Berlusconi: “Voterò sì al referendum”. Veronica sul toto-candidate Pdl: “Ciarpame”

Silvio Berlusconi a Cernobbio

La risposta farà piacere al comitato promotore del referendum elettorale, ma non la gradiranno altrettanto gli alleati della Lega. La risposta è il “Sì” che Silvio Berlusconi dice di voler votare al referendum del 21 giugno. “Sì certo. La risposta è ovvia” dice il premier ai cronisti che lo seguono a Varsavia. “dà un premio di maggioranza al partito più forte e vi sembra che io possa votare no?”. “Non sono masochista” aggiunge. Ma sa che questo suo appoggio non sarà gradito dal Carroccio, impegnato  a fare fallire la consultazione, con appelli all’astensione e con la rihiesta di spostare la data per non abbinarla alle elezioni europee del 6 e 7 giugno. “Ci credo, anche io se fossi leghista non sarei d’accordo” dice il Cavaliere, ma “la questione non l’abbiamo posta noi, ma non ci si può chiedere di rinunciare a un vantaggio che ci può venire offerto”.
Il premier parla anche delle candidature per le elezioni europee del Pdl e in particolare delle polemiche sorte intorno ai nomi di donne del mondo dello spettacolo che hanno partecipato al corso di formazione per aspiranti candidati. ”La polemica che si è fatta è deludente.  Quelle che ho letto sui giornali sono quasi tutte inventate. Se una persona però ha una o due lauree e conosce due o tre lingue, solo perché è andata in tv o ha fatto cose nell’informazione o nello spettacolo gli viene preclusa la politica”. “Si dice che  il 50% debbano essere donne poi quando vai a prendere delle candidate, che non ho scelto io e che sono venute a fare un corso, polemizzare per il semplice motivo che hanno un aspetto gradevole è di una delusione totale. Io escludo che ci sia una candidatura che non sia stata già attiva in An o in Forza Italia. Aspettiamo le liste”.
Un’opinione che pare non essere condivisa dalla moglie Veronica Lario. In un’intervista all’Ansa la signora Berlusconi definisce: “Ciarpame senza pudore, in nome del potere” l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. “Le donne oggi sono e possono essere più belle” spiega la Lario, “e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.

Commenti

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Il 29 Aprile 2009 alle 2:07 vincenzoaliascontadino ha scritto:

FINIAMOLA!
Gianfranco Fini cialone, critica le presunte candidature alle Europee, soprattutto per le candidature femminili, punta il dito contro le veline e il “ velinismo “. “ Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole “ scritto su: http://www.farefuturofondazion.....e.it/ Mica ha altri sogni come le banche di D’Alema? Possibile che non sa tacere?

Il 29 Aprile 2009 alle 10:14 Veronica Lario candidata come anti-premier? | Ora Muoio, Dammi Tempo ha scritto:

[...] definisce ciarpame le possibili candidate del PdL, ma è abbastanza esplicita nel dire che cred in un futuro al femminile. [...]

Il 29 Aprile 2009 alle 11:08 artisticamente ha scritto:

Mi viene da cantare: “Meno male che Veronica c’è…….”

Non vorrei ripetermi, se in Italia il Governo del “puttaniere” come lo chiama il comico Grillo, è composto da nani, ballerine, attricette, arruffianati, prescritti, indagati, e quant’altro, cosa dovevamo aspettarci per l’Europa?

Il 29 Aprile 2009 alle 11:19 Referendum, il sì di Berlusconi e la sbiancata della Lega - PoliticaLive ha scritto:

[...] In quanto dichiarato dal Premier non c’è nulla di strano. E’ perfettamente logico. Silvio, uomo che, nelle parole della moglie Veronica Lario, ha ormai le velleità di Napoleone, (e, nelle parole di qualcun’altra, anche “papi“, di questi tempi), ha avuto modo di spiegare la sua posizione in merito alle tanto agognate consultazioni referendarie. Sì certo. La risposta è ovvia. Dà un premio di maggioranza al partito più forte e vi sembra che io possa votare no? [...]

