
Non si è fermato in Abruzzo. Senza fare vittime, senza portare morti, tragedia e paura, il “mostro” sotterraneo, che la notte del 6 aprile scorso ha stritolato L’Aquila e i suoi dintorni, ha colpito di riflesso anche Ascoli Piceno e la sua provincia marchigiana. Per questo motivo, il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha chiesto al Governo di estendere anche a quest’area lo stato di emergenza. Secondo Spacca, al momento sono quasi 300 gli immobili danneggiati; 450 i sopralluoghi effettuati fino al 26 aprile da vigili del fuoco, Regione ed enti locali. Alla stessa data erano giunte 1.417 richieste di sopralluoghi, di cui 450 per edifici privati e 150 per edifici pubblici, con “molte segnalazioni che riguardavano immobili del patrimonio storico – artistico”. Calcinacci sono caduti da alcuni palazzi del centro storico di San Benedetto del Tronto (come dimostrano le immagini raccolte da Panorama.it), a Offida, a Grottammare, mentre ad Ascoli è stata chiusa in maniera precauzionale la Pinacoteca civile e alcune scuole sono soggette a controlli da parte della Protezione civile. Molta la gente che ha dormito per strada nei giorni successivi alla drammatica scossa della notte del 6 aprile, che ha fatto quasi 300 morti nell’aquilano. Secondo quanto apprende Panorama.it, anche se non esiste al momento una comunicazione ufficiale, il Governo starebbe valutando la possibilità di emanare un decreto che stanzi 30 milioni di euro per le province di Ascoli e di Teramo. Una promessa in tal senso, sarebbe stata strappata dal presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Rossi, e dall’assessore regionale alla Protezione civile, Sandro Donati. Secondo il governatore marchigiano sono riconducibili alle conseguenze del terremoto, aggravate dalla pioggia dei giorni scorsi, altre due emergenze: la situazione di pericolo a Trisungo, dove è stata chiusa la statale “Salaria”, che collega le Marche a Roma, per un masso pericolante, che ieri è stato fatto esplodere, e il movimento franoso che ha interrotto la strada provinciale 70, lasciando isolate quattro frazioni di Acquasanta Terme, paese a una ventina di chilometri dal capoluogo piceno.
Intanto, è passato all’Abruzzo il coordinamento degli aiuti delle Regioni per il terremoto, che il capo della protezione civile Guido Bertolaso, lo scorso 9 aprile, aveva assegnato al responsabile della protezione civile delle Marche, Roberto Oreficini. “Dal 25 aprile la Regione Abruzzo, superata la fase della primissima emergenza, è stata in grado di organizzarsi per svolgere questa importantissima attività di raccordo istituzionale e operativo”, dice Spacca. Che poi ricorda l’esperienza della sua regione nel terremoto del 1997, che colpì anche molte zone dell’Umbria. “Nelle Marche la gestione del terremoto e della successiva ricostruzione è stata subito assunta dalla Regione e dagli enti locali, senza contrapposizioni politiche, tanto che tutti gli atti sono stati adottati all’unanimità, in nome del bene comune”, sostiene il presidente. “Per l’Abruzzo, invece, è possibile che ci sia una tendenza neo centralista”.
Oltre ai danni strutturali, il Piceno deve affrontare anche una numerosa serie di disdette per l’imminente stagione turistica. La “Riviera picena delle Palme” era già pronta a ricevere i tanti turisti che avevano dato vita ad un vero e proprio boom di prenotazioni e che adesso, stando alle associazioni degli albergatori, stanno rinunciando per paura. Le prime analisi di aprile parlano di un calo di presenze e anche maggio non si presenta sotto i migliori auspici, complice anche il maltempo che imperversa su tutta l’Italia e non risparmia le Marche. La Provincia di Ascoli chiede il sostegno della regione per una grande operazione di comunicazione. Il presidente Rossi suggerisce di riaprire, anche parzialmente, la pinacoteca, “un segnale di grande valore simbolico per far sapere a tutti che l’offerta culturale e turistica di Ascoli e del Piceno è intatta e soprattutto che è fruibile senza alcun rischio”.
- Mercoledì 29 Aprile 2009
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Il 29 Aprile 2009 alle 11:54 Lontano dal sisma, ma colpiti lo stesso: ad Ascoli Piceno si … « Grottammare Blog ha scritto:
[...] Lontano dal sisma, ma colpiti lo stesso: ad Ascoli Piceno si … Pubblicato il Aprile 29, 2009 di henomis Calcinacci sono caduti da alcuni palazzi del centro storico di San Benedetto del Tronto (come dimostrano le immagini raccolte da Panorama.it), a Offida, a Grottammare, mentre ad Ascoli è stata chiusa in maniera precauzionale la Pinacoteca civile e … Leggi tutto [...]
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