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Quest’anno la manifestazione nazionale del Primo Maggio di Cgil, Cisl e Uil si svolge a L’Aquila, a partire dalle ore 10, presso il piazzale della Scuola di formazione permanente della Guardia di Finanza. La manifestazione, nel rispetto delle condizioni di disagio della gente del posto, prevede che non ci sarà il corteo e che non verranno esposte le bandiere delle tre confederazioni. L’iniziativa si conclude in tarda mattinata con gli interventi dei tre segretari generali. Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno promosso una raccolta di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal sisma.
Slogan dell’iniziativa “Il lavoro unisce: legalità, dignità, sicurezza, ambiente, diritti e solidarietà per uscire dalla crisi”. La manifestazione, nelle intenzioni degli stessi organizzatori, sarà improntata alla sobrietà e sarà limitata anche dal punto di vista numerico per evitare ulteriori disagi alla popolazione e alle persone impegnate negli interventi di sostegno. “Le differenze” con Cisl e Uil “restano, e anche molto forti, ma di fronte a una tragedia come questa e anche di fronte alla crisi industriale, laddove possibile le cose si fanno unitariamente”, afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, arrivando a L’Aquila per partecipare alla manifestazione organizzata insieme con gli altri due sindacali confederali.
“Una scelta dovuta di attenzione e di vicinanza ai lavoratori e alla popolazione colpita dal terremoto”, così Epifani ha motivato la decisione di celebrare il primo maggio all’Aquila, rinunciando alla iniziale scelta della città di Siracusa. Arrivando alla Scuola di formazione della Guardia di finanza, Epifani ha sottolineato il “messaggio di futuro, speranza e impegno portato da tutto il mondo del lavoro perché questa tragedia possa essere una opportunità per far rinascere L’Aquila. Bisogna fare ogni sforzo”, ha aggiunto il leader della Cgil, “per la ricostruzione e per lasciare un insediamento produttivo stabile anche a ricostruzione avvenuta”.
“Dobbiamo dare una mano, sostenere la ricostruzione e soprattutto la ricostruzione di posti di lavoro, perché non basta avere una casa, bisogna avere anche un lavoro e, per questo, serve un impegno comune”, aggiunge il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. “Le differenze restano ma oggi stiamo insieme”, ha sottolineato, riferendosi ai rapporti con gli altri due sindacati. Angeletti nel capoluogo abruzzese ha incontrato una delegazione di lavoratori della Reis Romoli, una realtà che si occupa di formazione nel settore della comunicazione. Si tratta, ha sottolineato, di 70 lavoratori che a L’Aquila rischiano di perdere il posto di lavoro “un’altra tragedia che si aggiunge a quella del terremoto”, di fronte alla quale “c’è stata la volontà del sindacato di portare il proprio segno di attenzione”.
“La cosa più importante da fare, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi ma non nei prossimi anni è una ricostruzione fatta sul serio, velocemente ed efficacemente”. Questo è “l’impegno che siamo venuti qui a sostenere”, dichiara il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, parlando dal palco allestito all’interno della Scuola di formazione della guardia di finanza, all’Aquila. Una ricostruzione “non soltanto di abitazioni. Occorre ricostruire anche i posti di lavoro, l’università, l’ospedale gli uffici e le aziende”, ha aggiunto il leader della Uil. “Questa è la sfida più importante e questo è necessario e possibile”.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, trascorre il Primo maggio al Quirinale e anche quest’anno ha celebrato la Festa del lavoro sottolineando l’attualità drammatica degli incidenti mortali sul lavoro. “Un segnale positivo ma non ancora sufficiente”, ha detto riferendosi al dato che indica uno scendere delle morti bianche sotto il livello di 1.200 casi l’anno. 2Il fenomeno rimane dolorosissimo e inquietante e si rischia di vederlo aggravarsi di fronte alla crisi economica”. Questo rischio, ha detto Napolitano, si corre se di fronte alla crisi emergerà “qualche tendenza a ricorrere più facilmente al sommerso e comunque al lavoro irregolare, in special modo all’impiego illegale di immigrati. Occorre un più forte impegno a non abbassare in alcun modo la guardia su questo versante sempre cruciale”.
Sotto i colpi della crisi finanziaria, la Festa del lavoro si celebra quest’anno con il tema dell’occupazione e della caduta dell’attività produttiva “in primo piano anche in Italia”, ha detto il presidente della Repubblica al Quirinale insieme al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Napolitano ha parlato delle preoccupazioni di chi teme di perdere il posto di lavoro, della caduta dell’attività produttiva, “dell’insufficienza della protezione sociale, della debolezza delle prospettive per i giovani in cerca di lavoro”. Su questi temi, ha detto, “molte toccanti lettere a me indirizzate richiamano l’attenzione”. Stiamo attraversando “una crisi economica globale senza precedenti” che richiede una risposta altrettanto globale, ha aggiunto il capo dello Stato, indicando la necessità di una azione comune europea, di una concertazione mondiale e, nel nostro Paese, della “lucida consapevolezza” che il tessuto imprenditoriale e sociale è in grado di reggere.
La crisi potrebbe gonfiarsi, come è accaduto in America, solo se dovesse attecchire “il virus” della sfiducia. E “in effetti credo che non stia attecchendo”, ha detto il capo dello Stato riprendendo alcuni temi del suo messaggio di fine anno, ma ciò non basta: “Occorre trasformare la crisi in una opportunità, in una occasione da non perdere per sciogliere nodi che da troppo tempo impacciano in Italia il cammino della crescita economica e sociale; tra questi l’attuale sistema normativo di regolazione dei rapporti di lavoro, da considerarsi insoddisfacente da entrambe le parti sociali, e in particolare per le categorie meno protette di lavoratori”.
