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	<title>Italia &#187; Da Crevalcore alla strage di Linate, manager alla sbarra. Sempre assolti</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Da Crevalcore alla strage di Linate, manager alla sbarra. Sempre assolti</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 17:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina bassi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nessuno degli imputati delle Fs per l'incidente che nel 2005 causò 17 morti è stato condannato, per i giudici fu un errore umano. I machinisti commentano: "È colpa sempre di chi muore". In passato pochi dei dirigenti a processo hanno pagato, l'attesa per i casi Thyssen ed Eternit]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/05/11/4a085aa360928_zoom.JPG" alt="Crevalcore, incidente ferroviario" width="500" border="0" /></p>
<p>&#8220;È colpa sempre di chi muore&#8221;. L&#8217;amaro commento dei macchinisti fuori dall&#8217;aula del processo per il disastro di Crevalcore, 17 morti il 7 gennaio 2005, rischia di diventare un ritornello sentito già troppe volte. Sono rari infatti i casi in cui dirigenti e amministratori delle aziende coinvolte in incidenti mortali vengono condannati a pagare un prezzo per le proprie responsabilità. Sia che si tratti di tragedie sul lavoro, aeree oppure ferroviarie.</p>
<p>Oggi è stata la volta di Crevalcore. Mauro Moretti, all&#8217;epoca dei fatti amministratore delegato di Rfi, attualmente amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, e tutti gli altri nove dirigenti delle Fs che erano imputati per il disastro di Bolognina di Crevalcore, che il 7 gennaio 2005 provocò 17 morti e decine di feriti sulla linea Bologna-Verona nello scontro fra un treno interregionale e un merci, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Lo ha deciso il gup di Bologna Andrea Scarpa a conclusione del giudizio abbreviato.</p>
<p>Imputati oltre a Moretti erano Michele Mario Elia, ex direttore tecnico Rfi poi amministratore delegato, Giancarlo Paganelli, dirigente di Movimento, e sette dirigenti locali. Le ipotesi di accusa erano di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Lo stesso pm Enrico Cieri aveva chiesto l&#8217;assoluzione per tutti. Davanti al palazzo che ospita gli uffici del gip questa mattina c&#8217;è stato un presidio dei macchinisti.</p>
<p>L&#8217;inchiesta condotta da Cieri e dall&#8217;allora procuratore Enrico Di Nicola aveva potuto contare su cinque consulenze tecniche, che avevano stabilito che a causare lo scontro sul binario unico di Bolognina di Crevalcore fu un errore umano, il mancato rispetto di un segnale giallo e del successivo rosso, entrambi &#8220;bucati&#8221; dal macchinista dell&#8217;interregionale 2255 diretto a Bologna e schiantatosi contro un treno merci carico di putrelle d&#8217;acciaio proveniente dalla direzione opposta.</p>
<p>Cieri e Di Nicola avevano già concluso l&#8217;inchiesta con richieste di archiviazione per Moretti, Elia e Paganelli, ma il gip Rita Zaccariello aveva deciso una imputazione coatta. Nella richiesta di archiviazione era comunque stato sottolineato che &#8220;il sistema ferroviario sconta un forte ritardo nell&#8217;istituzione di un moderno ed efficace apparato di sicurezza&#8221;. Ma - secondo la procura - era difficile muovere rimproveri a singole persone fisiche. La procura aveva chiesto invece il rinvio a giudizio dei sette dirigenti locali. A loro era imputato il mancato avvertimento telefonico al macchinista del treno passeggeri e di non aver diminuito la presunta pericolosità del posto di movimento di Bolognina. Ma l&#8217;avvertimento telefonico era solo una indicazione di buon senso (e i telefoni sui convogli non funzionano bene), visto che l&#8217;unico sistema di comunicazione è la segnaletica ferroviaria. E poco potevano fare i dirigenti locali per modificare la situazione di Bolognina. Di questo si era convinto anche il pm dopo i documenti e le indagini difensive degli avvocati dei dirigenti locali, che così aveva chiesto l&#8217;assoluzione anche per loro.&#8221;È andata come doveva andare&#8221;, ha commentato l&#8217;avvocato Armando D&#8217;Apote, difensore di Mauro Moretti. &#8220;Secondo me&#8221;, ha aggiunto D&#8217;Apote, &#8220;le ferrovie italiane, le più sicure al mondo nonostante la tragedia di Crevalcore, meritavano questo. E Moretti per primo si è guadagnato l&#8217;assoluzione&#8221;. Di segno opposto le reazioni dei macchinisti. &#8220;È colpa sempre di chi muore&#8221;, ha dichiarato uno di quelli che hanno atteso la decisione del gup Andrea Scarpa davanti al palazzo che ospita gli uffici del gip. &#8220;È inaccettabile&#8221;, hanno aggiunto i macchinisti, &#8220;che un errore umano possa causare una strage. Noi non abbiamo nessun interesse corporativo. Il nostro unico interesse è portare la pelle a casa, è solo un questione di sicurezza&#8221;.</p>
<p>Il processo per il disastro di Linate, dove l&#8217;8 ottobre 2001 morirono 118 persone, ha visto <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/linate-cassazione/linate-cassazione/linate-cassazione.html" target="_blank">condannare</a> cinque degli imputati tra dirigenti e controllori di volo. Ma il direttore dell&#8217;aeroporto e quello degli scali milanesi sono stati assolti. Tutti assolti anche i dirigenti e i tecnici delle Ferrovie dello Stato sotto processo per il deragliamento del <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/07/Tutti_assolti_per_strage_del_co_0_0103076136.shtml" target="_blank">Pendolino</a> a Piacenza il 12 gennaio 1997. L&#8217;incidente provocò otto morti.</p>
<p>Per il disastro aereo di Villafranca, 49 morti il 13 dicembre 1995, sono stati stabiliti la responsabilità civile del ministero dei Trasporti e i risarcimenti ai parenti delle vittime. Ma nel 2006 gli atti sono stati trasferiti e il processo <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/08/verona-aereo-precipitato-dopo-11-anni-processo.html" target="_blank">va rifatto</a>. Anche i dirigenti della Williams sono stati tutti <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/12/17/senna-fine-della-corsa-tutti-assolti.html" target="_blank">assolti</a> dall&#8217;accusa di aver provocato la morte di Ayrton Senna, a Imola il primo maggio 1994. Per il disatro dell&#8217;Atr 72 della Tuninter precipitato il 6 agosto 2005 al largo delle coste palermitane, che causò 16 vittime, invece i manager della compagnia tunisina sono stati <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_23/condanne_atr72_aereo_caduto_62eaac46-17aa-11de-b00e-00144f486ba6.shtml" target="_blank">condannati</a>. L&#8217;attesa ora è per i casi Thyssen ed Eternit.</p>
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