Sette casi di doping alle Olimpiadi, anche l’italiano Rebellin

Davide Rebellin vince l'argento

L’Italia perde una medaglia. Otto mesi dopo le Olimpiadi di Pechino, i risultati delle analisi antidoping più approfondite scoprono nuovi casi di doping tra gli atleti che hanno partecipato ai Giochi. Davide Rebellin, ciclista medaglia d’argento nella prova di ciclismo su strada dietro allo spagnolo Sanchez, è uno dei casi di positività alla Cera, l’Epo di ultima generazione. Una sostanza dopante che nel ciclismo ha già portato l’anno scorso alla squalifica di Riccardo Riccò. Oltre al ciclismo, nuoto, atletica e canottaggio gli altri sport coinvolti.
”Il Coni informa di aver ricevuto questa sera dal Cio una comunicazione riguardante un caso di positività per un atleta italiano in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008”, afferma il sito del Comitato olimpico nazionale.
”In ottemperanza a quanto richiesto dal Cio - aggiunge il testo - il Coni ha provveduto a comunicare immediatamente all’atleta interessato l’esito del test effettuato sul campione A. Il Cio ha ringraziato il Coni per essersi prontamente attivato. Inoltre, il Coni ha contestualmente trasmesso gli atti alla Procura Antidoping per quanto di sua competenza”. ”Il Coni ricorda che gli atleti, i tecnici, i medici e quanti facevano parte della Missione Italiana a Pechino 2008 hanno firmato un giuramento col quale si impegnavano a rifiutare e a non sottoporsi a qualsiasi pratica illecita in violazione del regolamento Antidoping . Tale dichiarazione è stata regolarmente sottoscritta anche dall’atleta risultato positivo”. ”Il Coni si riserva comunque ogni atto di sua competenza”, conclude il testo.

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