- Tags: Antonio Di Pietro, candidati, Dario Franceschini, elezioni, europee, Idv, lite, Pd, pdl, sinistra, Strasburgo, voto
- 4 commenti

L’appello, che viene niente meno che dal leader del Pd, è forte: “Non votate per protesta Di Pietro”(alle prossime europee, ndr) ; è in gioco la democrazia”. Parole destinate a lasciare il segno.
Che i rapporti con Di Pietro non siano, da tempo, più rosei, si sa. Tante (troppe) le polemiche sul modo e sui contenuti del fare opposizione. Stavolta, però, Dario Franceschini - preso in mezzo tra chi nel proprio partito spinge per un’altra alleanza con i centristi dell’Udc (Rutelli, Letta etc…) e chi (come D’Alema) chiede di abbandonare l’Idv al proprio destino - riesce nella duplice impresa: il suo “consiglio” scatena, a stretto giro di posta, le ire dell’Italia dei Valori così come pure del Popolo della Libertà.
Questa, la risposta piccata di Antonio Di Pietro: “Dario Franceschini ha mostrato oggi tutta la sua disperazione elettorale. Siamo noi il vero voto utile”. Idea, in verità, più volte ribadita dall’Idv, che da mesi va sostenendo di essere l’unica e vera opposizione al governo. Insomma, scene da una coalizione in via di sfarinamento, a sinistra.
Ad accendere la miccia è stato il duplice appello a votare Pd rivolto agli elettori. Prima in un appuntamento pubblico al teatro Eliseo di Roma e poi ospite della trasmissione in Mezz’ora di Lucia Annunziata, Franceschini ne approfitta per fare chiarezza sulle conseguenze che avrà il risultato che uscirà dalle urne nel week end del 6 e 7 giugno. Il “rischio”, avverte, è “di risvegliarci in un Paese con un padrone assoluto”. E più tardi lo stesso leader Democratico rincara la dose: “Il giorno dopo le elezioni” sostiene “si capirà se Berlusconi ha stravinto o se c’è ancora un equilibrio di forze. Bisogna suonare un campanello d’allarme”. Dunque no “all’astensione o al voto di protesta, perché quello per Antonio Di Pietro non può essere altro che un voto di protesta”.
Che la partita elettorale per Strasburgo si trasformi in una gara a due tra Pd e Pdl non piace ai partiti della sinistra radicale, ma soprattutto al leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro che, chiamato in causa, passa al contrattacco: “Chi non ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi in prima persona” osserva l’ex pm”non ha titolo per chiedere il voto utile”, a differenza dell’Idv che “testimonia la lotta di chi, negli ultimi anni, ha combattuto in tutti i modi in difesa della democrazia di questo Paese e delle sue Istituzioni”.
Le parole del segretario democratico non piacciono nemmeno a Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del premier Silvio Berlusconi: “Franceschini farnetica sui rischi per la democrazia in Italia che non esistono e che vede solo lui”, sottolinea Bonaiuti che aggiunge: “In realtà teme di essere sconfitto pesantemente da Berlusconi nelle prossime elezioni. Ma ormai dovrebbe essersi abituato”.
Se la prende con Franceschini anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: “Con quanti gol di scarto il Pd perderà la sfida europea con il Pdl” osserva il leader del Prc “è un problema che interessa solo la panchina di Dario Franceschini, ma non riguarda certamente le sorti del campionato e del Paese”.
Certo che, ripercorrere “in solitaria” la corsa della campagna elettorale, potrebbe non essere di buon auspicio per i Democratici. Per dire, all’allora segretario Veltroni, che in questo modo traduceva il teorico concetto della “vocazione maggioritaria” del Pd, a qualche settimana dal voto politico 2008, non andò granché bene, quando invitò gli elettori (e non solo i propri) al “voto utile”, a non dare cioè preferenze alla sinistra radicale (con la quale era al governo, sotto le insegne dell’Unione prodiana). Ad accorgersi dello sfortunato ricorso storico è il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini: “Il rilancio del ‘voto utile’ è il segno della mancanza di argomenti di Franceschini e delle difficoltà in cui si dibatte il Pd. Con il voto utile, un anno fa, la sinistra italiana è crollata e il centrodestra ha ottenuto la sua vittoria più grande. Ora si replica, con la prospettiva, per il centrosinistra, di riflessi negativi non solo per le Europee ma anche per province e comuni. Proprio il caso di dire a Franceschini: perseverare diabolicum“.
