- Tags: Carroccio, Lega, Matteo-Salvini, metrò, milanesi, Milano, provocazione
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“Tra dieci anni i milanesi saranno minoranza e finiremo per riservare loro dei posti sul metrò come si faceva per i mutilati e gli invalidi di guerra, intanto chiediamo all’Atm la possibilità di riservare una o due carrozze alle donne, italiane e no, viste le centinaia di denunce di aggressioni, palpeggiamenti, insulti,apprezzamenti pesanti che le donne subiscono ogni giorno”: Matteo Salvini, classe ‘73, onorevole leghista e candidato alle europee, con la sua proposta ha scatenato oggi una valanga di reazioni critiche.
A partire da quella del segretario del Pd, Dario Franceschini: “L’odierna proposta del leghista Salvini di riservare ai milanesi dei posti a sedere sulla metro e sugli autobus conferma la giustezza delle critiche al ddl sicurezza, accostato alle leggi razziali del 1938“. Per seguire con una vera e propria valanga proveniente anche dai colleghi di maggioranza del partito di Umberto Bossi. “Mi appello al sindaco: butti fuori la Lega dalla giunta”, taglia corto il capogruppo del Pd a palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino. Che affonda il colpo: “Si tratta di una proposta da Ku Klux Klan che istiga al razzismo e alla violenza. Salvini per quattro preferenze contribuisce ad alimentare il clima dell’odio di fronte al quale non si può che rispondere sbattendo la porta”. E a censurare l’idea c’è anche Aldo Brandirali, del Pdl: “L’unico modo per applicare la proposta del deputato è mettere stelle sul petto, di diversi colori, a seconda della razza”. Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha assicurato che la sicurezza dei mezzi pubblici è già garantita. “A Milano servono più agenti per la sicurezza e non le sparate di Salvini”, ha detto il presidente della Provincia Filippo Penati.
Sorpreso ma non troppo, Matteo Salvini, che, interpellato dall’Ansa, ha fornito una propria versione sull’accaduto, definendo “una battuta, una provocazione” l’ipotesi di destinare delle vetture ai soli milanesi. “Mai parlato di vetture destinate agli extracomunitari, sfido chiunque a dire il contrario!” ha detto. “Stamani piuttosto, rispetto alle giuste lamentele espresse dalla nostra candidata alle provinciali Raffaella Piccinni, che ha ricordato come le donne non possano più sentirsi sicure su alcune linee dei mezzi pubblici a Milano, causa l’invadenza e la maleducazione di molti extracomunitari che non hanno alcun rispetto delle donne, cosa verificabile da chiunque prenda un mezzo pubblico e abbia gli occhi per vedere, ho proposto di riservare dei posti alle milanesi così come si faceva per gli invalidi di guerra e del lavoro. Perchè su alcune linee del metrò e dei bus il livello di insicurezza è così alto per i passeggeri che saremo costretti a chiedere a breve dei posti riservati per le persone per bene”.
Soddisfatta della sua proposta è Raffaella Piccinni - tassista, scrittrice, appassionata di gialli (ha una rubrica fissa su Milanonera Web Press) e adesso giovane candidata per la Lega alle provinciali milanesi: “ho chiesto vetture destinate alle donne e ciò ha rivelato la realtà. “Io faccio la tassista” ha spiegato “mi si è rotto il taxi e ho preso il metrò di sera: ho constatato che è un girone dantesco, zingari che sfruttano i bambini per chiedere l’elemosina, furti a raffica, donne in reale pericolo. Così stamattina ho detto che sarebbe bello fare un vagone per sole donne. Non ho proposto vagoni separati per extracomunitari, ma per donne”.
“Però” aggiunge “se la mia provocazione di chiedere carrozze per donne ha suscitato le solite reazioni con accuse di razzismo, che non stanno nè in cielo nè in terra, sono contenta. Perchè almeno per un giorno i signori di Palazzo escono dalle loro stanze ed entrano in contatto con la realtà.”. “Quanto al razzismo” conclude Piccinni, 35 anni leader del Sindacato autonomo dei tassisti professionisti “quello vero è quello dei politici italiani verso gli italiani”.
