- Tags: Alberto-Stasi, Chiara-Poggi, Garlasco
- 11 commenti
Il gup di Vigevano, Stefano Vitelli, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio ha deciso di rinviare la sentenza su Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Ha infatti disposto nuove perizie.
La perizie richieste prevedono accertamenti sul computer di Stasi, sul percorso da lui compiuto quando ritrovò il cadavere della fidanzata, sull’orario della morte della vittima e sulle scarpe di Alberto Stasi (due i nuovi accertamenti ordinati), una sulle tracce trovate sui pedali della bici e una sul dispenser del sapone sul quale erano state trovate tracce ritenute appartenenti al fidanzato di Chiara. Inoltre, il giudice - secondo quanto trapelato dall’aula - ha disposto anche un sopralluogo nella villetta di Garlasco dove è avvenuto il delitto. Slitta, pertanto, la sentenza nei confronti di Stasi, per il quale il pm ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Il gup di Vigevano non ha deciso neppure sull’accusa di detenzione di materiale pedopornografico contestata in un procedimento parallelo ad Alberto Stasi. Anche in questo caso il giudice ha disposto una nuova perizia rinviando quindi ogni decisione su un eventuale rinvio a giudizio o un proscioglimento.
“Non ho mai chiesto una giustizia veloce, ci vorrà ancora qualche mese di attesa”. È quanto afferma il legale di parte civile della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, dopo la lettura della decisione del gup Vitelli. “Il giudice”, ha spiegato l’avvocato, “ha disposto cinque nuove perizie”.
LEGGI ANCHE: Tutti gli articoli su Garlasco
Guarda la GALLERY
- Giovedì 30 Aprile 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 30 Aprile 2009 alle 23:07 Zione ha scritto:
Garlasco come Cogne ?
Si spera, innanzitutto per la gentile e bella Chiara, così soave e tanto sfortunata e per tutte le persone di Garlasco direttamente interessate; come anche per altre persone in altri processi in corso, che in caso di condanna, vi sia una Sentenza basata su prove sicure ed incontrovertibili; in caso contrario è doveroso assolvere; perché altrimenti si corre il rischio di un ennesimo naufragio di questa sciagurata Giustizia; come nel caso della povera Annamaria Franzoni, tanto e da tanti vigliaccamente martirizzata; la sventurata madre del piccolo angelo, Samuele di Cogne; che dal Cielo, disgustato e triste, ci osserva inorridito.
Pertanto si riporta uno stralcio dalla bislacca e arcana Sentenza di condanna; che nel distinguersi per strafalcioni e corbellerie e senza nessuna prova, Crocifigge una Mamma (e la sua Famiglia), ottenendo solo di aumentare il Grande Pateracchio con queste cervellotiche arzigogolazioni:
“… LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LA PROSPETTABILITA’ DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU’ ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA’ CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA’ DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …”
A questo punto, nel recitare il De Profundis per la fu Giustizia e in attesa dell’Imminente Riforma di questo nefasto e deleterio andazzo, è necessario ricordarci del saggio Totonn’e quagliarell : … quann è arrivat l’ora, s’addà calà o sipario; pezzient o milionari, s’addà’rricettà !!!
Il 27 Settembre 2009 alle 23:38 Zione ha scritto:
Lettera aperta ad un lettore, mio conoscente Piemontejs; ignaro del Giudiciume e afferente Cogne (Aneurisma come Delitto ?), Garlasco e una manica di Fetenti !
Oh, caro il mio credulone, dalle tanto confuse idee; ma possibile che hai così poca esperienza della vita ? Dovresti almeno ricordare le terribili Macellazioni Giudiziarie avvenute a danno di Innocenti (e delle loro Famiglie) per mano di Incapaci e Criminali magistrati Carrieristi, nello sciagurato guazzabuglio del serial stupratore che agiva nel Torinese !
Possibile che credi ancora alla favola della parentela col Frodi; che quantunque fosse, comunque sarebbe solo una Scemenza; e non sai che c’è ancora un processo per calunnia da fare a carico della Mamma del piccolo Samuele, l’angioletto di Cogne perché al fine di far muovere le indagini, anche in altre direzioni, fu fatto il nome di un vicino, quale “possibile colpevole”; che colla condanna di Annamaria, automaticamente risulta calunniato; come si evince dal “Cogne bis”.
