Il Senato approva, la Lega esulta: il Federalismo fiscale è legge

Lega esulta in Senato

Nel giorno in cui la Lega si preoccupa per le intenzioni di Berlusconi sul referendum per la legge elettorale, Bossi e i compagni del Carroccio incassano il sì del Senato al disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Con l’appoggio del Pdl e dell’Italia dei valori, l’astensione del Pd e i voti dell’Udc contrari.
Ai quali si è aggiunto l’ex segretario del partito di Pierferdinando Casini, Marco Follini, ora senatore del Pd. Anche per questo il leader della Lega oggi non ha commentato l’uscita di ieri del premier. Troppo alta la posta in palio per la Lega, che insegue questo voto da mesi (la battaglia a dire il vero dura da anni ed è la vera ragione sociale della Lega dai tempi in cui il Senatur Umberto Bossi parlava di secessione) e voleva l’approvazione con il sostegno dell’opposizione.

I numeri: 154 voti a favore, 87 astensioni e soli 6 voti contrari (i tre senatori dell’Udc, e tre del Pd, Marco Follini, Claudio Molinari e Franco Bruno) al disegno di legge delega sul federalismo fiscale, la “cornice” che dà autonomia di entrata e di spesa alle autonomie locali.
Nel voto finale, il Pd conferma l’astensione della Camera. Il testo, dice la capogruppo del partito di Franceschini al Senato, Anna Finocchiaro, è migliorato rispetto all’ipotesi iniziale, al ‘modello lombardò, proprio grazie al contributo dell’ opposizione, ma “restano dei nodi irrisolti”. L’Italia dei Valori, invece sceglie di votare sì. “Votiamo a favore di questa legge” dice il capogruppo del partito di Di Pietro, Felice Belisario “non per fare un favore a una parte politica che tanto tiene a questa riforma, ma perchè riteniamo che questo Paese meriti l’innovazione e l’Idv accetta questa sfida”.
La Lega esulta e, pur sottolineando l’importanza del dialogo, che ha portato all’approvazione del ddl dopo 6 mesi di dibattito in Parlamento, rivendica anche quella che è una propria battaglia. “La della Lega” scandisce tra gli applausi il capogruppo Federico Bricolo “l’abbiamo iniziata da soli, con la stampa e i partiti della Prima Repubblica contro. L’abbiamo portata avanti fuori dai palazzi e col popolo. è stata una battaglia dal basso e per questo ringraziamo i tanti militanti che da anni con le scritte, i manifesti, i gazebo, hanno continuato a portarla avanti”. Sono gli stessi toni usati dal ministro dell’Interno Roberto Maroni (”Un giorno storico”), e dal capogruppo alla Camera, Roberto Cota: “Non si torna più indietro, è la fine del centralismo”.

Umberto Bossi fuori da Montecitorio

Tutti i ministri della Lega sono in Aula al momento del sì finale e i senatori sventolano i fazzolettoni verdi con il simbolo del Carroccio. Poi Umberto Bossi si chiude con i suoi per festeggiare. Ci sono il figlio Renzo e la moglie Manuela; alla festa federalista fa capolino anche il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti. Non può mancare il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, colui che ha seguito passo passo tutto il ddl e che si appresta a mettere mano anche alla Carta delle Autonomie e alle riforme costituzionali, che completeranno il quadro. è felice tanto da suggerire di giocare al lotto la cinquina dei numeri dell’entrata il vigore della legge delega.
Per il resto, torna a ribadire, e suona un pò come una risposta alle ultime prese di posizione di Silvio Berlusconi, che “il dialogo è la via maestra” che ha portato, esattamente a un anno dall’insediamento della XVI legislatura, ad approvare un riforma di vasta portata, la prima del governo Berlusconi ter. “Un buon compleanno”, commenta il presidente del Senato Renato Schifani. “A un anno esatto dall’insediamento del Senato” dice la seconda carica dello Stato “il clima di collaborazione o almeno di legittimazione reciproca comincia a dare i suoi frutti”.

