Pensavano di avercela fatta. Invece sono stati riaccompagnati in Libia, da dove erano partiti. I 227 migranti soccorsi ieri, su tre diverse imbarcazioni, da tre motovedette della Guardia Costiera italiana, sono stati riaccompagnati al porto di Tripoli.
Esulta il ministro dell’Interno Maroni: “Un risultato storico” dice, “a cui abbiamo lavorato per un anno e nei prossimi giorni partirà anche il pattugliamento congiunto tra Italia e Libia”. Se l’operazione fatta oggi, ha aggiunto, ”continuerà, il problema del contrasto tra Italia e Malta sull’accoglimento dei clandestini sarà risolto perché in qualunque acqua si trovino i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti”.
Ieri i barconi in panne avevano lanciato l’Sos a poche miglia di distanza da Lampedusa, ma in acque di competenza territoriale maltese. Si era quindi aperto l’ennesimo contenzioso su chi dovesse farsi carico dell’emergenza, con il premier maltese che aveva espresso “disgusto per l’intransigenza dell’Italia nei confronti di vite umane. È inaccettabile” ha detto Lawrence Gonzi “il mancato soccorso di immigrati a pochi passi dalla costa di Lampedusa”. “Abbiamo fatto più di 600 interventi che non erano di nostra competenza” gli aveva risposto Maroni. Polemiche smorzate in seguito all’accordo per il trasferimento in Libia. Il governo maltese ha accolto ”con soddisfazione” la notizia del trasferimento dei 227 immigrati soccorsi dalle motovedette italiane. Della vicenda hanno parlato questa mattina, in un colloquio telefonico, Maroni ed il suo omologo maltese Carmelo Mifsud Bonnici.
Una linea, quella del rimpatrio immediato, condivisa dai due ministri, dopo i recenti scontri diplomatici.
Di parere opposto il Commissario Onu per i diritti dei rifugiati Laura Boldrini: “la situazione ci preoccupa enormemente” dice a Panorama.it, “A queste persone non è stata data possibilità di fare domanda d’asilo. La Libia non è un paese democratico e non ha ratificato la convenzione di Ginevra. La sua applicazione del diritto d’asilo è quantomai insufficiente, mentre il 50% dei richiedenti asilo sbarcati a Lampedusa l’anno scorso ha ottenuto protezione dall’Italia”. Secondo Boldrini “questo non può essere il modello da utilizzare per risolvere le controversie tra paesi Ue”.
In quanto a Lampedusa, “Il ministro ci aveva dato rassicurazioni che sarebbe stato ripristinato quanto prima il modello del centro d’accoglienza a Lampedusa, poi trasformato in Cie. Mi sembra che questa decisione vada nella direzione opposta”.
- Giovedì 7 Maggio 2009
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Commenti
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Il 7 Maggio 2009 alle 14:18 fercas ha scritto:
ERA ORA!!!!! Cordialità.
Il 7 Maggio 2009 alle 16:21 nhico ha scritto:
Il migrante in Spagna e a Malta, tanto per fare nomi e cognomi, ma non solo lì, viene accolto con le pallottole o lasciato morire in mare, C’è mai stato un salvataggio con naviglio iberico o Maltese? Mai. Ma l’Onu, o meglio i suoi commissari, amano il silenzio quando in quelle terre accadono quelle cose. Sanno che verrebbero subissati di parole e mandati al diavolo con posta prioritaria. Da noi, che tutti accogliamo fino allo sfinimento, invece il nostro commissario dà lezione di morale. Però, si volta la testa dall’altra parte, davanti al numero sempre crescente di italiani che patiscono la fame e che sarebbero prontissimi, in silenzio e in umiltà e in ottemperanza alle leggi che tale materia disciplinano, a riprendere la via dell’emigrazione se avessero dove andare.
Il 7 Maggio 2009 alle 16:42 ghibli100 ha scritto:
finalmente le leggi vengono fatte rispettare
da una parte mi dispiace per loro ma noi , già senza lavoro, non possiamo prendere altra gente che purtroppo per vivere sarebbe costretta a lavorare in nero senza sicurezze o peggio incomincerebbe a delinquere. che li accolgano spagnoli e greci o che la comunità europea si dia da fare
Il 7 Maggio 2009 alle 20:56 Limited Edition » Blog Archive » “Un risultato storico” ha scritto:
[...] “Finalmente le leggi vengono fatte rispettare!” [...]