Certamente ignori i gravi fatti di cronaca (sempre) capitati in Italia; tanto per fare un esempio e che dovresti sapere, anche se leggi solo “La Bugiarda”; dei tabulati telefonici che dal primo momento e senza alcun dubbio, a detta degli Inquisitori accusavano la Franzoni, la quale fino all’ultimo sosteneva fermamente la sua VERITA’, in contrasto con quella ufficiale; poi vanamente emersa, in quanto erano sbagliati gli orari forniti dall’ azienda telefonica (Telecom ?) e con cui cercavano di incriminarla.
Sicuramente non sai della telefonata al cardiopalma, registrata e fatta passare (perché riferito dalla telefonista ?) come fosse stata una voce “normale”, quella della povera Madre sconvolta e che ha rappresentato per un certo tempo, il più grave dei dieci “indizi” di colpevolezza, ma più giusto dire di Innocenza; cassetta che non era stata nemmeno ascoltata dagli inquirenti, che si erano solo e semplicemente, a loro dire, accontentati di sentire la centralinista; purtroppo neanche quest’altra grave negligenza (più tante altre) è servita a niente; perchè nulla si può a fronte di una precostituita volontà persecutoria, proveniente dalla Forza della Legge; troppo spesso ignobilmente Usurpata.
Non puoi neanche lontanamente immaginare la Barbarie perpetrata a volte al chiuso di una stanza e senza avvocati, perché qualche povero Cristo è stato chiamato a testimoniare e il Delinquente inquirente non gradiva le risposte, perché così non avrebbe potuto fregare l’inquisito, suo avversario politico; aggiungendo ancora colla Mafiosa Associazione dei suoi colleghi giudicanti, l’onta del carcere (Sequestro di Persona, per la precisione) ad incensurati che nulla avevano a che fare colle loro beghe affaristiche e non comunicando la cosa alle Famiglie che per alcuni giorni hanno vissuto nel Terrore di non sapere che fine avevano fatto i loro cari; firmando poi Falsi Verbali in merito.
Un Galantuomo, gentile dirigente di Banca, di cui godevo indegnamente la paziente benevolenza, perché era stato in Campania per lavoro e si era affezionato agli indigeni, nel sentire come certi Magistrati Scellerati avevano fatto carriera, trasformando il Tribunale di Torino in una fetida Cloaca, mi disse che la cosa non lo meravigliava affatto, perché un altezzoso P.M. arrivato in banca per un documento, disse in malo modo all’impiegata che sulla scala stava guardando nei faldoni per cercare la pratica relativa che se non si sbrigava, sarebbe finita male … a questo punto, “il mio amico” si permise di dire che la Tota stava facendo solo il suo lavoro ed il Gaglioffo, immantinente e molto vigliaccamente lo minacciò : “Stia zitto ! Per caso vuole finire in galera anche lei ?”.
Ecco l’augurio che ti meriteresti; di incontrare un Bue del genere; ma siccome sono buono, ti ho scritto una piccola composizione che ti dedico in memoria di un caro Sumà tuo coscritto, garbato e sapiente forumista (su Panorama) che è morto cadendo in casa; forse stroncato dal dolore per l’assurdo e vergognoso processo di Cogne : il Dottor Mariocan (Mario Canavesio, di Collegno).
Ti invidio perché si vede che non hai avuto la disgrazia di conoscere il Giudiciume; che ripeto, come già chiarito ampiamente in precedenza, non c’entra affatto in questa brutta storia della povera Chiara di Garlasco; anzi faccio tanto di cappello a questo Signor Magistrato, che stà procedendo coi piedi di piombo, nulla tralasciando in questo doloroso e difficile caso disumano di Garlasco.
A dopo il resto; ciau, neh.
Il 28 Settembre 2009 alle 22:01 Zione ha scritto:
28/9/2009 (12:19) - GARLASCO La perizia medico-legale scagiona Stasi - (da “La Stampa” di Torino)
Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio di Chiara
MULTIMEDIA FOTOGALLERY Omicidio di Garlasco: le tappe del giallo - FOTOGALLERY Omicidio Poggi, ecco i punti a favore di Stasi.
