
Nuovo “caso” tra Italia e Malta per il soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Tre barconi carichi di migranti fermi nel canale di Sicilia, in acque maltesi ma vicine a Lampedusa (a quaranta miglia circa). Alla fine sono stati soccorsi da tre motovedette della Guardia Costiera, dopo che l’intervento era stato richiesto da Malta.
Un garbuglio burocratico-diplomatico che si è esteso alla politica con le dichiarazioni del premier maltese: “Disgustato dall’intransigenza italiana” si è detto Lawrence Gonzi, “che rifiuta di soccorrere vite umane a poche miglia da Lampedusa”. Una situazione che ricorda quella del cargo turco Pinar, che rimase bloccato per alcuni giorni dopo aver soccorso 150 profughi, prima di essere autorizzato a dirigersi a Porto Empedocle (Agrento).
Uno dei passeggeri del barcone questa mattina all’alba ha chiamato con un telefono satellitare il numero diretto della sala operativa della Capitaneria di porto di Palermo e ha chiesto soccorso. Il natante è stato localizzato a 56 miglia a Sud di Lampedusa, in acque internazionali e non di competenza italiana per le operazioni cosiddette “Sar” (ricerca e soccorso). Un altro barcone ha poi lanciato un nuovo l’Sos sempre con una telefonata alla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Palermo. In questo caso l’imbarcazione, con 75 migranti a bordo, è stata localizzata a 45 miglia a Sud di Lampedusa, sempre in acque di competenza maltese.
La Valletta ha ribadito ieri il principio che i profughi debbano essere trasferiti nel porto più vicino, che anche in questo caso, come nel Pinar, è quello di Lampedusa. Le autorità italiane sostengono invece che spetti a Malta accogliere gli immigrati, perché le acque sono di competenza maltese e sono le autorità maltesi a richiedere i soccorsi. In questo momento sono in corso trattative. Il premier maltese ha fatto capire che l’isola ha poca intenzione di accogliere sul suo territorio gli ospiti indesuiderati. Ma il ministro dell’Interno italiano Maroni ha risposto a distanza: ”Gli italiani hanno fatto oltre 600 interventi che riguardavano immigrati nelle acque maltesi”. Maroni ha dichiarato di avere ”grande stima” nei confronti del premier maltese (”era ministro del lavoro quando io ero al Welfare”), ma ”pacta servanda sunt”. ”E cioè gli impegni presi vanno rispettati. Se i barconi carichi di extracomunitari sono nelle acque maltesi - ha proseguito Maroni - è Malta che deve soccorrerli”. Il ministro ha quindi spiegato che l’estensione delle acque maltesi è “davvero grande: Lampedusa, ad esempio, è nelle acque maltesi. Si tratta di un’estensione notevole che corrisponde al loro spazio aereo. Noi abbiamo chiesto più volte a Malta di ridurre questo spazio, ma senza alcun risultato. Infatti su queste acque prende i contributi europei”.
- Mercoledì 6 Maggio 2009
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Commenti
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Il 6 Maggio 2009 alle 13:29 vincenzoaliascontadino ha scritto:
VE L’AVEVO DETTO CHE IL SILENZIO È D’ORO!
S ..s..s..ma perchè dirlo a tutti? Fai come dico e, non fare, come faccio io: sembra la barzelletta tu mi dici quello che e devo fare e non lo faccio? Cosi per la sicurezza tutti la vogliono, poi alla Camera manine segrete votano no al prelievo forzoso del dna per un serio banco dati Nazionale.Vincenzo Alias Il Contadino.
Il 7 Maggio 2009 alle 14:17 fercas ha scritto:
Gonzi si è detto disgusatato? La cosa non ha alcuna importanza visto che a dirla è un “gonzo”; i barconi erano in acque maltesi, quindi erano loro che, al limite, dovevano dare assistenza ed accoglierli nella loro terra! Certamente se su quei barconi vi fosse stato un carico d’oro, il sig. Gonzi non sarebbe stato tanto disgustato a rivendicarne il possesso! Questi atteggiamenti demagogici dei gonzi di turno non fa disgusto ma ribrezzo!!! Cordialità.
Il 7 Maggio 2009 alle 16:42 nhico ha scritto:
Lawrence, ci ha provato. Ma, poveretto, non è riuscito a battere Franceschini. Che continua a detenere il primato delle scemenze dette tra tutti i leader del mondo.
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