Nuova influenza, altri due casi in Italia

Turisti con le mascherine a Città del Messico

In Italia sono stati confermati oggi dall’Istituto superiore di sanità altri due casi di nuova influenza umana A/H1N1. Il primo riguarda una ragazza di 16 anni, rientrata in Italia da un viaggio in Messico, che ha accusato sintomi influenzali il 29 aprile ed è stata ricoverata presso l’ospedale Spallanzani di Roma dove è stata sottoposta a trattamento con terapia antivirale.

Il secondo caso confermato oggi è quello di un bambino di 11 anni ricoverato presso l’ospedale Bambin Gesù di Roma, anche lui tornato da un viaggio in Messico, che ha avuto febbre e sintomi influenzali. Il bambino è stato trattato con terapia antivirale. L’aumento dei casi in Italia, riferisce il ministero del Welfare, era previsto ma ciò non desta particolare preoccupazione sia perché questo nuovo virus è responsabile di una sintomatologia più leggera di quella determinata dal virus dell’influenza stagionale, sia perché l’Italia dispone di scorte sufficienti di farmaci indicati per il trattamento di questa infezione nonchè di Centri di riferimento di eccellenza per il ricovero e il trattamento delle persone affette. “Si ricorda inoltre”, aggiunge il dicastero in una nota, “che sono già state assunte tutte le misure preventive necessarie per limitare la diffusione del virus nel nostro Paese”.

Nel frattempo da Ginevra l’Organizzazione mondiale della sanità assicura che “l’epidemia di influenza A/H1N1 non avrà gli stessi effetti della ‘Spagnola’ che tra il 1918 e il 1919 uccise fino a 50 milioni di persone in tutto il mondo. Il direttore dell’Oms Margareth Chan ha gettato così acqua sul fuoco, confermando tuttavia che nel complesso i casi accertati hanno raggiunto 985 in 20 Paesi. Il Messico, presunto focolaio iniziale, ha segnalato 590 casi umani confermati in laboratorio, di cui 25 letali. Gli Usa hanno notificato 226 casi tra cui un decesso che porta a 26 il numero totale dei morti.

Margaret Chan ha tuttavia dichiarato in un’intervista pubblicata dal Financial Times che la nuova influenza potrebbe subire una battuta d’arresto e poi ripresentarsi con una forza senza precedenti nel Ventunesimo secolo. Se il tasso di mortalità del virus sembra essersi stabilizzato, una seconda ondata potrebbe colpire tutto il mondo portando “la sua vendetta”, ha detto il direttore dell’Oms. “Se ciò dovesse accadere, sarà la peggiore epidemia del Ventunesimo secolo. Noi ci auguriamo che il virus scompaia, perché se così non fosse ci troveremmo di fronte a un’epidemia di una certa importanza. Non sto dicendo che scoppierà una pandemia, ma certo è che preferisco ci sia un eccesso di preparazione piuttosto che una mancanza”, ha detto Chan.

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