare malcontento fra gli elettori che si vedono così defraudati della possibilità di scegliere persone davvero valide. Personalmente, non so fino a che punto sarei disposto a digerire queste patetiche e odiose strategie, soprattutto se inizio a pensare a quanti bravi e capaci giovani ci sono in Italia che potrebbero apportare un contributo di sostanza in Europa, e che invece, in nome di una certa approssimazione politica, vengono esclusi automaticamente da qualsiasi possibilità. Ed è chiaro che non parlo solo dell’Unione Europea, ma anche delle province, dei comuni e delle regioni, ove - è bene dire - si assiste quasi sempre, e senza distinzione di orientamento, al solito giochino della scelta non dei candidati che sarebbero più idonei, ma di quelli che per un motivo o per l’altro, al di là dei meriti, hanno come unico pregio quello di un nome famoso, altisonante, e dunque capace di attrarre voti che poi i partiti si gestiscono come meglio credono, disattendendo spesso il merito e le capacità a favore dell’intrallazzo e delle dubbie alleanze. Ma tornando alla vexata quaestio, Fini ha concordato con la Ventura, sebbene abbia mantenuto una posizione intermedia, quando ha affermato che le valutazioni della giornalista sono comprensibili sebbene eccessive. Per quanto mi riguarda (e qui rispondo all’On. Fini) l’eccessivo sta nel fare scelte che impoveriscono ancor più la già asfittica e patetica politica italiana. E personalmente da uno come lui non mi aspettavo certo una posizione così tiepida e piatta. Articoli correlatiAn si scioglie e confluisce nel PDL del 21 marzo 2009Elezioni Europee: il Cavaliere delira del 29 ottobre 2008Le Pen: le camere a gas? 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Il 28 Aprile 2009 alle 23:38 Berlusconi: “Voterò sì al referendum”. Veronica Lario sul toto-candidate Pdl: “Ciarpame” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La risposta farà piacere al comitato promotore del referendum elettorale, ma non la gradiranno altrettanto gli alleati della Lega. La risposta è il “Sì” che Silvio Berlusconi dice di voler votare al referendum del 21 giugno. “Sì certo. La risposta è ovvia” dice il premier ai cronisti che lo seguono a Varsavia. “dà un premio di maggioranza al partito più forte e vi sembra che io possa votare no?’’. “Non sono masochista” aggiunge. Ma sa che questo suo appoggio non sarà gradito dal Carroccio, impegnato a fare fallire la consultazione, con appelli all’astensione e con la rihiesta di spostare la data per non abbinarla alle elezioni europee del 6 e 7 giugno. “Ci credo, anche io se fossi leghista non sarei d’accordo” dice il Cavaliere, ma “la questione non l’abbiamo posta noi, ma non ci si può chiedere di rinunciare a un vantaggio che ci può venire offerto”. Il premier parla anche delle candidature per le elezioni europee del Pdl e in particolare delle polemiche sorte intorno ai nomi di donne del mondo dello spettacolo che hanno partecipato al corso di formazione per aspiranti candidati. ‘’La polemica che si è fatta è deludente. Quelle che ho letto sui giornali sono quasi tutte inventate. Se una persona però ha una o due lauree e conosce due o tre lingue, solo perché è andata in tv o ha fatto cose nell’informazione o nello spettacolo gli viene preclusa la politica’’. “Si dice che il 50% debbano essere donne poi quando vai a prendere delle candidate, che non ho scelto io e che sono venute a fare un corso, polemizzare per il semplice motivo che hanno un aspetto gradevole è di una delusione totale. Io escludo che ci sia una candidatura che non sia stata già attiva in An o in Forza Italia. Aspettiamo le liste”. Un’opinione che pare non essere condivisa dalla moglie Veronica Lario. In un’intervista all’Ansa la signora Berlusconi definisce “Ciarpame senza pudore, in nome del potere” l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. “Le donne oggi sono e possono essere più belle” spiega la Lario, “e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti’’. [...]