- Giovedì 7 Maggio 2009
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Commenti
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Il 8 Maggio 2009 alle 2:54 vincenzoaliascontadino ha scritto:
QUANTO ME PIASCE L’OMO
Qualcuno dirà non c’è più religione! Ma la verità che l’uomo ha perso la via dell’amore e dell’onore nel leggere giornali Politici o vedere Talk show alla tv da parte di personaggi che nel fare spettacolo spettegolano con miagolii e graffi sadici. Ecco la trappola a Silvio Berlusconi o com’è successo a me nel vedersi confiscata come un criminale, la sudata pensione costruita in 43 anni. Tutti diventato, Ponzio Pilato e Iscariota, ma ricordarsi d’essere omini mai come i Talebani che uccidono per amore di un “ Dio” Hezbollah che amano il prossimo facendosi pagare il pedaggio nell’attraversare i propri quartieri, terroristi Hamas o pardon “ Onorevoli ” definiti da baffino “ che sequestrano soldati quanto non li trucidano facendoli a pezzi, poi ci sono quei coglioncelli di pirati che la fanno in barba alla burocrazia. Insomma, un mondo perfetto, ma l’uomo, inteso in senso lato e pregnante è una delusione: senza amore e senza cervello, perché se l’ha sucato e sbiancato! Infatti, molotoviani e terroristi siedono in parlamento“ onorevolizzati” in nome di Caino, mentre Abele l’ha preso, a quel posto dall’uccello padulo!
Il 8 Maggio 2009 alle 12:53 Metrò riservato ai milanesi: per Fini offende la Costituzione » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Se si legge la Costituzione certe proposte non si fanno perché sono lesive della Costituzione stessa e delle persone, qualsiasi sia il colore della pelle, la razza e la lingua”. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a chi gli chiedeva un commento alla proposta avanzata dal leghista Matteo Salvini di destinare dei vagoni della metropolitana milanese alle donne e ai milanesi. “Basta leggere la Costituzione per capire che proposte come quella non si fanno”, ha chiosato Fini dopo aver precisato che “il presidente della Camera ha il dovere di essere imparziale nel dibattito politico tra maggioranza e opposizione”. Non si placano quindi le poleniche suscitate ieri dalla proposta del deputato della Lega, che oggi torna all’attacco e nella sua rubrica su Affaritaliani.it attacca Gianfranco Fini: “Il presidente della Camera ci ha rotto le balle”. “Io votavo per Fini ma c’ha proprio rotto le balle con ’ste difese di clandestini, islamici e zingari”, è l’eco - riferisce Salvini - che giunge dal banco di frutta e verdure regolarmente vendute “con tanto di scontrini fiscali, mica come quegli str…. (due abusivi che vendono limoni, carciofi, rapanelli e insalata) che non pagano una lira di tasse e mi portano via il lavoro”. “I rompicoglioni sono a livello generalizzato - dice Salvini - ma è evidente a chiunque prenda i mezzi che coloro che rendono meno sicuri e meno gradevoli i viaggi sono gli immigrati e i clandestini. Non vorremmo che fra qualche anno ci dovranno essere posti riservati alla gente per bene come i milanesi e gli italiani visto che altri non sono altrettanto educati, simpatici e carini”. “Innanzitutto scriveremo al presidente di Atm chiedendogli di valutare la possibilità di riservare alle donne di tutte le razze e fedi calcistiche dei vagoni riservati viste le centinaia di aggressioni e molestie che devono subire tutti i giorni”, anticipa ancora Salvini. [...]
Il 8 Maggio 2009 alle 13:32 fabioto70 ha scritto:
mi sembra una proposta intelligente quella di riservare vetture alle sole donne. una proposta fattibile, intendendo per donne anche i trans.
