
Antonio Barbone è nato a Foggia. Fino a qualche anno fa era un noto e brillante commercialista. Sposato, due figli. Una vita appagante e densa di impegni. Poi il tracollo: incombe il divorzio, la perdita del lavoro, della serenità. La vita gli sfugge letteralmente di mano; tra alimenti da pagare, figli da mantenere e lo studio da commercialista da portare avanti. Antonio non ce la fa a risalire e crolla. Perde tutto, ogni cosa. Non gli rimane altro che scegliere un’alternativa impensabile prima di allora: diventa un clochard.
Il cambiamento di rotta segna inevitabilmente il suo percorso tanto da voler far conoscere a tutti la propria triste vicenda umana e personale. E lo fa in modo assolutamente singolare, ovvero attraverso la candidatura a sindaco di Foggia.
La notizia fa il giro del Paese, ripresa da tutte le agenzie e rilanciata da tutti i media (tv, web, giornali), per nulla insospettiti da quel cognome ironico e rivelatore del destino dell’uomo.
E infatti, ecco il colpo di scena. Quella di Antonio Barbone è solo una storia, un racconto. Il clochard non esiste. Il protagonista della vicenda è un simbolo che nasce con lo scopo di far riflettere la cittadinanza su un problema assai radicato, quello dei senza fissa dimora. Autore ed inventore del personaggio in questione è Emiliano Moccia, direttore del quotidiano Il FogliodiVia, il giornale di strada dell’Associazione di volontariato “Fratelli della stazione”, che da anni si occupa prevalentemente di migranti e senza tetto che vivono in completo stato di abbandono nei pressi dello scalo ferroviario della città. “L’idea è nata quasi un anno fa, in vista di queste elezioni amministrative. Ed è la conclusione ideale di un percorso di sensibilizzazione ed informazione su senza fissa dimora e migranti che portiamo avanti da diversi anni: prima la nascita del giornale di strada FogliodiVia, poi l’organizzazione delle giornate interetniche e della notte dei senza dimora” dice Moccia a Panorama.it.
E aggiunge: “La nostra intenzione era di candidare realmente uno dei senzatetto che incontriamo in stazione, ma non è stato facile perché non hanno la residenza anagrafica”. E allora Moccia decide di dar vita ad un sindaco virtuale, “con la speranza che i veri candidati sindaci raccolgano le proposte, diano un’occhiata al blog e si mettano quanto meno in discussione”. Un programma elettorale stringato, suddiviso in dieci punti salienti: la costituzione di un dormitorio comunale, una mensa per poveri, bagni pubblici dedicati, un centro diurno per senzatetto, l’attuazione della “via per i poveri’, la figura del consigliere aggiunto per i migranti, un osservatorio permanente sulle povertà, politiche di inclusione per chi vive in fragilità sociale ed altro ancora. Con tanto di slogan accattivante (“Meglio un sindaco povero che un povero sindaco”) e di un sito sul quale scorrono, uno dietro l’atro, messaggi di ammirazione e sostegno per il pseudo primo cittadino della città pugliese, nonostante sia una leggenda. “Il blog è a disposizione di tutti, in modo particolare dei veri candidati sindaci (ben nove, ndr), possono copiare, prendere spunti, approfondire”, aggiunge Moccia. “Il sogno è che almeno uno dei punti riportati nel programma venga attuato dalla prossima amministrazione comunale. Speriamo che la classe politica capisca il senso dell’iniziativa”.
Al momento, la reazione è di stupore, ma c’è la volontà da parte dei candidati foggiani di leggere il programma dell’antagonista virtuale. Lo conferma a Panorama.it Elisabetta Menga, giornalista locale: “Nessuno, nemmeno gli ideatori del candidato che non c’è, avevano immaginato una tale risonanza a livello mediatico, ma adesso la provocazione è stata lanciata e i politici locali saranno tenuti quanto meno a dare un’occhiata a questo programma”. Così ha fatto Italo Pontone, candidato nelle liste del Pd. “Non capisco bene il senso di questa provocazione, ma sicuramente, nel corso della campagna elettorale, sensibilizzeremo ulteriormente l’annoso problema dei senza tetto”. Anche se, confida: “L’amministrazione di centro sinistra ha creato un edificio dedicato a questa fascia di popolazione disagiata in cui ci sono stanze che restano solitamente vuote non si è mai registrato un riscontro davvero importante. Spesso ci siamo scontrati con la mentalità di chi sceglie di vivere nelle medesime condizioni”.
Più conciliante Lucia Lambresa, candidata sindaco per il partito di Pierferdinando Casini: “Tutte le provocazioni sono utili quando accendono i riflettori su problematiche serie ed importanti come quello dei senza fissa dimora”, afferma l’esponente Udc. “Per cui ho accolto favorevolmente l’iniziativa dei redattori del giornale” dice a Panorama.it . “Nel nostro programma daremo molto risalto e spazio a queste tematiche. Leggerò e valuterò attentamente quanto viene suggerito nella lista in questione confrontandola con la realtà foggiana”.
Ad Antonio Barbone sarà dedicato un intero numero di Foglio di Via, che sarà diffuso come sempre dai poveri. Il sasso stato lanciato, si attendono riscontri.
- Sabato 9 Maggio 2009
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