Cinque morti, due feriti gravi e uno lieve. È il bilancio di tre valanghe staccatesi in Valtellina, in val di Màzia (Alto Adige) e sul versante trentino della Marmolada e di un trekking in provincia di Frosinone. Un gruppo quattro alpinisti è stato investito da una valanga che si è abbattuta sul versante della val di Fassa della Marmolada a Pian dei Fiacconi. Le squadre di soccorso alpino hanno recuperato le vittime: tre sono state portate in elicottero in ospedale a Trento. Una è morta questa mattina dopo essere stata ricoverata in gravissime condizioni, due sono gravi mentre la quarta è rimasta illesa. La valanga aveva il fronte di un centinaio di metri e una lunghezza di più di un chilometro.
La zona dove si è abbattuta la valanga al momento del distacco era frequentata non soltanto da sci-alpinisti, ma anche da escursionisti con le racchette da neve. I soccorritori battono palmo per palmo l’area per verificare se vi siano altre persone travolte dalla massa di neve.
Altro incidente mortale sulla Marmolada: una ragazza di 26 anni è deceduta precipitando da settanta metri con lo snowboard durante un “fuori pista”. La tragedia è avvenuta in una zona non coinvolta dalla valanga che ha fatto tre feriti, ha spiegato il soccorso alpino del Trentino. La vittima, una 26enne della provincia di Bergamo, era impegnata in un “fuori pista”, quando è scivolata in un dirupo, da un’altezza di circa 70 metri. L’impatto non le ha lasciato scampo. Il corpo senza vita della ragazza è stato recuperato da un elicottero, con l’ausilio di una squadra del Soccorso alpino.
Uno scialpinista di 54 anni invece è morto travolto da una slavina in val di Màzia, in Alto Adige. La valanga si è staccata poco prima delle 12 a quota 3 mila nella zona del Palla Bianca, sopra Malles Venosta. Si sono purtroppo rivelati inutili i soccorsi immediatamente giunti sul posto con un elicottero partito da Bolzano.
Un’altra slavina si è staccata a circa 3 mila metri sul Corno di San Colombano, in alta Valtellina presso Bormio. Quattro scialpinisti sono rimasti coinvolti: tre sono rimasti illesi, uno solo ha riportato lievi ferite con traumi alla colonna vertebrale e a un ginocchio. L’allarme è scattato alle 10 quando un volontario del soccorso alpino ha casualmente assistito al distacco della valanga.
Un uomo di 60 anni infine è morto cadendo da un sentiero dove stava facendo trekking sul monte Rotonaria, in località Collepardo, in provincia di Frosinone. Secondo il Soccorso Alpino e speleologico del Lazio, la vittima (G. A.) è caduta perdendo l’equilibrio mentre percorreva a un quota di circa mille metri un tratto scosceso e ripido del sentiero. L’allarme è stato dato dal figlio della vittima e da un amico di famiglia.
Secondo il bollettino valanghe dell’ufficio idrografico della Regione Trentino-Alto Adige, la neve caduta abbondante nei primi giorni della settimana si sta assestando molto rapidamente, anche se, specie in alta quota, il suo consolidamento con la vecchia neve è localmente ancora debole. Il forte vento ha inoltre formato considerevoli accumuli su tutte le zone esposte. Con l’aumento diurno della temperatura, nella zona dell’Ortles e in val d’Ultimo il pericolo valanghe è marcato (grado 3). Punti pericolosi sono prevalentemente oltre i 2.200 m sui pendii ripidi di tutte le esposizioni. La neve fresca si può distaccare con un debole sovraccarico. Generalmente sono possibili valanghe spontanee di medie dimensioni di superficie come anche di fondo. Sulle restanti zone al mattino il pericolo è moderato (grado 2). Punti pericolosi sui pendii ripidi oltre i 2 mila metri circa esposti da ovest a nord fino a sud-est. In prossimità di creste, forcelle o bruschi cambi di pendenza il distacco di una valanga è possibile anche con debole sovraccarico. Dalla tarda mattinata il pericolo aumenta a marcato grado 3.
- Venerdì 1 Maggio 2009
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