Il 29 Aprile 2009 alle 14:46 vincenzoaliascontadino ha scritto:

RA-TA-TA-PLAN SPLASH! DALLE FESTE DE L’UNITÀ AL COLLODI E DISNEY.
Il PD? Di tutto e di più: “Viene avanti cretino! Mitica scenetta dei Fratelli De Rege, Banfi, poi repertorio di Carlo Campanini e Walter Chiari, che portarono alla celebrità in tv il tormentone. “ Ora il nuovo PD come dice lo Schiavettones è fallito, grazie al supporter Woterloò e l’inutile Segretario Franceschini, alquanto stranito e persistente. Fiction di Collodi ambientata non in Parlamento ma a Disneyland® con marchio registrato e pedigree: Geppetto, Pinocchio (Pci), Grillo parlante, Fata (Otelma), Lucignolo, Cleo, Figaro, Gatto (Petrus), e Mangiafuoco, Marionette ( zoccolo duro): cartoon con tanto di registi con saponette scivolose, Oscar (pregnante) e Nobel (non censurato): manca Cipputi e il Sindacato, poiché tutti si sono dati alla Politica con il 6 Politico, prestazioni di Mele marce e Pannoloni che acciappano 7000€ di pensione: “ Chisse tengono famigja! “ Usano e gettano i pensionati e lavoratori ora con Veronica. Vincenzo Alias Il Contadino

Il 29 Aprile 2009 alle 21:12 Il sì al Referendum agita i poli, Maroni: “Inevitabili conseguenze, il Pd ci ripensi” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non è un asse esplicito, ma Pd e Pdl dalla stessa parte della barricata (sul sostegno al referendum abrogativo della legge elettorale) preoccupano gli altri partiti. Berlusconi lo appoggia esplicitamente e per tutta risposta la Lega chiede al Pd di ripensarci. Franceschini dice che il premier “umilia la Lega” ma non sembra voler ritirare il suo Sì alla consultazione. Attirandosi le critiche di tutti gli altri partiti (esclusa l’Idv, con Di Pietro che si è espresso più volte a favore) dall’Udc alla sinistra, da Paolo Ferrero (Prc) e da Pier Ferdinando Casini: ‘’Stanno costruendo un’autostrada, lastricandola a favore di Berlusconi’’, dice il leader dell’Udc. La dichiarazione del Cavaliere “certo che voterò sì al referendum, non sono masochista”, insomma, muove le carte in tavola. Dopo aver ceduto alla Lega che voleva cambiare la data dei quesiti referendari per non accorparla alle europee (alla fine si voterà il 21 giugno insieme ai ballottaggi delle amministrative), il premier ha dato un dispiacere all’alleato. La tentazione è troppo forte: con la legge elettorale che uscirebbe dal referendum approvato, la maggioranza andrebbe al primo partito, in questo momento quasi certamente il Pdl. Così oggi il ministro Maroni ha tentato di portare Franceschini dalla sua parte: ‘’Mi pare evidente dopo la dichiarazione di ieri di Berlusconi a chi convenga quella consultazione: ora mi aspetto che il segretario del Pd, Dario Franceschini, ripensi a quanto finora dichiarato e cioè che sosterrà il referendum’’. Questo sì, ha spiegato Maroni, ‘’mi sembrerebbe un atto masochista da parte del leader del Partito democratico’’. Quanto alla Lega, ha ripetuto, ‘’la nostra posizione è di contrasto netto ai contenuti del referendum e mi aspetto che anche la sinistra si ravveda perché da ieri è chiaro a chi giova e a chi non giova quella consultazione’’. La posizione di Berlusconi, per il ministro dell’Interno, è ‘’saggia dal suo punto di vista. Dice che non è masochista. Ma se il referendum portasse a una nuova legge elettorale, sarebbe inevitabile trarne le conseguenze’’. Conseguenze che potrebbero farsi sentire nelle elezioni regionali e amministrative al nord, dove la Lega potrebbe anche andare da sola. La Lega non è sola nell’opporsi al referendum: tutti i partiti che rischiano di scomparire sotto la soglia dell’ 8% si augurano che fallisca. E anche nell’altro grande partito, il Pd, ci sono diverse sensibilità: Franceschini ha appoggiato il referendum e auspica che possa portare alla discussione di una nuova legge elettorale, ma altri come Rutelli hanno già messo in guardia: “Non consegnamo il paese a Berlusconi”. E la senatrice Pd Anna Finocchiaro attacca il premier: “Purché gli convenga, si fa qualunque cosa. Non conta quello che si è detto due giorni prima, si dimentica il fatto di avere travolto il Mattarellum con questo Porcellum. Si disfa tutto - ha concluso Finocchiaro -purché gli convenga: questa è la sua filosofia’’. LEGGI ANCHE: L’Abc del referendum elettorale; Il Senato approva: il Federalismo fiscale è legge [...]