Il 20 Maggio 2009 alle 19:01 Migranti, triplice affondo dei cattolici: “Respinti su strade di fame e morte” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Famiglia Cristiana, la Cei, l’Arcivescovo di Milano. Insieme, a più voci, per un unico bersaglio: la politica del governo per il contrasto all’immigrazione clandestina. Parte la Cei. E va all’attacco contro la decisione delle “nostre autorità di riportare sulle sponde africane coloro che cercavano di raggiungere il nostro Paese”, perché corrisponde a farli tornare indietro “su strade di fame e di morte che già conoscevano: non tutti erano bisognosi di asilo, non tutti santi, ma poveri lo sono di certo”. Così scrive il bollettino del Sir, l’agenzia stampa dei vescovi, monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, presidente del Comitato scientifico delle Settimane Sociali e vescovo di Ivrea. Monsignor Miglio, a pochi giorni dall’inizio dell’assemblea generale dei vescovi italiani, restituisce un quadro complessivo della posizione della Chiesa sul dibattito relativo all’immigrazione in corso nel nostro Paese. Il vescovo disegna un parallelo fra gli episodi di questi giorni e quanto avvenuto nei rapporti con i flussi migratori dall’Albania negli anni ‘90. Gli albanesi di allora erano “naufraghi sepolti in mare”, scrive il vescovo, così come “naufraghi del mare e della vita” sono “questi ultimi, con i loro stracci e i loro occhi che ci interrogano sulla nostra crisi e specialmente sulle nostre pubblicità tese a farci consumare di più e di tutto. Sono stati riportati d’autorità su strade di fame e di morte che già conoscevano: non tutti erano bisognosi di asilo, non tutti santi, ma poveri lo sono di certo e in questa occasione sono divenuti assai simili a Cristo, scaricato da Pilato a Erode e viceversa; i due in quel giorno divennero amici, dopo essere stati nemici. A questa cronaca triste e umiliante si sono aggiunte le proposte - poi declassate a battute - di un inedito apartheid da sperimentare a Milano”. [...]
Il 21 Maggio 2009 alle 8:36 Migranti, triplice affondo dei cattolici: “Respinti su strade di fame e morte” « Ilcorsarorosso ha scritto:
[...] Famiglia Cristiana, la Cei, l’Arcivescovo di Milano. Insieme, a più voci, per un unico bersaglio: la politica del governo per il contrasto all’immigrazione clandestina. Parte la Cei. E va all’attacco contro la decisione delle “nostre autorità di riportare sulle sponde africane coloro che cercavano di raggiungere il nostro Paese”, perché corrisponde a farli tornare indietro “su strade di fame e di morte che già conoscevano: non tutti erano bisognosi di asilo, non tutti santi, ma poveri lo sono di certo”. Così scrive il bollettino del Sir, l’agenzia stampa dei vescovi, monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, presidente del Comitato scientifico delle Settimane Sociali e vescovo di Ivrea. Monsignor Miglio, a pochi giorni dall’inizio dell’assemblea generale dei vescovi italiani, restituisce un quadro complessivo della posizione della Chiesa sul dibattito relativo all’immigrazione in corso nel nostro Paese. Il vescovo disegna un parallelo fra gli episodi di questi giorni e quanto avvenuto nei rapporti con i flussi migratori dall’Albania negli anni ‘90. Gli albanesi di allora erano “naufraghi sepolti in mare”, scrive il vescovo, così come “naufraghi del mare e della vita” sono “questi ultimi, con i loro stracci e i loro occhi che ci interrogano sulla nostra crisi e specialmente sulle nostre pubblicità tese a farci consumare di più e di tutto. Sono stati riportati d’autorità su strade di fame e di morte che già conoscevano: non tutti erano bisognosi di asilo, non tutti santi, ma poveri lo sono di certo e in questa occasione sono divenuti assai simili a Cristo, scaricato da Pilato a Erode e viceversa; i due in quel giorno divennero amici, dopo essere stati nemici. A questa cronaca triste e umiliante si sono aggiunte le proposte – poi declassate a battute – di un inedito apartheid da sperimentare a Milano”. [...]
Il 9 Giugno 2009 alle 16:59 Italiani a Strasburgo: sorprese, volti nuovi e grandi ritorni. Ecco la gallery » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] New entry: l’exploit friulano di Debora Ottima la performance per la novità targata Pd Debora Serracchiani: con le sue quasi 74mila preferenze, la giovane avvocato (che El Paìs aveva ribattezzato la Obama italiana, all’indomani del suo intervento critico, scaricato migliai di volte da YouTube, contro i leader del Pd durante un’assemblea dei circoli friulani del partito) fa tirare un sospiro di sollievo al Pd. La 38enne vice capogruppo nel Consiglio provinciale di Udine, numero tre della lista Pd nella circoscrizione Italia Nord Orientale, supera nella sua regione - il Friuli - anche i voti del capolista Pdl Silvio Berlusconi (64.286). “Mi sveglio, un occhio ai dati e… in Friuli Venezia Giulia Debora batte ‘papi’ 73.910 a 64.286″ si legge sulla pagina di Facebook della candidata. Notevole il distacco, sempre su scala regionale, anche con il capolista Pd Luigi Berlinguer, fermo a 11.244 preferenze. Il Nord premia anche il leghista Matteo Salvini (70.021) e Mario Borghezio (48.290). Si occuperà di Europa d’ora in poi anche Lara Comi (oltre 63mila), finita in mezzo alle polemiche sulle veline del Pdl e che è stata coordinatrice del partito in Lombardia per i giovani. [...]
