
Una montagna di rifiuti speciali alta come l’Etna (3.100 metri, pari a 31 milioni di tonnellate) inghiottita dalla terra. 28mila edifici abusivi, interi quartieri, costruiti in un anno. E 25.776 reati accertati contro l’ambiente, per un giro d’affari complessivo sopra i 20 miliardi di euro, un quinto circa del fatturato globale delle mafie.
Cifre e immagini evocative date dall’ultimo rapporto sulle Ecomafie in Italia stilato da Legambiente e presentato martedì 5 a Roma.
“Un business che non conosce crisi” dicono i responsabili dell’associazione ecologista, “anzi, l’anno nero dell’economia mondiale rischia di favorire i trafficanti: il fatturato delle Ecomafie” spiega il respondabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità Sebastiano Venneri, “non è mai stato così alto”. Crescono le agromafie, il racket degli animali, il traffico di rifiuti pericolosi. Ma non sono tutte negative le notizie nel rapporto, curato in collaborazione con tutte le forze dell’ordine, delle Capitanerie di Porto, dell’Agenzia delle Dogane, della Direzione investigativa antimafia, dell’istituto di ricerche Cresme (per quanto riguarda il capitolo relativo all’abusivismo edilizio), dei magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale, degli avvocati dei Ceag (Centri di Azione Giuridica) e di tutti i circoli di Legambiente. Rispetto all’anno scorso è diminuito il numero di reati accertati ed è aumentata l’azione di controllo, anche sull’onda dell’attenzione mediatica all’emergenza rifiuti in Campania. E se da un lato aumentano le rotte dei traffici internazionali dei rifiuti, dall’altro cresce la capacità di contrasto delle Forze dell’ordine: salgono gli arresti (+13,3%) e i sequestri (+6,6%).
Proprio in Campania si rileva la maggioranza degli ecoreati: 3.907 (15,2% sul totale) seguita da Calabria (3.336) e Sicilia (2.788). Negli ultimi tre anni si ipotizza che siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione campana circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. In particolare, riferisce il rapporto, tradotti in camion, questi 13 mln di tonnellate significano ”520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell’entroterra salernitano, nelle discariche abusive del casertano o ancora, più recentemente, nei terreni scavati nel beneventano e nell’avellinese”. E citando i dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), Legambiente sottolinea che sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali.
Altro grande business delle ecomafie è poi l’abusivismo eilizio e i reati contro il patrimonio naturale: anche qui la Campania resta stabile al primo posto nel ciclo del cemento illegale, con, secondo il rapporto “interi quartieri abusivi costruiti con i proventi di attività illecite: basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa dal ‘91 ad oggi lo sono stati proprio per abusivismo edilizio”. Nella poco onorevole classifica segue la Calabria e poi il Lazio, dove sono raddoppiate in un anno le persone denunciate e i sequestri. Dati che sono stati commentati da Francesco Rutelli, presidente del Copasir: ”Ci sono alcune parti del Lazio meridionale dove questa presenza è invasiva e dove vengono sciolti alcuni consigli comunali. Qui, come altrove, la presenza dello Stato deve essere molto ferma”. A tale proposito l’esponente del Pd si augura che venga reintrodotto nel ddl sicurezza ” il dovere di segnalare e denunciare il pizzo e l’estorsione come reato previsto in origine nel disegno di legge”.
Secondo Legambiente, poi, l’Ecomafia si sta infiltrando (ed è un vero paradosso) anche nei settori delle energie rinnovabili e dell’edilizia “verde”: la criminalità fiuta il business (e tutti questi settori sono in crescita a dispetto della crisi) come un segugio. “Dobbiamo fare sì che le rinnovabili, l’edilizia sostenibile e gli impianti anti inquinamento restino lontani dalla criminalità organizzata: i grandi temi dell’ambiente devono restare puliti” ha commentato Rutelli.
- Martedì 5 Maggio 2009
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Il 30 Marzo 2010 alle 19:01 Notizie dai blog su l’Ecomafia non conosce crisi - Un business di 20,5 miliardi di euro per 25.776 ecoreati accertati ha scritto:
[...] Ecomafie, 70 reati al giorno e un business che vale oltre 20 miliardi Una montagna di rifiuti speciali alta come l’Etna (3.100 metri, pari a 31 milioni di tonnellate) inghiottita dalla terra. 28mila edifici abusivi, interi quartieri, costruiti in un anno. E 25.776 reati accertati contro l’ambiente, per un giro d’affari complessivo sopra i 20 miliardi di euro, un quinto circa del fatturato globale delle mafie. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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