Il 8 Maggio 2009 alle 18:41 La Chiesa a più voci contro il rimpatrio dei migranti: “Lesi i diritti umani” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Per il ministro dell’Interno Maroni è stata “una giornata storica”, quella di giovedì 7 maggio, in cui 227 migranti, stipati su tre diverse imbarcazioni, sono stati prima soccorsi da tre motovedette della Guardia Costiera italiana e poi riaccompagnati al porto di Tripoli. Non l’hanno vissuta così l’Onu, le opposizioni di sinistra, i vescovi e la Santa Sede. Quest’ultima, tramite Monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i migranti, ha detto che il rimpatrio dei clandestini in Libia ha violato le norme internazionali sui diritti dei rifugiati. E non è la prima volta che il Vaticano prende di mira le proposte del responsabile del Viminale. Nel giugno del 2008 sempre Marchetto bocciò la decisione del governo italiano di istituire il reato di immigrazione clandestina. Anche se, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, si era affrettato a dichiarato che il presule non parla a nome della Santa Sede. Stavolta, mentre un altro barcone con 77 migranti, che era in difficoltà al largo delle coste libiche, è stato riportato nel porto di Tripoli (dopo essere stata rimorchiata da un mezzo in servizio presso una piattaforma dell’Eni), Marchetto ha criticato anche alcune note del pacchetto sicurezza come la denuncia degli irregolari da parte dei medici destinata a creare difficoltà all’integrazione. “La normativa internazionale, alla quale si è appellata anche l’Onu” ha ricordato monsignor Agostino Marchetto “prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati rifugiati presunti”. “Capisco che gli attuali flussi misti complicano le cose anche per i governi” ha aggiunto il presule, “ma c’è bisogno comunque di rendere operative le norme concordate e riaffermate più volte nelle sedi internazionali”. Monsignor Marchetto ha poi ribadito la sua convinzione, già espressa più volte, ma non sottoscritta dalle massime autorità ecclesiastiche, che la legislazione italiana in materia migratoria sia macchiata da un “peccato originale” rappresentato dalla volontà di “criminalizzare gli emigranti irregolari”, una realtà di fronte alla quale “i cittadini sono posti e devono giudicare”. Negare di fatto ai clandestini il diritto alle cure e all’educazione per i figli, pena la denuncia, ha osservato Marchetto, rappresenta: “una evidente violazione dei diritti fondamentali della persona”. “Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Per quanto mi riguarda” ha concluso “cerco solo di rappresentare la dottrina sociale della chiesa che, nel valutare la soluzione ad un problema impone di verificare non solo se è efficace, ma se è giusta”. Ma critiche all’azione italiana sono giunte anche dall quotidiano Osservatore Romano che venerdì ha scritto: “Diverse organizzazioni umanitarie hanno espresso critiche nei confronti di questa operazione. Preoccupa il fatto” scrive il giornale vaticano “che fra i migranti possa esserci chi è nelle condizioni di poter chiedere asilo politico. E si ricorda anzitutto la priorità del dovere di soccorso nei confronti di chi si trova in gravi condizioni di bisogno. I migranti” prosegue il quotidiano d’Oltretevere “devono poi essere ricoverati presso strutture che possano fornire adeguate garanzie di assistenza e di rispetto dei diritti umani”. A esprimere la propria preoccupazione c’è anche la Cei. A farsi portavoce dei vescovi è padre Gianromano Gnesotto, direttore dell’ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi. “Se questo presunto reato di clandestinità non viene in qualche modo modificato “afferma alla radio Vaticana” subiremo delle conseguenze notevoli non soltanto per quanto riguarda gli immigrati, ma anche per quanto riguarda i diritti fondamentali quali quelli della salute o dell’istruzione. Indubbiamente, nel dibattito politico” prosegue Gnesotto “sembra che questo sia un punto che alcune forze politiche tengono fermo”. [...]
Il 8 Maggio 2009 alle 23:29 romezz ha scritto:
piccola nota di diritto costituzionale, ART 10 della costituzione ITALIANA:
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
http://www.quirinale.it/costit.....uzione.htm
ora… soccorrere dei migranti è riconosciuto dal diritto internazionale. la NOSTRA costituzione prevede che tali norme vengano racepite e applicate. quindi era INCOSTITUZIONALE mandarli indietro. soprattutto SENZA verificare se ci fossero o meno a bordo persone aventi diritto di ASILO.
meditate gente… il caro Maroni ha detto una bella stupidaggine che va contro la costituzione del nostro paese. chiedete ai professori di diritto costituzionale!
Il 9 Maggio 2009 alle 15:38 persone « lo scorfano ha scritto:
[...] Il ministro degli Interni, Roberto Maroni:«Un risultato storico». [...]
Il 11 Maggio 2009 alle 16:15 Respingere o accogliere? Dal Consiglio d’Europa e da Fini critiche al governo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Respingere o accogliere? Sicurezza o integrazione? La polemica intorno ai respingimenti degli immigrati intercettati nel Mediterraneo e riportati in Libia va avanti. Non si ferma la linea dura voluta dal ministro dell’Interno Maroni e avvallata pubblicamente da Berlusconi. E non si fermano le critiche all’Italia da organismi internazionali e organizzazioni religiose. L’ultimo caso è il lamento del Consiglio d’Europa (organismo indipendente dall’Ue, che riunisce 47 paesi e si occupa dei diritti umani), per bocca del commissario Tomas Hammarberg, che aveva già criticato le politiche di Maroni in passato. “Il respingimento degli immigrati clandestini verso la Libia “è un’iniziativa molto triste”, che “mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo” sostiene Hammarberg. Ma la sua critica non è rivolta solo all’Italia: “anche l’Unione europea deve essere più responsabile e seria, mettendosi all’ascolto di quei Paesi come l’Italia o Malta che a nome di tutta l’Unione devono affrontare questa sfida”. “Spero davvero che l’Unione europea aiuti maggiormente l’Italia”, ha concluso il commissario. A cui ha risposto il ministro degli Esteri Frattini: ‘’Una soluzione è fare in modo che le richieste di asilo partano direttamente dai Paesi di origine e transito’’. Per questo Frattini invita l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ad aprire un ufficio ad hoc in Libia. Anche perché, spiega, “in media, su 100 persone la metà chiede asilo e di queste la metà lo ottiene”. Secondo l’Unhcr le cifre sono più alte: il 75% degli sbarcati chiede asilo e di questi lo ottiene circa il 50%. [...]
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