- Tags: Anm, civile, Giornata-nazionale, giustizia, magistratura, penale, pescrizione, processi, sentenza, tempi, tribunale
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Nel 2008 in Italia circa 200 mila reati sono caduti in prescrizione. Troppi: un esercito di imputati, tanti da quanti gli abitanti di Padova, che invece di essere punito, se ne va tranquillamente a spasso. L’allarme è stato lanciato dall’Associazione nazionale magistrati che, in occasione della Giornata nazionale per la Giustizia, ha realizzato un video, dal titolo “Senza giustizia”, in cui denuncia le condizioni di lavoro dei pm e dei giudici in Italia, spesso in stanze senza misure di sicurezza, prive di fax o di scanner. Nel video si racconta anche dell’aumento progressivo dei costi della legge Pinto, che stabilisce un risarcimento alle vittime dei processi “lumaca”: una spesa arrivata nel 2008 a 81 milioni di euro, mentre si sono celebrati 40 mila procedimenti per denunciare il ritardo di ulteriori processi.
Una macchina ormai arrugginita, quella della giustizia italiana. E molti processi decadono. La prescrizione, infatti, risponde a un principio di economia dello Stato, spiegano i manuali di diritto, “che rinuncia a perseguire l’autore di un reato, quando dalla sua commissione sia trascorso un periodo di tempo giudicato eccessivamente lungo e solitamente proporzionale alla gravità dello stesso”: minimo quattro anni per le contravvenzioni e sei per i delitti. Lo scorso anno, quindi, circa 200 mila reati si sono estinti per la lentezza dei processi.
L’Italia è infatti il paese europeo con i tempi più lunghi nell’amministrazione della giustizia, triplicata negli ultimi vent’anni in ambito civile e raddoppiata nel penale. Le cause? Secondo l’Associazione magistrati sono nello scarso numero di toghe in attività contro un elevato numero di avvocati: solo 11 magistrati per ogni 100 mila persone, a fronte dei 290 avvocati per lo stesso numero di abitanti (in tutto si contano 200 mila avvocati in Italia contro i 48 mila della Francia). E laddove ce ne sarebbe bisogno, come in Sicilia, nessuno poi si presenta ai concorsi per pm: all’ultimo, indetto a marzo per coprire 55 posti di sostituto vacanti in quattordici Procure, c’erano solo quattro candidati, tre per Palermo e uno per Catania. Il ministro Brunetta, invece, lo scorso ottobre aveva dato un’altra spiegazione del fenomeno, puntando il dito contro i pm: “Lavorano poco, solo 2 o 3 giorni alla settimana”, aveva detto minacciando i tornelli anche in tribunale. Di diverso avviso i magistrati intervistati nel video presentato oggi che raccontano di scrivere circa 700 sentenze l’anno, lavorando anche durante i periodi festivi e portandosi i fascicoli da studiare a casa.
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- Mercoledì 6 Maggio 2009
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Commenti
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Il 2 Ottobre 2009 alle 10:31 Italia, 1300 tribunali (primi in Europa) e processi lumaca. Il dibattito sulla rete - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] i processi lumaca lo scorso anno, secondo l’Associazione nazionale dei magistrati, è arrivata a 81 milioni di euro con oltre 40 mila procedimenti per denunciare il ritardo di ulterior…. Insomma, una macchina arrugginita quella dell’amministrazione della giustizia in Italia. E [...]
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