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Fiumi in piena, campagne allagate, pioggia battente e vento forte, frane, strade chiuse e paesi isolati. Il maltempo che ha investito l’Italia, e che però sembra concedere una tregua fino al week end, ha fatto rivivere in Piemonte il ricordo delle recenti alluvioni.
Le schiarite si faranno più significative da giovedì, nel fine settimana è prevista l’espansione verso l’Europa dell’anticiclone delle Azzorre. Ma permane l’allerta per la situazione del Po che è in corso di aggiornamento. Il grande fiume rimane ancora sorvegliato speciale. Ed è attesa per il tardo pomeriggio in Emilia Romagna l’ondata di piena, dopo che martedì 28 ad Alessandria sono state evacuate sei mila persone per il timore dell’esondazione del Tanaro all’altezza della “strozzatura” del ponte Cittadella.
Inoltre il livello del fiume alla stazione idrometrica di Cremona è aumentato di quattro metri e quarantuno centimetri nelle ultime trenta ore. Alle 17 di lunedì era due metri e 11 centimetri sotto lo zero idrometrico; oggi alle 17 era un metro e settanta sopra. Alle 21 era due metri e otto centimetri e più due metri e trenta alle 23. Il Po arriva a lambire gli ingressi delle Società Canottieri e facendosi sempre più minaccioso anche nei colori e nei rumori, cresce la preoccupazione.
La Prefettura di Cremona ha diramato la nota di pre-allerta a tutti i comuni rivieraschi raccomandando ai sindaci “sorveglianza” e invitandoli anche ad avviare, se necessario, le misure di prevenzione previste dai rispettivi piani. In provincia di Cremona hanno invaso le zone di golena anche l’Oglio e l’Adda.
Ora quasi tutti gli alessandrini sono rientrati nelle loro case (il provvedimento ha interessato un’area della città in cui vivono circa seimila persone). Solo per chi abita a piano terra verrà trovata una sistemazione alternativa per la notte. La decisione dell’amministrazione comunale è stata presa come misura precauzionale; infatti il livello del fiume continua, benchè molto lentamente, a scendere. Intanto oggi pomeriggio, durante un incontro nella sala della Protezione Civile della Prefettura di Alessandria, il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha sollecitato l’utilizzo dell’addizionale sull’imposta per i conti correnti bancari per finanziarie interventi sul nodo idraulico del Basso Piemonte e per la messa in sicurezza della vasta area. “È una misura introdotta dopo l’alluvione del 1994 - ha detto - ed era stata decisa per reperire risorse per la rilocalizzazione delle imprese. Non è mai stata abolita e adesso può essere utile”.
Numerosi disagi alla circolazione questa mattina nell’hinterland di Milano per le esondazioni del Lambro, del Molgora, del Seveso e del naviglio della Martesana. Problemi sono stati registrati anche su alcuni accessi autostradali: la polizia ha chiuso lo svincolo Zucca, sulla A4 direzione est verso la A52 e, sulla tangenziale Nord di Milano, sono stati momentaneamente interdetti alla circolazione lo svincolo Monza-Sant’Alessandro, in direzione Sud e il nuovo accesso di Cinisello Nord. È stato invece riaperto l’accesso di Mecenate, chiuso nella notte. Il maltempo ha impegnato anche i vigili del fuoco che nelle prime ore della mattinata sono dovuti interventire a Burago Molgora per estrarre alcune auto bloccate nei sottopassi inondati. Il sole che da stamani e tornato su Milano e l’hinterland sta comunque riportando lentamente la situazione nella normalità .
Sono quasi venti ore che lo sciame sismico che dal 6 aprile sta terrorizzando l’Abruzzo dà una tregua agli sfollati del terremoto. Questa mattina, dopo giorni di maltempo e pioggia, sulle tendopoli è tornato a splendere il sole ma secondo le previsioni meteo il tempo cambierà già nel primo pomeriggio portando quasi certamente nuove piogge. Intanto il maltempo di questi giorni, di ieri in particolare, ha portato neve fresca sulle cime più alte dell’Appennino. In Abruzzo, in particolare, sono imbiancate le vette del Gran Sasso, del Velino Sirente e della Majella.
Una violenta grandinata ha colpito stamani intorno alle 9 la Val Fontanabuona, nel genovese, e in particolare il Comune di Carasco, provocando disagi alla circolazione. Al termine della violenta precipitazione sono rimasti a terra oltre dieci centimetri di grandine. Dalle prime verifiche sembra che il fenomeno non abbia provocato particolari danni a strutture e coltivazioni. Il centro meteo della Regione Liguria annuncia per oggi ancora marcata instabilità con possibili rovesci isolati o temporali localmente anche forti. Previsti anche venti e possibili mareggiate in serata sul levante ligure.
Neve e pioggia in Alto Adige. Piove da tre giorni in Alto Adige e nevica in montagna sopra i 1.400 metri per il brusco abbassamento delle temperature. Le carreggiate della statale del Brennero sono innevate verso il valico italo-austriaco. E’ stato chiuso per motivi di sicurezza il Passo Gardena dalle ore 13 alle ore 21. Sono stati chiusi anche il passo Pordoi dal lato di Arabba e il Passo Fedaia.
- Mercoledì 29 Aprile 2009
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Commenti
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Il 30 Aprile 2009 alle 14:00 ghibli01 ha scritto:
ringraziamo i verdi per questo ! il non voler dragare il fondo e le isole di sabbia che si sono formate in questi ultimi decenni crea tutte le volte che vengono perturbazioni un pò consistenti questi allarmi e queste innondazioni. i danni dovrebbero essere fatti pagare a loro che con la loro arroganza e la mancanza della conoscenza hanno portato a questo
si draghi il fiume , si eliminino quelle enormi isole di sabbia che impediscono la naturale espansione del fiume in piena e forse avremo meno problemi
La natura non la possiamo governare prevenire però è possibile basta non avere talebani verdi che ci governano
Il 30 Aprile 2009 alle 14:36 Paura tra Lodi e Piacenza: cede un ponte, auto nel Po, tre feriti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il fiume grosso, un’arcata del ponte ha ceduto e c’è stato il crollo, parziale, del ponte tra Piacenza alla sponda lombarda, a San Rocco al Porto (Lodi). Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si è messo subito in contatto con il prefetto e il presidente della Provincia di Piacenza, per capire la dinamica dell’incidente. Secondo quanto si apprende, il crollo di uno dei piloni di sostegno non sarebbe stato dovuto alla piena provocata dal maltempo di questi giorni, in quanto la parte di struttura che ha ceduto si trova in un’area golenale. [...]
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