Il 9 Giugno 2009 alle 19:46 Italiani a Strasburgo: sorprese, volti nuovi e grandi ritorni. « Ilcorsarorosso ha scritto:
[...] New entry: l’exploit friulano di Debora Ottima la performance per la novità targata Pd Debora Serracchiani: con le sue quasi 74mila preferenze, la giovane avvocato (che El Paìs aveva ribattezzato la Obama italiana, all’indomani del suo intervento critico, scaricato migliai di volte da YouTube, contro i leader del Pd durante un’assemblea dei circoli friulani del partito) fa tirare un sospiro di sollievo a Franceschini. La 38enne, vice capogruppo nel Consiglio provinciale di Udine, numero tre della lista Pd nella circoscrizione Italia Nord Orientale, supera nella sua regione – il Friuli – anche i voti del capolista Pdl Silvio Berlusconi (64.286). “Mi sveglio, un occhio ai dati e… in Friuli Venezia Giulia Debora batte ‘papi’ 73.910 a 64.286″ si legge sulla pagina di Facebook della candidata. Notevole il distacco, sempre su scala regionale, anche con il capolista Pd Luigi Berlinguer, fermo a 11.244 preferenze. Il Nord premia anche il leghista Matteo Salvini (70.021) e Mario Borghezio (48.290). [...]
Il 20 Luglio 2009 alle 18:27 Una giornata con il leghista Salvini. La politica secondo Matteo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Arriva alle 10 e mezzo puntuale: capelli corti, un po’ di barba, orecchino al lobo sinistro, polo verde e jeans, scarpe da barca. Saluta come i più giovani, con la mano che si chiude a pugno sull’altra all’altezza del petto. Sale in macchina, una Volvo, accende la radio. È Radio popolare. “Sì, ascolto molto anche Radio 24, e Radio Padania naturalmente”. Si sintonizza subito sulle frequenze dell’emittente leghista. Poi preme il tasto che passa al compact disc. È Fabrizio De André. “Non vorrete mica chiedermi perché ascolto De André, spero”. Inizia così la giornata di Panorama in compagnia di Matteo Salvini (qui il sito ufficiale). Un sabato qualunque alle calcagna di un politico non qualunque. Uno che divide come pochi: ogni volta che apre bocca, specialmente in questi ultimi tempi, viene fuori un quarantotto. Suscita simpatia, ammirazione, empatia. Ma in egual misura genera astio, biasimo, malevolenza. Come, per esempio, quando ha proposto vagoni delle metropolitane riservati ai milanesi. Oppure, da ultimo, quando su Youtube è comparso un filmato (qui il VIDEO incriminato) in cui intonava coretti da stadio contro i tifosi napoletani. Tanti hanno chiesto il suo scalpo. Lui si è dimesso dal Parlamento, ma solo perché è stato eletto a Strasburgo. Doveva scegliere e ha scelto. Il resto è questo racconto dietro le quinte per provare a capire qualcosa di più di un uomo di 37 anni con due passioni viscerali: la politica e il Milan. Per toccare con mano, al di là del personaggio, il fenomeno Lega nord sul territorio. Un radicamento che si è cementato nel corso di questi ultimi anni e che rappresenta la vera essenza del partito. Le recenti elezioni amministrative ed europee lo hanno detto chiaro: la forza del Carroccio sta in tutti quegli amministratori locali, sindaci, consiglieri provinciali e regionali che fanno politica porta a porta. Che curano personalmente anche l’ultimo dei loro potenziali elettori. [...]
Il 22 Luglio 2009 alle 19:12 Bus, tram e metro: Milano deve dire sì agli autisti extracomunitari. Scacco alla Lega? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Una decisione che l’ex deputato della Lega (e capogruppo del suo partito al Comune di Milano) non avrebbe mai potuto accettare, lui che era arrivato a proporre carrozze riservate sui mezzi pubblici per i milanesi doc. E infatti, è sbottato: “Chiamerò immediatamente Catania (presidente dell’ATM, Ndr) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi“. [...]
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