Roma, le risse e i coltelli: “Colpa della tv”. E Alemanno cita Romanzo Criminale

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Le risse e i coltelli a Roma? Anche colpa di serie televisive come Romanzo criminale, che “possono alimentare atteggiamenti e modi di fare sbagliati”. Parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso della sua visita di ieri alla scuola media “Falcone” a Villaggio Prenestino, dove la settimana scorsa un ragazzino è stato accoltellato da un compagno di scuola. Parole che arrivano prima che le agenzie battano un altro caso di accoltellamento tra due compagni di classe di 16 anni, questa volta all’istituto tecnico industriale “Cardano” di Monterotondo, vicino Roma. Uno dei due ragazzi è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, lesioni personali e porto ingiustificato di coltello di genere proibito. Secondo una ricostruzione dei carabinieri, i due studenti hanno litigato per futili motivi, si sono poi incontrati in bagno dove la lite è degenerata: uno dei due ha estratto dalla tasca un coltello da cucina di 17 centimetri e ha cercato di colpire l’altro al collo. Quest’ultimo ha messo una mano avanti per schivare il colpo ed è stato ferito. La vittima è stata portata immediatamente all’ospedale.
Insomma, la televisione, e i nuovi media, offrono modelli sbagliati ai giovani. Secondo Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio, “Alemanno farebbe bene a non cercare alibi per il fallimento delle sue promesse in materia di sicurezza e a lavorare per mantenere, se ne è capace, gli impegni assunti in campagna elettorale”. Dall’ufficio stampa del sindaco, interpellato da Panorama.it, nessuna risposta ufficiale, solo una considerazione sul fatto che “il sindaco non voleva colpire la serie televisiva nello specifico, ma puntare l’attenzione sui falsi miti di oggi e sul fatto che alcune trasmissioni non aiutano i ragazzi, i quali non debbano essere lasciati soli”. “Semmai, sarebbe auspicabile che tutte le televisioni, pubbliche e private, facessero più fiction sugli eroi quotidiani che, come Falcone e Borsellino, hanno rappresentato un esempio eroico nella lotta al crimine”, dice a Panorama.it, Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura del Comune di Roma.
E questa mattina, a margine della giornata nazionale contro la pedofilia, il primo cittadino della Capitale ha precisato che “lo spirito di emulazione è solo una delle cause accanto al degrado giovanile che c’è, non solo a Roma, ma in tutte le grandi metropoli”. “Ieri nella borgata di Colle Prenestino ho parlato di molte cose”, spiega Alemanno. “Dei nostri interventi nelle periferie, dei 40 milioni che stiamo sbloccando con la delibera di Giunta per le opere al computo e ho detto che, quando si fanno le fiction, bisogna stare attenti a non mitizzare certi fenomeni. Ovviamente la realtà va raccontata e nessuno mette in discussione le capacità artistiche dei registi, degli attori. Tuttavia mi pare che in alcuni serial ci siano state queste mitizzazioni”. Alemanno ricorda poi che non è la prima volta che l’amministrazione capitolina prende posizione contro la fiction Romanzo criminale e, più precisamente, contro la campagna pubblicitaria che ha accompagnato il lancio della serie tv. “Ricordo che quella serie è cominciata installando quattro busti in polistirolo che rappresentavano i quattro personaggi principali, all’Eur e noi li facemmo rimuovere”. Secondo Alemanno, “il fenomeno delle bande giovanili è una forma di rivolta contro le metropoli moderne. Bullismo e razzismo sono facce diverse della stessa manifestazione di degrado”. Il sindaco di Roma ha quindi voluto evidenziare quali siano le carenze strutturali delle periferie di Roma. Mancano punti di aggregazione, centri sportivi che diventino fulcro dei quartieri degradati della città. “Su questo bisogna fare un vero e proprio piano”, spiega, e come fatto simbolico propone di tornare a dedicare una giornata del Consiglio comunale ai bambini, “per ascoltarli e dare loro protagonismo per farli sentire in qualche modo padroni della situazione”.
Non manca una replica di chi Romanzo criminale lo ha diretto, cioè Michele Placido. Secondo il quale “in Italia le fiction di maggior successo sono quelle sui santi, eppure non c’è più nessuno che si fa prete”. “Non penso che il problema sia la violenza vista in tv”, aggiunge Placido, che è anche direttore artistico del teatro di Tor Bella Monaca. “Il vero allarme è dato dal fenomeno dell’abuso di alcol e droghe tra i giovani, che porta a forme di esibizionismo: questo sì è criminale”.

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