- Lunedì 11 Maggio 2009
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 11 Maggio 2009 alle 13:12 obiwankenoby ha scritto:
E questi due SINISTRI INDIVIDUI, vorrebbero governare l’Italia..
CHE DIO CE NE SCAMPI E LIBERI..
ho in mente 2 soluzioni:
1) Sul satellite con E. Fede e la sorellabrutta di erripotter
2) su di un barcone destinazione mare aperto…
Il 11 Maggio 2009 alle 14:09 fercas ha scritto:
Il PD con Di Pietro raccoglie ciò che ha seminato! Immemori dei precedenti Dipietreschi, se lo sono fatto alleato nella speranza di battere il berlusca invece, zac!!! Il montenerino gli toglie consenso facendo propaganda elettorale contraria! Dopo il “disastro” è subentrato il “mezzo disastro”; come dice l’antico detto: Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!!! Cordialità.
Il 11 Maggio 2009 alle 15:42 vincenzoaliascontadino ha scritto:
VENGO ANCH’IO ALLE EUROPEE? NO, TU NO!
Sarà perché ci saranno le elezioni per le Europee sarà che stimola come un farmaco purgante a
mezze calzette che esercitando il mestiere del Politico con scranno perenne e glorificatosi a vicenda con pensioncina d’oro come: “ Così fan tutti! ” Certamente andranno a spasso, senza più posticino al sole e, dubito che l’otterranno come accadeva in passato! Dai Casinisti a Di Pietro che vedono il loro sogno dal 1992 imperante, va a farsi friggere: rottamati da Berlusconi che sembra un buldozer e schiacciasassi col 75% di consensi! Persino Bersani tira la barzelletta dell’EURO, dimenticano che questi appena citati non hanno nulla da temere sul cambio raddoppiato per la massaia visto che Wolterloò oltre al Cavalierato, ha pure la pensione di 7000,00€ le tute blu e pensionati percepiscono quest’importo per i loro 35 anni di marchette? Naturalmente lasciamo fuori la Bonino e RNP che elegge pure i terroristi.
Vincenzo Alias Il Contadino
Il 13 Maggio 2009 alle 11:07 La Finocchiaro in corsa per il dopo Franceschini? “Non escludo di candidarmi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Su quest’ultimo fronte, la Finocchiaro pare avere idee piuttosto chiare: premesso che le “alleanze si fanno tra quattro anni”, con l’Idv una convergenza sembrerebbe “naturale” “anche se bisogna verificare molte cose”. E qui, quasi in sordina, arriva la prima stoccata per il partito di Di Pietro: “ci sono posizioni diverse tra noi e l’Idv, come quelle su testamento biologico e il caso Englaro, passarono da una posizione all’altra nel giro di due giorni. Anche sul referendum, Di Pietro lo appoggiò, ora accusa il Pd di essere alleato di Berlusconi. E’ un partito che agisce in modo piuttosto libero e flessibile, ma quando si fa un’alleanza con un grande partito come il Pd bisogna essere chiari, non dubito che un accordo si possa trovare ma si deve cercare”. Come a dire: il Pd resta un partito a vocazione maggioritaria. Ergo, chi si vuole alleare si deve in qualchemodo adeguare. Parole come pietre, precedute dalle dichiarazioni del segretario Franceschini, che dopo mesi era tornato a parlare di “voto utile”, invitando a concentrare le preferenze sul Pd piuttosto che sulla formazione di Antonio Di Pietro. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.