E’ giallo intorno alla morte di Chiara Poggi. Un documento “super partes” dà ragione alla difesa del ragazzo.
Se le considerazioni firmate dal medico legale Lorenzo Varetto troveranno riscontri incrociati nelle relazioni degli altri consulenti chiamati dal Gup Stefano Vitelli, il processo con rito abbreviato per l’omicidio di Chiara Poggi che riprenderà il prossimo 17 ottobre al tribunale di Vigevano rischia di non arrivare a identificare un colpevole certo.
La perizia dell’esperto dell`Università di Torino depositata oggi e che rappresenta uno degli -approfondimenti istruttori richiesti- dal giudice dell’udienza preliminare per chiarire «alcune incompletezze di indagine», segna un punto in favore della difesa e demolisce alcune presunte «certezze» dei dell’opinione pubblica colpevolista che da tempo aveva già «condannato» l’unico imputato, Alberto Stasi, quale responsabile dell’efferato omicidio, del giallo di tre estati fa.
Non fissando un’ora precisa del decesso in quel maledetto 13 agosto 2007 («se non affermando che essa avvenne nel corso della mattinata») e ipotizzando che l’aggressione si sia sviluppata «almeno in due fasi ben distinte» e che l’omicidio «potrebbe essersi protratto anche per alcune decine di minuti», Varetto fornisce una nuova dinamica del delitto, disegnando uno scenario più complesso di quello che era emerso fino ad oggi.
Una lettura dei fatti nuova e opposta a quella avanzata dall’accusa e dalle parti civili e cioé che il killer avrebbe agito in una manciata di minuti, tra i 4 e i 9.
Ma l’anatomopatologo non si ferma qui. Prevedibilmente giudica come «dato irrilevante al fine della costituzione di una prova scientifica» le impronte di Stasi miste al dna della vittima sul dispenser portasapone del bagno di casa Poggi («la più ragionevole e semplice spiegazione è che i due abbiano entrambi toccato l’oggetto, in tempi e in un numero di volte a noi del tutto sconosciuto e non determinabile»), e sottolinea che «non è possibile precisare la natura del materiale biologico di Chiara Poggi, presente sui pedali» di una delle biciclette sequestrate ad Alberto Stasi.
Ma molto meno prevedibilmente, il noto consulente del giudice smonta anche l’elemento di accusa più eclatante, la domanda retorica che per mesi si sono fatti tutti quelli che hanno seguito l’omicidio di Garlasco: come poteva l’imputato non sporcarsi la suola delle scarpe camminando sul pavimento macchiato di sangue nella villetta di via Pascoli quando ha trovato la sua fidanzata uccisa? «In sostanza, -risponde indirettamente Varetto nel suo elaborato- possiamo ritenere che meno di 40 minuti dopo il riferito passaggio di Alberto Stasi nell’abitazione, almeno una buona parte del sangue presente sul pavimento del pian terreno, eventualmente anche la sua totalità, fosse secca».
Una spiegazione che nella sua linearità appare fin troppo «elementare» e che non potrà non sollevare polemiche tra i diversi esperti, seppur mediata dalla considerazione del medico legale che le suole si potrebbero essere ripulite camminando nell’erba bagnata.
Il 29 Settembre 2009 alle 12:24 indigesto ha scritto:
“In dubio pro reo” sentenziava il Codice giustinianeo. E già contemplava una presunzione di colpevolezza. Con l’abolizione dell’assoluzione per “insufficienza” di prove si è tolta al giudice la facoltà di restare nel dubbio, anche se tali processi possono sempre essere riaperti poichè per il delitto d’omicidio non v’è prescrizione. O meglio, si conferito al Giudice l’obbligo di avere certezze! Di qua i teoremi, le indagini tecnologiche, l’esaltazione dell’indizio, che prova mai non è, e, ciò che è più grave, il processo “ad escludendum” che dice: poichè non ho altre soluzioni, se non quelle che a mio parere escludo, ritengo valida quella che gli indizi mi indicano come la più verosimile. Un salto indietro, nei soprusi della Roma imperiale, considerata la preparazione dei giudici in tema di indagini, l’imposizione di fatto a non aver dubbi e l’approssimazione dei rilievi tecnologici che, spesso, già tendono ad impostare e dimostrare un teorema, a gloria dei progressi della scienza, ma quasi sempre a danno del malcapitato!
