
Certo più avvezzo ai trucchi degli attaccanti che a quelli degli estorsori, Massimo Oddo, 33 anni, terzino destro del Bayern Monaco (in prestito dal Milan), nonché testimonial di Dolce & Gabbana, c’è cascato in pieno. È stato abbordato da un’avvenente fanciulla, una soubrette svizzero-tedesca, e poi paparazzato da un complice in un residence di Monaco.
Quelle foto, una ventina, dovevano servire per ricattare il calciatore (anche se, secondo l’avvocato di Oddo, Andrea Schietti, quelle fotografie erano insignificanti e comunque assolutamente non idonee a incrinare l’unità familiare). Contattato a Monaco, al campione del mondo 2006 è stata offerta l’alternativa: pagare 150 mila euro oppure vedere le foto “compromettenti ” pubblicate sui giornali. Quando Oddo ha rifiutato, la banda non si è persa d’animo. S’è spostata in Italia, a Milano, dove abita la moglie del terzino, Claudia Crivelli, che qualche anno addietro fu complice di Scherzi a parte simulando un finto tradimento con un amico del marito che fece andare in bestia il calciatore.
Alla signora Oddo è stato chiesto un appuntamento per una comunicazione importante e, quando le sono state mostrate le foto, non ha tradito emozione, anzi, è riuscita a ottenere uno “sconto”: 40 mila euro anziché i 150 mila chiesti al marito. Era una finta: Massimo e Claudia si sono diretti dai carabinieri della compagnia Duomo di Milano e d’intesa con il maggiore Giovanni Pellegrino hanno concordato un appuntamento con gli estorsori per chiudere la vicenda con lo scambio foto-denaro. L’appuntamento era in un bar di corso Garibaldi a Milano, dove Oddo si è presentato in tuta e valigetta con 40 mila euro che erano stati fotocopiati dai carabinieri.
All’appuntamento si sono presentati anche i militari dell’Arma in borghese che hanno documentato lo scambio con una telecamera. Poi sono intervenuti, quando l’estorsore ha raggiunto il collega su un’auto poco lontano, recuperando i soldi e catturando i due. La vera sorpresa è stata quando si è scoperto che i due arrestati sono agenti della Polizia di Stato: Stefano Ricci, 43 anni, già sospeso dal servizio, e Cristiano Tomaino, 40 anni (ora agli arresti domiciliari), entrambi di La Spezia dove lavoravano presso il Centro nautico e sommozzatori.
(Domenico Calabrò)
- Lunedì 11 Maggio 2009
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Commenti
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Il 11 Maggio 2009 alle 14:04 fercas ha scritto:
E’ l’ennesima dimostrazione che in Italia rubano tutti, nessuno escluso, ovvero chi non può rubare! Ora si udirà la solita frase: non facciamo di tutta l’erba un fascio; è vero, non facciamola ma, vedere in quest’opera uno delle forze dell’ordine bè, ti fa veramente cadere le braccia!!! Cordialità.
Il 12 Maggio 2009 alle 14:33 fercas ha scritto:
Scusate se torno sull’argomento, cioè le ruberie italiane ma, come si legge oggi su un prestigioso quotidiano, a Lecce 16 agenti della polizia stradale sono stati ammanettati per associazione a delinquere finalizzata alla concussione! Sedici su trentadue del reparto!!! Una cosuccia che andava avanti da circa vent’anni!!! Che succedeva? Succedeva che i servitori dello Stato si facevano pagare dalle ditte per evitare i controlli stradali sulle merci che le stesse trasportavano! La cosa era talmente “normale” che parlando tra loro, gli agenti calcolavano quando sarebbe stata la buonuscita andando in pensione: oltre 40.000 euro, una bazzecola; cioè questi, per un piatto di lenticchie, si sono rovinati la vita e la famiglia!!!!! Come siamo piazzati in Italia! Meditate gente, meditate. Cordialità.
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