Al centro del federalismo, c’è l’obiettivo di garantire piena autonomia di entrata e di spesa agli enti locali in modo da sostituire, con gradualità, il criterio della spesa storica con quello dei costi standard per tutti i servizi fondamentali del paese.
Sarà quindi un fisco “su misura” nel rispetto dei principi di capacità contributiva e progressività che sono scritti nella carta costituzionale. Resta fermo il principio di non aumentare la pressione fiscale e al suo fianco quello stabilito con la clausola di salvaguardia: la riforma non può causare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Che cosa cambia per le Regioni? Le funzioni fondamentali erogate (l’assistenza, la sanità e le spese amministrative che riguardano il comparto dell’istruzione) sono assicurate: attraverso il gettito tributario valutato ad aliquota e base imponibile uniformi; addizionale regionale Irpef; compartecipazione all’Iva; quote di fondo perequativo; Irap ma soltanto in via transitoria in vista di un superamento di questa imposta.
Tra i punti più importanti anche l’istituzione di nove città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, per le quali si punta a cancellare le corrispondenti province. Norme ad hoc per Roma capitale: un nuovo ente che sostituirà il Comune. Il consiglio comunale diventa assemblea capitolina e si occuperà di valorizzare beni storici, artistici, ambientali e fluviali oltre che di edilizia pubblica e privata.
Sarà una commissione Bicamerale, composta da 15 deputati e 15 senatori nominati dai presidenti dei due rami del Parlamento ad esprimere un parere sui decreti attuativi. Il governo è tenuto ad emanare al massimo in due anni i decreti attuativi il primo dei quali dovrà riguardare l’armonizzazione dei sistemi di calcolo dei bilanci pubblici.
Il VIDEO servizio:

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Il 15 Luglio 2009 alle 13:35 Il Partito del Sud con ali bipartisan: “Spina nel fianco della politica italiana” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Assessore, di leghe del Sud ne sono sorte a bizzeffe (ultima in ordine di tempo: “Io Sud”, micro partito della senatrice Adriana Poli Bortone che da qualche settimana ha lasciato il gruppo di An per approdare nel misto e collocarsi in semi opposizione al governo e ha debuttato alle recenti elezioni amministrative). Mai nessuna, però, è riuscita ad arrivare a Roma, fatta eccezione del Movimento per l’autonomia di Lombardo, se si può annoverare in tali movimenti. Non è forse destinato al fallimento un progetto del genere? Invertirei l’ordine del ragionamento: prima occorre individuare i problemi e poi gli strumenti adatti per risolverli. L’Italia è un paese che funziona male, un paese che non cresce, con un basso tasso di occupazione, una rete welfare che tutela solo i maschi capifamiglia. Affrontare questi problemi è indispensabile e farlo vuol dire, soprattutto, affrontare il Sud, che ha gli stessi problemi delle altre regioni italiane, ma con un’intensità maggiore. Qual è, allora, la differenza maggiore tra il Nord e il Sud del Paese? La differenza più evidente è che nel Mezzogiorno si hanno peggiori servizi per i cittadini a fronte di un’alta pressione fiscale. Ma il Sud è veramente dimenticato? Parliamo di atti concreti: il Governo ha finanziato interventi strutturali in tutto il Paese togliendo 20 miliardi dai fondi che erano destinati allo sviluppo del Mezzogiorno. La vivacità di questa discussione sul Partito del Sud nasce, secondo me, come reazione a questa linea politica del Governo che ha penalizzato un’area in maniera netta. Ma questo non vuol dire che bisogna proporre una politica speculare: oggi si toglie al Sud per dare al Nord, ma è sbagliato anche il contrario. Le regioni meridionali si sono rette grazie a sostanziosi finanziamenti da Roma. Su cosa potranno contare, se entrerà in vigore il federalismo fiscale chiesto dalla Lega? Dipende da come sarà scritta la legge sul federalismo nei dettagli. Per come è scritta ora può essere tutto e il suo contrario, ossia può portare a un aspetto positivo del federalismo, più equo e con una maggiore responsabilizzazione dei cittadini delle varie regioni, ma anche a una versione bottegaia del federalismo, attenta più alla distribuzione delle risorse che all’efficienza del sistema. La Lega è il partito della spesa pubblica per i propri territori. Questa linea è sbagliata: una contrapposizione politica basata univocamente sulla contrapposizione tra territori. Ma i grandi paesi, come l’Italia, non crescono se non condividono obiettivi comuni che si raggiungono anche attraverso lo sviluppo di tutte le proprie aree. Quindi anche lei è contro una maggiore autonomia fiscale delle regioni? L’autonomia fiscale è già elevata. Accentuarla porterebbe a una maggiore responsabilizzazione sugli utilizzi delle risorse nel Sud, ma c’è anche il rischio di far sorgere forti contrapposizioni all’interno dell’Italia. Insomma, una Baviera al Nord e una Bulgaria al Sud… C’è questo rischio. Per questo la proposta del Partito del Sud, da parte di esponenti di spicco del Pdl, mi sembra una reazione di tipo sindacale all’azione del Governo. E anche io come italiano, per esempio, trovo indegno per i cittadini del Centro Nord che la maggior parte della spesa per il terremoto in Abruzzo gravi in gran parte sui cittadini del Sud. Il partito del Sud piace anche a Bassolino e Loiero. C’è una fronda meridionalista anche nel Pd? Entrambi gli schieramenti non possono non affrontare i problemi del Sud. Nel Pdl la situazione è più seria perché è il partito di Governo e trovo che la sua azione sia sinceramente antimeridionale. Ma anche nel Pd il problema del Mezzogiorno è stato trascurato per troppo tempo e non potrà essere mai una grande partito nazionale, se non affronterà queste tematiche. Partito del Sud trasversale, quindi. Un’ulteriore spina nel fianco del Pd? È il tema stesso e non il partito a essere una spina nel fianco della politica italiana. Il Pd non ha ancora una linea comune su come risolvere i problemi del Sud e fino ad oggi non ho visto sforzi in questa direzione. Il problema degli investimenti: il Sud è la parte d’Italia che attira meno capitali. Infrastrutture carenti, una burocrazia bizantina e la mafia che strangola gli appalti e chiede il pizzo. Si potrà uscire da questo tunnel? È il grande tema del Sud e sono ottimista: creare tutte quelle condizioni e le infrastrutture per rendere le imprese competitive e attirare i capitali. Questo non si risolve in due anni, ci vogliono almeno due legislature. E per farlo bisogna anche puntare sulla ricerca, sulla scuola, sul welfare. Quale potrà essere la ricetta per il rilancio del Mezzogiorno, mantenendo lo schema degli attuali partiti? Non è essenziale creare dal nulla un nuovo partito per rilanciare il Sud. Serve piuttosto  tornare a fare una politica che abbia al centro le istanze meridionaliste e pensare al futuro dell’Italia intera, a come sarà fra vent’anni. Lo si faceva negli anni cinquanta e sessanta, mentre oggi si fa una politica a breve termine. [...]

