
Pioniere della cardiochirurgia infantile e personaggio controverso, mediatico. Una definizione sicuramente riduttiva per Carlo Marcelletti, il medico morto a 64 anni, ad un anno esatto di distanza dal suo arresto, il 6 maggio 2008 a Palermo, con l’accusa di truffa, concussione, peculato e produzione di materiale pedopornografico. Il processo non è stato celebrato, ma Marcelletti era rimasto ai domiciliari per quasi sette mesi.
Una vicenda che lo aveva profondamente provato.
La salma del professore è stata intanto posta sotto tutela giudiziaria: il pm della Procura di Roma Elisabetta Ceniccola ha disposto l’autopsia. Slittano i funerali e la decisione è subordinata ad una serie di accertamenti che la Procura sta compiendo in queste ore, tra cui l’acquisizione di informazioni presso l’ospedale di Roma San Carlo di Nancy, dove si è verificato il decesso, anche per ricostruire le ultime ore di vita di Marcelletti. Il magistrato inoltre dovrà accertare se il cardiochirurgo fosse affetto da eventuali patologie e se fosse sottoposto ad una particolare terapia farmacologica.
Nato a Maiolati Spontini, in provincia di Ancona, città nella quale aveva tentato senza successo la candidatura a sindaco, Marcelletti è deceduto a causa di un malore cardiaco. Ironia della sorte, proprio ai cuori e ai bambini aveva dedicato tutta la sua vita professionale. Dopo la laurea a Roma si era perfezionato in cardiochirurgia in Inghilterra e negli Stati Uniti. Dal 1975 si è specializzato in cardiochirurgia pediatrica alla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota). Nel 1978 ha fondato e diretto il centro di cardiochirurgia pediatrica dell’Accademisch medisch Centrum di Amsterdam. Rientrato in Italia, nel 1982 è diventato primario cardiochirurgo del dipartimento medico chirurgico dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Oltre ad aver effettuato il primo trapianto su un bambino , Maercelletti ha tentato la terapia chirurgica di malformazioni congenite del cuore in soggetti in età pediatrica.Nel mese di maggio del 2000 Marcelletti coordinò, insieme con il collega William Norwood della Dupont Foundation di Philadelphia, l’equipe di chirurghi che tentò di separare le sorelline siamesi di origine peruviana Marta e Milagros.
Purtroppo il tentativo non riuscì e sulla vicenda si scatenarono polemiche di ordine etico sul fatto di scelgiere di mantenere in vita una bambina e non l’altra. Marcelletti era intervenuto solo in altri due casi analoghi, anche se meno gravi: nel 1989 il comitato etico dell’ ospedale Bambin Gesù di Roma non diede l’assenso all’intervento e i gemelli, originari di Santo Domingo, morirono tre mesi dopo. Tre anni dopo, a Philadelphia, l’operazione fu autorizzata e uno dei bambini sopravvisse.
Dopo la vicenda giudiziaria dal novembre scorso aveva lasciato l’attività all’ospedale Civico di Palermo dove era direttore della Divisione di Cardiochirurgia pediatrica.
- Mercoledì 6 Maggio 2009
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 7 Maggio 2009 alle 16:55 Marcelletti, l’ipotesi del suicidio: la salma sotto tutela giudiziaria » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Dal giorno del mio arresto non riesco a guardarmi più allo specchio”. Carlo Marcelletti, il cardiochirurgo morto ieri a Roma di un malore a 64 anni, era depresso e distrutto dalle vicende giudiziarie di un anno fa. Lo confidò ad un giornalista del settimanale Oggi. “Non trovo né giustificazioni né attenuanti verso me stesso. Vorrei farmi perdonare dalle persone che ho deluso, prima di tutto dai bambini che adesso non potrò più curare”. ‘’Mi sono trovato a un passo dalla morte, ma non era arrivata ancora la mia ora’’. Aveva detto, confessando di aver tentato di farla finita. Tutti gli amici più vicini del paese natale nelle Marche, Maiolati Spontini, confermano questa sua mancanza di serenità negli ultimi mesi della sua vita, anche dopo la revoca degli arresti domiciliari lo scorso novembre. Anche per questo il suicidio sembra un’ipotesi non così remota. I funerali del noto chirurgo saranno posticipati: la salma di Marcelletti è infatti sotto tutela giudiziaria. Nelle prossime ore il pm della Procura di Roma Elisabetta Ceniccola deciderà se disporre l’autopsia, in seguito a una serie di accertamenti che la Procura sta compiendo in queste ore, tra cui l’acquisizione di informazioni presso l’ospedale di Roma San Carlo di Nancy, dove si è verificato il decesso. L’obiettivo è ricostruire le ultime ore di vita di Marcelletti. Il magistrato inoltre dovrà accertare se il cardiochirurgo fosse affetto da eventuali patologie e se fosse sottoposto ad una particolare terapia farmacologica. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.