Il 29 Settembre 2009 alle 16:35 indigesto ha scritto:
No, no, potrebbe anche essere. Ma quanto detto non basta per condannarlo. Una scena che mostra indubbiamente un cadavere può anche inorridire, fino al punto di darsela a gambe, soprattutto un soggetto dalla personalità fragile e,in qualche modo,instabile.Quanto alla collezione di foto pornografiche,pare che fosse un “hobby”, diciamo così, della coppia. Dunque nemmeno una “scoperta”, il cui disagio avrebbe potuto scatenare una lite e fare da movente. Destano inoltre sfiducia, nei metodi d’indagine finora praticati, le continue risultanze, oltretutto a distanza di tempo, che vengono proposte, in questo come in altri delitti, all’Autorita Giudiziaria. Ma se sono così perfetti e precisi perchè non evidenziano da subito lo stato dei fatti? Oppure con italica pigrizia ci si ferma alle prime evidenze che consentano l’impostazione di un teorema facile facile? Se bastasse la sola introspezione psicologica a condannare, chissà quanti di noi potrebbero finire in galera! saremmo molto vicini al processo alle intenzioni! Inoltre, quando in un lasso di tempo, chiunque, anche senza movente apparente, potrebbe aver compiuto un delitto, rimane troppo comodo trovare il colpevole tra i familiari o tra i vicini della porta accanto, pur senza uno straccio di prova tangibile!
Il 29 Settembre 2009 alle 23:44 Zione ha scritto:
Domanda : “Ma come mai che in uno dei maggiori processi degli ultimi anni (on. Andreotti, giustamente assolto, seppure per insufficienza di prove); ancora più complesso di quello a carico della Signora Franzoni, si legge ciò che trascrivo e che, almeno all’uomo della strada (Popolo Basso in particolare), fa capire che la Via del Diritto, a volte si biforca e prende due direzioni che …… mal si adattano al normale comprendonio ?”.
“… ALLA STREGUA DELLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO, DUNQUE, È EMERSO IN ESITO ALLA COMPLESSA ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE SVOLTA ED ALLA CRITICA DISAMINA DI
TUTTI GLI ELEMENTI ACQUISITI UN QUADRO PROBATORIO CARATTERIZZATO COMPLESSIVAMENTE DA CONTRADDITTORIETÀ, INSUFFICIENZA E, IN ALCUNI CASI, MANCANZA DELLE PROVE IN ORDINE AI FATTI ADDEBITATI ALL’IMPUTATO.
NE CONSEGUE CHE IL ….. (L’IMPUTATO) DEVE ESSERE ASSOLTO DALLE IMPUTAZIONI ASCRITTEGLI AI SENSI DELL’ART.530 COMMA 2° C.P.P. PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE.
P. Q. M. VISTO L’ART. 530 COMMA 2° C.P.P.; ASSOLVE ….. (L’IMPUTATO) DALLE IMPUTAZIONI ASCRITTEGLI PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE …..”.
Si riporta il detto comma 2° : “IL GIUDICE PRONUNCIA SENTENZA DI ASSOLUZIONE ANCHE QUANDO MANCA, È INSUFFICIENTE O È CONTRADDITTORIA LA PROVA CHE IL FATTO SUSSISTE, CHE L’IMPUTATO LO HA COMMESSO, CHE IL FATTO COSTITUISCE REATO O CHE IL REATO È STATO COMMESSO DA PERSONA IMPUTABILE”.
Ai Posteri l’ardua sentenza; nel mentre raccomando di ricordarci oltre a Samuele e a tutti i piccoli Angeli che ci osservano dal Cielo, anche del nostro Grande Presidente, che ha promesso di spazzar via il Giudiciume dai Tribunali.
Il 1 Aprile 2010 alle 14:49 Zione ha scritto:
Dopo qualche, mese da che ha avuto inizio l’atteso procedimento “Cogne bis” e dopo soltanto qualche seduta preliminare,sembra che per ora sia stato rimandato tutto a Dicembre; per cui la triste situazione resta ancora impantanata nelle sabbie mobili dei nostri valorosi magistrati …
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.