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di Mario Giordano
Il fatto è che la scuola è diventata un gran bazar dove si può fare più o meno di tutto. Tranne studiare, naturalmente. Sia chiaro: ognuna di queste attività in sé è legittima, in alcuni casi persino condivisibile. Se poi si trovasse pure il tempo per l’italiano e la matematica, però. Altrimenti queste iniziative diventano un gigantesco paradosso, uno spreco di cervelli, una lezione di dissipazione del tempo: abbiamo le classi piene di ragazzi che s’industriano nella coltivazione biologica della cipolla o sanno tutto del progetto Mister Cheese, educazione alimentare col provolone (non è uno scherzo: è stato attivato davvero), ma poi confondono il congiuntivo con una malattia degli occhi.
[...] Alcuni licei romani (dal Lucrezio Caro all’Ilaria Alpi) fanno di meglio: [...] si dedicano al cinema. Ma, per restare in tema, ci mettono su abbondanti dosi di peperoncino. Il progetto prevede la produzione di un film girato in digitale dal titolo Chi nasce tondo. Protagonista Sandra Milo nell’ambizioso ruolo di entraîneuse. Perfetto, no? Molto educativo. Resta da chiarire solo un ultimo dubbio: ma tutto ciò a che ora di lezione appartiene? Archeologia femminile? Calcolo delle probabilità grottesche? Pornostoria? La soluzione sta nel nome che l’entraîneuse Sandra Milo assume nel film (ricordiamolo, da girare a scuola): Anna Tre Culi. Ma sì: Anna Tre Culi. Dev’essere una lezione di dolce stilnovo, linguaggio poetico, soffusa lirica petrarchiana. O forse, più semplicemente, è una lezione di bon ton.
[...] Trentaseimila consulenti. Costo: 58 milioni di euro. Fra l’altro buona parte di queste attività costano. Nel giugno 2008, quando il ministro Renato Brunetta mette online i dati relativi alle consulenze della pubblica amministrazione, si scopre che per insegnare massaggi giapponesi, hockey su prato e capoeira brasiliana agli alunni italiani, in un solo anno (il 2006) sono stati spesi 58 milioni di euro. Per l’esattezza: 58.314.498 euro. Mica bruscolini. Tanto per intenderci: un’azienda come la Meliconi (sì, quella del telecomando col guscio) con 280 dipendenti, due stabilimenti ed esportazioni in tutta Europa, fattura di meno.
I consulenti della scuola sono un vero e proprio esercito: 36.066, sempre per rifarci ai dati del 2006 resi pubblici nel giugno 2008 da Brunetta: 36 mila persone che in un anno sono entrate a scuola per insegnare (a pagamento) la pesca alla trota o il ritmo del tamburello.
[...] “A Finale Ligure” racconta Marco Zucchetti sul Giornale “l’elenco delle attività scolastiche sembra una raccolta di hobby da dopolavoro: seminario sul massaggio giapponese (500 euro), corso di macramè (975 euro), lezioni di mesh work e celtico e tecniche di ricerca dell’equilibrio bioenergetico”: 300 euro di consulenza o di bolletta? Il fascino dell’Oriente ha stregato gli insegnanti. È tutto un proliferare di discipline come lo shiatzu (2.800 euro a Gambolò, Pavia), la thai boxe (387 euro ad Ancona con buona pace dei genitori che vietano la visione dei film di Van Damme perché troppo violenti), wushu (875 euro per una scuola materna nei pressi di Lodi), thai chi (284 euro a Milano), kendo e aikido (284 e 511 euro a Carmagnola, Torino). L’esotico va forte e gli scolari di oggi saranno i cosmopoliti di domani: balleranno la capoeira brasiliana (310 euro a Clusone, Bergamo), suoneranno i bonghi djembe a Milano (625 euro al suonatore africano) e impareranno i ritmi del Senegal a Chivasso, Torino (1.875 euro). Per poi dipingere mandala buddisti a Lodi e ascoltare una scrittrice internazionale sul progetto “Curry di pollo” a Mantova per 300 e 135 euro.
[...] A Milano hanno addirittura introdotto nelle aule il corso di “valorizzazione della propria immagine”. Intanto si cominciano a valorizzare 1.000 euro in tasca al consulente. Poi ci sono i 2.730 euro spesi a Oulx (Torino) per la manipolazione della carta, i 2 mila euro di Cremona per l’arte circense e l’ecogiornalismo, che a Varese viene via con appena 350 euro. A Bagnolo Mella (Brescia) impazza il corso “Cucino io”, a Cologne (sempre in provincia di Brescia) si insegna a giocare a dama (così non ci si deve annoiare a seguire le lezioni di italiano) e ancora a Varese hanno speso 2 mila euro per un esperto che è andato in aula a spiegare ai ragazzi il bridge. Si capisce: gli studenti hanno diritto a variare un po’, non si può mica sempre fare la briscola quando il prof spiega…
[...] Non ci sono computer, i laboratori perdono i pezzi, le aule abbisognano di interventi di ristrutturazione come le palpebre di Valeria Marini. Epperò i soldi per il rafting, per il bridge e per ballare la “pizzica” si trovano sempre. Com’è possibile? E soprattutto: perché?
[...] Antonio Bombini, dirigente scolastico a Molfetta (Bari), cita Ennio Flaiano: “Non abbiamo il necessario, ma non ci facciamo mancare il superfluo”. E spiega: “I fondi per l’istruzione sono costantemente ridotti, ma poi piovono decine di migliaia di euro nel nome dei Pon, piani operativi nazionali”. Si tratta di iniziative, finanziate con i fondi sociali europei, che non solo non servono a nulla, ma addirittura “diventano antitetiche rispetto alla realizzazione delle finalità primarie della scuola”. In altre parole: “Nelle scuole superiori gli studenti frequentano le lezioni dei Pon e contestualmente smettono di studiare”.
- Lunedì 4 Maggio 2009
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Commenti
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Il 4 Maggio 2009 alle 21:53 1954carla ha scritto:
Grazie, signor Giordano! Insegno da 32 anni in un istituto tecnico e vorrei tanto che i miei allievi, appena usciti dalle medie, non mi dicessero che “fosse” (”Sebbene fosse…”) è il plurale di “fossa” perché “prof, lo sanno tutti che il verbo “fossere” non esiste!”.
Meno macramé, danza e cucina, e più italiano, vi prego!
Il 5 Maggio 2009 alle 13:39 pessime compagnie « lo scorfano ha scritto:
[...] 05/05/2009 di lo scorfano Anche l’ineffabile Mario Giordano ha scoperto che nella Pubblica istruzione i soldi si buttano via in idiozie, in progetti di discutibile utilità o indiscutibile inutilità , in percorsi culturali che non hanno nulla di culturale; e non in stipendi per gli insegnanti, invece, come si crede. Adesso però non lasciatemi solo con lui, vi prego. [...]
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