Il 29 Aprile 2009 alle 11:27 Veronica Lario contro le candidate Pdl: “Ciarpame senza pudore” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Ciarpame senza pudore”. Così, Veronica Lario definisce, in una dichiarazione all’Ansa, l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La signora Berlusconi ha deciso di mettere per iscritto in una mail - in risposta ad alcune domande sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo - il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro” spiega “che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”. Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde che “per fortuna è da tempo che c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”. “In Italia” aggiunge la moglie del presidente del Consiglio “la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”. “Qualcuno” osserva Veronica Lario “ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”. La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa ha sorpreso molto anche me, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”. Non è questa la prima volta che Veronica Lario si espone. E i precedenti sono noti: un interevnto ogni due anni. Prima l’articolo per Micromega nel 2003 in cui Lario elogiava il movimento pacifista; poi, nel 2005, la presa di posizione a favore del referendum sulla procreazione assistita. E ancora, la lettera a La Repubblica nel 2007 in cui accusava il marito di averla offesa per i complimenti e la battute fatte a Mara Carfagna durante i Telegatti. [...]
Il 29 Aprile 2009 alle 13:07 Eurocandidate, la risposta di Berlusconi: “Manovra della sinistra. Anche Veronica ha creduto ai giornali” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Non ci sta il Cavaliere. E nella polemica mediatica scatenata sulle presunte candidature al femminile del Pdl per la prossime europee, risponde così: “È molto chiaro, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dall’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate”, ha detto ai giornalisti a Varsavia. [...]
Il 30 Aprile 2009 alle 11:20 Kataweb.it - Blog - latavolarotonda » Blog Archive ha scritto:
[...] Non ci sta il Cavaliere. E nella polemica mediatica scatenata sulle presunte candidature al femminile del Pdl per la prossime europee, risponde così: “È molto chiaro, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dall’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate”, ha detto ai giornalisti a Varsavia, a margine del congresso del Partito Popolare Europeo, al quale prende parte per l’Italia anche Pier Ferdinando Casini.. [...]
Il 22 Maggio 2009 alle 15:29 Le bugie di Silvio Berlusconi. « Il blog di Sergio P. Baviera ha scritto:
[...] Le bugie di Silvio Berlusconi. L’ultimo mese è stato senza dubbio il più difficile nella carriera politica di Silvio Berlusconi. Una carriera ad orologeria, visto che le enormi responsabilità accumulate durante la prima e la seconda repubblica non potevano restare senza alcuna risposta. Il premier non può lamentarsi della persecuzione dei giudici: egli deve invece rispondere pubblicamente agli addebiti che gli vengono fatti e smettere di mentire spudoratamente al popolo italiano. Ormai le sue menzogne sono talmente grandi che neppure il quasi totale controllo dei mezzi di informazione e del parlamento gli sono sufficienti a nasconderle. Le recenti vicende che mettono in discussione la sua onestà, morale e politica sono solo la punta di un iceberg che affiora minacciosamente dalle acque agitate della politica italiana. Un presidente del Consiglio che mente al suo popolo è illegittimo. Per questo continuo a chiederne le dimissioni. Il caso Noemi e la conseguente richiesta di divorzio della signora Veronica Lario è senza dubbio una vicenda delicata. A rendere la faccenda spinosa è stata la stessa signora Berlusconi che ha lanciato pesanti insinuazioni sulla salute mentale e sulla condotta etica del marito. Ma per rispondere per le rime, il premier ha cominciato a mentire. Improvvisamente, una festa di simpatizzanti del partito a cui aveva partecipato è diventata argomento di discussione nazionale. A che titolo era presente? Quando aveva deciso di partecipare? In che rapporti è con la famiglia della ragazzina di cui si festeggiava il compleanno? La versione del premier è questa: Silvio Berlusconi ha conosciuto Benedetto Letizia, padre di Noemi, negli anni novanta quando l’uomo era autista di Craxi. Il premier è sempre rimasto in contatto con la famiglia dell’uomo che è un conosciuto esponente di Forza Italia in Campania. La partecipazione alla festa è stata decisa all’ultimo momento. Il premier non ha mai incontrato Noemi Letizia in assenza dei genitori di lei. Praticamente tutte queste dichiarazioni sono false. Andiamo con ordine. Bobo Craxi ha