Il 15 Aprile 2010 alle 8:15 Notizie dai blog su Federalismo: al via la Commissione bicamerale ha scritto:

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Il 28 Aprile 2010 alle 18:47 Notizie dai blog su Federalismo al via e spunta la Service Tax ha scritto:

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Il 4 Maggio 2010 alle 20:15 Notizie dai blog su Federalismo fiscale, c'è chi lo vuole per la lirica ha scritto:

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Il 18 Maggio 2010 alle 19:16 Notizie dai blog su Il federalismo fiscale già scricchiola? ha scritto:

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Il 28 Maggio 2010 alle 22:46 Notizie dai blog su Perche' e' impossibile il federalismo fiscale ha scritto:

[...] dell’Italia dei valori, l’astensione del Pd e i voti dell’Udc contrari. blog: canale italia | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

Il 30 Maggio 2010 alle 7:46 Notizie dai blog su Finanziaria. Allarme di Formigoni: “Federalismo a rischio” ha scritto:

[...] Il Senato approva, la Lega esulta: il Federalismo fiscale è legge Nel giorno in cui la Lega si preoccupa per le intenzioni di Berlusconi sul referendum per la legge elettorale, Bossi e i compagni del Carroccio incassano il sì del Senato al disegno di legge delega sul federalismo fiscale . Con l’appoggio del Pdl e dell’Italia dei valori, l’astensione del Pd e i voti dell’Udc contrari. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]

Il 2 Giugno 2010 alle 18:00 Notizie dai blog su Tutti a Pontida 2010 per il Federalismo ha scritto:

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Il 12 Giugno 2010 alle 21:15 Notizie dai blog su Manovra: sanza, non e' tempo di federalismo fiscale ha scritto:

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Il 27 Giugno 2010 alle 16:45 Notizie dai blog su Federalismo fiscale, Formigoni litiga con la Lega Nord ha scritto:

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Il 28 Giugno 2010 alle 0:15 Notizie dai blog su Napoli, La risposta del Sud al federalismo fiscale ha scritto:

[...] dell’Italia dei valori, l’astensione del Pd e i voti dell’Udc contrari. blog: canale italia | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]

Il 1 Luglio 2010 alle 14:47 Notizie dai blog su Il federalismo fiscale ora è diventato federalismo municipale. ha scritto:

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