Sotto la pioggia battente, a lato di un viale trafficato, probabilmente prima che facesse buio. Ieri qualcuno ha parcheggiato in modo accurato una Hyundai blu, l’ha chiusa a chiave e si è allontanato senza dare nell’occhio. Dentro l’auto il cadavere di una donna, seminudo, sporco di sangue e adagiato tra i due sedili. Si aggiungono elementi sulla morte della 69enne trovata morta nella sua macchina in viale Sarca a Milano, alla periferia nord della città. Ma i nuovi tasselli non chiariscono la vicenda. “È un rompicapo”, ha detto il capo della Squadra mobile, Francesco Messina.
Alla Mobile sono ormai certi che si tratti di omicidio. La vittima è Maria Procacci, vedova benestante e senza figli, nata a Bologna ma residente a Milano, non troppo lontano da dove è stata ritrovata. Anche se il suo effettivo domicilio sarebbe un altro. La donna non ha precedenti penali e conduceva una vita definita dagli inquirenti “irreprensibile”. La polizia esclude sia il movente sessuale sia quello della rapina.
Si tratterebbe di un delitto d’impeto. La 69enne sarebbe stata uccisa nella sua macchina, ma non dove è stata trovata dopo che un passante, verso le 19, ha visto il corpo e chiamato i soccorsi. L’arma usata, che è sparita, sarebbe un oggetto contundente che le ha sfondato il cranio all’altezza della fronte. In macchina c’erano schizzi di sangue ovunque. Neppure le chiavi della Hyundai sono state trovate e il cane della vittima, un carlino, manca all’appello. La sua borsetta invece è stata rinvenuta, ma non in macchina.
Maria Procacci aveva addosso gli slip e una canottiera, niente vestiti e niente scarpe. I suoi familiari non avevano notizie di lei dalla sera di lunedì, quando era uscita di casa per l’ultima volta. Per questo la polizia sta cercando di ricostruire i suoi movimenti da quel momento. Ieri mattina doveva partire per una breve vacanza in Toscana. Non ci è mai arrivata e non era a casa propria, il fratello quindi si è rivolto preoccupato ai carabinieri. Per gli inquirenti il suo corpo è rimasto in viale Sarca per qualche ora prima di essere visto, forse dal primo pomeriggio.
L’ora della morte non è ancora stata stabilita, si attente l’autopsia. La pioggia e l’umidità inoltre potrebbero aver cancellato molte tracce utili alla indagini. La polizia sta ricostruendo, anche grazie alle telecamere nella zona, il percorso fatto dalla donna per arrivare in viale Sarca. E fa ricerche sull’attività e le amicizie di Maria Procacci. La donna aveva un ex compagno, un italiano di 57 anni, da cui si era separata l’estate scorsa. L’uomo è stato interrogato.
“Non ci sono sospettati, è troppo presto”, spiega Francesco Messina. Anche a casa della vittima, chiusa a chiave, era tutto in ordine. Maria Procacci amministrava il patrimonio immobiliare ereditato dal marito. Probabilmente lunedì sera si è incontrata con qualcuno che conosceva, ma non è detto che sia rimasta con lui (o lei) fino al momento in cui è stata uccisa. In macchina aveva l’occorrente acquistato per portarsi il cane in vacanza, mentre le valigie per sé erano ancora a casa. Ma perché l’assassino ha rischiato di essere visto girando per la città (anche se probabilmente non ha fatto molta strada) con un cadavere in auto? Forse era più grande per lui il pericolo di lasciarlo lì dove è avvenuto l’omicidio.
- Mercoledì 29 Aprile 2009
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