dichiarato che Letizia non è mai stato l’autista di suo padre. Nel PDL campano Letizia è un perfetto sconosciuto. La partecipazione alla festa non fu improvvisata ma decisa almeno il giorno prima. Berlusconi e Noemi Letizia hanno un rapporto intenso, nelle parole della stessa Noemi. Berlusconi l’ha inoltre incontrata almeno una volta senza i suoi genitori, invitandola ad un’importante cena di gala e facendola sedere al suo tavolo. Naturalmente l’amicizia del premier con una giovane non costituisce uno scandalo. Ma allora, per quale motivo Silvio Berlusconi ha mentito e continua a mentire? Egli ha mentito inoltre anche a proposito delle candidature alle Europee. Incalzato dall’opposizione che mal sopportava la candidatura di veline e soubrette al parlamento di Strasburgo e dalla moglie che chiamava l’atteggiamento berlusconiano “ciarpame politico“, il premier è tornato sui suoi passi cambiando l’ultimo giorno la lista dei candidati e dichiarando che lo scandalo era stato fatto scoppiare per un complotto dell’opposizione, quando, da settimane, i giornali da lui posseduti lanciavano articoli come questo sul corso di formazione tenuto da Renato Brunetta o quest’altro di Panorama. Le veline dovevano essere candidate eccome, visto che alcune ci sono rimaste proprio male… Ben più grave è naturalmente il caso Mills. L’avvocato inglese David Mills è stato condannato come ormai sanno anche le pietre in Italia per essere stato corrotto quale testimone in due processi. Lo stesso Mills ha indicato il premier come fonte del denaro proveniente da questa corruzione. Il nostro presidente del Consiglio non può però, essere processato a causa del Lodo Alfano e della imminente prescrizione del reato. Ammettendo che Mills è stato condannato soltanto nel primo grado di giudizio, la sentenza è comunque gravissima perché illustra ampiamente le responsabilità del premier, identificato come corruttore. Naturalmente, Berlusconi dichiara la sua innocenza. Ma anziché sottoporsi al giudizio del tribunale, il primo ministro attacca duramente i giudici ed il parlamento. Dice due cose in particolare: Nicoletta Gandus, giudice del processo Mills è una attivista politica mossa da odio personale nei confronti del premier ed è organica ad una magistratura deviata che ha come obiettivo la persecuzione di Silvio Berlusconi. In secondo luogo, il parlamento è un’inutile assemblea pletorica che dovrebbe essere ridimensionata nei suoi poteri a favore del premier. Berlusconi aggiunge che il Congresso degli Stati Uniti è composto da cento senatori. Il premier continua a mentire. Sulla Gandus per le ragioni esposte oggi su Repubblica da Giuseppe D’Avanzo: Berlusconi ha insultato, calunniato e mentito sul giudice milanese attribuendole frasi che non ha mai pronunciato e dimenticandosi che il tribunale di Milano ha superato tutti i controlli di legittimità richiesi dall’ordinamento italiano su richiesta del collegio difensivo berlusconiano. Il fallimento di questi tentativi di delegittimazione ha condotto il premier allo scandalo del Lodo Alfano. Per quanto riguarda il Congresso americano, esso è composto da 535 membri, come ricorda Francesco Costa. L’attacco di ieri all’assemblea di Confindustria è il peggiore attacco alla democrazia nel nostro paese dai tempi di Benito Mussolini. Se ne è accorto anche Luca Sofri. Per questi ed altri innumerevoli motivi continuo a chiedere a gran voce: dimissioni! [...]
Il 9 Giugno 2009 alle 17:36 Il mandante. « minipolitica Weblog ha scritto:
[...] Ma i voti di pietra sono quelli dentro le urne e con quelli Berlusconi è costretto a ragionare. E dunque Berlusconi è già costretto a ragionare in modo decisivo con chi, defilato nel suo ruolo istituzionale di Presidente della Camera, ha osservato la campagna elettorale con una lontananza siderale e ora cerca di raccogliere il mancato trionfo del leader per rafforzare ulteriormente la sua strategia di smarcamento. La fondazione di Gianfranco Fini, FareFuturo, si è resa protagonista del corsivo che ha scatenato il putiferio mediatico sulle veline e che ha dato il là alla signora Lario e oggi commenta il voto con un accento critico davvero inaspettato. Ma Fini non si accontenta. E attacca direttamene il leader del Pdl, lanciando l’anatema sulla scelta referendaria di Berlusconi, maturata dopo il voto. [...]
Il 9 Novembre 2009 alle 13:09 I paletti di Fini: “Non firmo autografi e non mi piace un Pdl caserma” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] distinguo è sulle candidature. E se, in vista delle europee fu la “sua” fondazione Fare Futuro a criticare la presenza delle veline(?) nelle lista del Pdl, stavolta, in vista delle regionali del 2010, tocca proprio a Fini mettere i [...]
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