Il 3 Maggio 2009 alle 11:17 Veronica Lario chiederà il divorzio » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Veronica Lario e Silvio Berlusconi verso il divorzio. Dopo quasi trent’anni di relazione e tre figli, la parola “fine” sembra prossima. La decisione è della “signora” come l’ha chiamata il premier qualche giorno fa, nel corso dell’ultima baruffa pubblica della coppia. La pratica sarebbe già avviata e l’avvocato, una donna “di cui mi posso fidare fino in fondo”, sarebbe stata contattata il primo maggio, secondo quanto riportano le prime pagine di la Repubblica e la Stampa. “Sono stata costretta a questo passo, non voglio aggiungere altro” ha dichiarato al quotidiano torinese. “A chi tocca il tasto dei soldi, basterebbe ricordare che mi metto contro l’uomo più ricco e potente d’Italia”. Martedì 28 aprile Veronica Lario, leggendo sui giornali della partecipazione di Berlusconi alla festa per i diciott’anni di una ragazza napoletana e le indiscrezioni sulla candidatura di donne dello spettacolo a eurodeputate per il Pdl, decide di scrivere una mail-comunicato all’Ansa in cui parla di “ciarpame senza pudore” per “il divertimento dell’imperatore”. Non è la prima presa di distanza pubblica della first lady (ruolo cui ormai ha abdicato già da tempo, molto scarse le sue partecipazioni ai vertici internazionali o ai ricevimenti ufficiali cui deve assistere il marito). Nel 2007 fu una lettera a Repubblica, dopo le galanterie di Berlusconi durante la premiazione dei Telegatti, a suscitare scalpore e le scuse del premier che parló di “battute spensierate, bagatelle di un momento”. Adesso non ci sono state scuse: “La signora si è fatta ingannare da una montatura dei giornali della sinistra” ha detto il Cavaliere dalla Polonia quando gli hanno riferito dell’indignazione della moglie. [...]

Il 4 Maggio 2009 alle 14:52 Kataweb.it - Blog - latavolarotonda » Blog Archive » La Lario offende gli Italiani ha scritto:

[...] Veronica Lario e Silvio Berlusconi verso il divorzio. Dopo quasi trent’anni di relazione (con il matrimonio nel 1990) e tre figli, la parola “fine” sembra prossima. La decisione è della “signora” come l’ha chiamata il premier qualche giorno fa, nel corso dell’ultima baruffa pubblica della coppia. La pratica è già avviata e l’avvocato, una donna “di cui mi posso fidare fino in fondo”, sarebbe stata contattata il primo maggio, secondo quanto riportano le prime pagine di la Repubblica e la Stampa e ha confermato la stessa Lario all’Ansa. “Sono stata costretta a questo passo, non voglio aggiungere altro” ha dichiarato al quotidiano torinese. “A chi tocca il tasto dei soldi, basterebbe ricordare che mi metto contro l’uomo più ricco e potente d’Italia”. Martedì 28 aprile Veronica Lario, leggendo sui giornali della partecipazione di Berlusconi alla festa per i diciott’anni di una ragazza napoletana e le indiscrezioni sulla candidatura di donne dello spettacolo a eurodeputate per il Pdl, decide di scrivere una mail-comunicato all’Ansa in cui parla di “ciarpame senza pudore” per “il divertimento dell’imperatore”. Non è la prima presa di distanza pubblica della first lady (ruolo cui ormai ha abdicato già da tempo, molto scarse le sue partecipazioni ai vertici internazionali o ai ricevimenti ufficiali cui deve assistere il marito). Nel 2007 fu una lettera a Repubblica, dopo le galanterie di Berlusconi durante la premiazione dei Telegatti, a suscitare scalpore e le scuse del premier che parló di “battute spensierate, bagatelle di un momento”. Adesso non ci sono state scuse: “La signora si è fatta ingannare da una montatura dei giornali della sinistra” ha detto il Cavaliere dalla Polonia quando gli hanno riferito dell’indignazione della moglie. Nel pomeriggio Berlusconi è andato ad Arcore, senza rilasciare commenti a parte un laconico “E’ una vicenda dolorosa, che rientra nella dimensione privata, e di cui mi pare doveroso non parlare’’. Ne parla, invece, sollecitato dai giornalisti, Umberto Bossi, da Gemonio dove si è recato a inaugurare una nuova sede della Lega: “Secondo me” ha detto il Senatùr, “bisogna stare attenti quando ci sono figli, a non farla star male, una moglie’’. E con la storia delle ‘’veline’’ sui giornali ‘’la moglie - ha osservato - potrebbe starci male. Anche se non capisco bene il perché’’. [...]

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