Un evidente riferimento ala riforma della contrattazione, della cui necessità ha parlato anche il ministro del lavoro Sacconi, prendendo la parola prima di Napolitano.
Per iniziativa unitaria dei sindacati metalmeccanici (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic) in 20 città capoluogo di Provincia i lavoratori del Gruppo Fiat e delle aziende della componentistica auto terranno dei presidi. Lo fa sapere la Fiom in una nota, spiegando che da Palermo a Torino, come a Napoli, Foggia, Chieti e Milano, le delegazioni chiederanno di essere ricevute dai prefetti per “denunciare la gravità della crisi e la conseguente drammatica caduta del reddito”. Inoltre a Pratola Serra (Avellino) dove ha sede lo stabilimento Fma, fabbrica del gruppo Fiat produttrice di motori, i lavoratori sfilano in corteo assieme ai sindaci della zona.
Antonio Di Pietro è a Torino per partecipare al corteo che parte da piazza Vittorio Veneto per concludersi in piazza San Carlo. “Occorre difendere tutti i lavoratori, i precari e tutti coloro”, ha detto il leader dell’Idv, “che pagano sulla propria pelle questa crisi economica e le vergognose scelte di questo governo. Berlusconi continua a togliere ai poveri per dare ai ricchi e non difende il diritto al lavoro, anzi lo minaccia, approvando norme scandalose come la ’salvamanager’”. Alla manifestazione di Torino parteciperà anche il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.
Sono già arrivate migliaia di persone in piazza San Giovanni in attesa del tradizionale “concertone” del Primo maggio, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, che prende il via alle 15. L’attesa è tutta per Vasco Rossi, star dell’evento. Molti giovani, provenienti da altre città, dopo aver dormito la scorsa notte nella piazza, si sono allontanati lasciando gli amici a presidiare la “postazione” conquistata per andarsi a rifocillare, lavare o per fare un giro in città. Nel frattempo i vigili urbani hanno effettuato la chiusura al traffico delle strade limitrofe alla piazza. Il segretario del Pd Dario Franceschini sarà presente al concerto a partire dalle ore 18.
In occasione del Primo maggio infine il ministero dei Beni e delle attività culturali apre, in via straordinaria, oltre 250 luoghi della cultura tra musei, archivi, biblioteche, palazzi, castelli e aree archeologiche. Il programma di aperture interessa sia grandi città che piccoli borghi, con un’ampia gamma di proposte. Per informazioni consultare l’elenco dei siti aperti sul sito www.beniculturali.it o chiamare il numero verde 800991199.
- Venerdì 1 Maggio 2009
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Commenti
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Il 1 Maggio 2009 alle 13:08 galassie ha scritto:
Mi auguro che Epifani lasci il sindacato,non entri in politica e trovi un lavoro.
Il 1 Maggio 2009 alle 19:09 vincenzoaliascontadino ha scritto:
CGIL, CISL E UIL RIUNITE ALL’AQUILA PER CELEBRARE LA FESTA DEI LAVORATORI. ALL’AQUILA PER PARLARE DI TERREMOTO E DI RICOSTRUZIONE, MA ANCHE DI CRISI. CHE ALLEGRIA!
Non riesco a capire il quotidiano “ Europa “ ex Margherita che ora cercano di strappare con insidia petali a Berlusconi loro associati al PCI prima, ora ancor peggio andar di notte con Epitani-a con le Zapatermarx e vie interrotte, senza neanche esser eletto dai lavoratori che lo strapagano assai! Ebbene, il Quotidiano Europa parla che il Cavaliere divide? Insidia ”…in Italia il Governo non nasconde la volontà di perseguire la divisione dei lavoratori. Poi parla del bravissimo professore il ministro Brunetta: “ Ieri, senza aver convocato la Cgil ha firmato con tutte le altre sigle sindacali, l’accordo per l’applicazione agli statali dell’intesa quadro sulla riforma degli assetti contrattuali siglata a palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio. Io credo che Epifani, se non si togliesse il chiodo fisso delle scranno Politico, unico obiettivo i risultati verrebbero! Poi Berlusconi o Brunetta è “ Gigi, la cremeria! “ Vedete io non sono cattivo o che non capisco, che il sindacato debba essere invitato, ma basta sciolinare ipocrisie: se Berlusconi ha il 73% dei consensi crediate che tutti noi che lo sosteniamo siamo imbecilli? Su via, ma cosa avete fatto in 60 anni nella gloriosa ex DC ( non tutta), con l’aiutino del 37% del PCI: cattedrali nel deserto e 2000mld€ di debiti che devono pagare i nostri giovani che, come vediamo non avete gestito bene, ma al meglio Mele Marce, disubbidienti ed ex Magistrati anche ignoranti eletti in Parlamento, legittimati ad “ Onorevoli”, chi invece, hanno dei master o fa il ricercatore con poco più di mille euro il mese! Senza parlare che in Campania ed a Napoli se non ci fosse stato Berlusconi o Cavaliere, se preferite col fischio Napoli ritornava pulita! Ma ce di più, voi senza battere ciglio col casino che ancora oggi, si ripercuote sui big Politici, avete ancora gli stessi Amministratori? In poche parole, abbiamo Cavalieri beneficiati del titolo e glorificati, ma da Woterloò. Invece, il Cavaliere scrive stornelli e canzone d’amore che manda a San Remo, voi cosa scrivete musica di Ludwig Van Beethoven che v’ispira un irriverente funerale?
Vincenzo Alias Il Contadino
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