“Non escludo di candidarmi alla segreteria, molto dipende da quello che accade adesso”.In casa del Pd, i primi ormeggi sembrano ormai tirati. A dare la prima scossa, in un’intervista a Repubblica tv, ci ha pensato Anna Finocchiaro. In vista del congresso del Pd di ottobre, il capogruppo del partito a Palazzo Madama non ha affatto escluso una corsa in prima persona per l’assise d’inizio autunno.
E , dopo aver dichiarato di apprezzare “molto il modo in cui Franceschini sta reggendo il partito, un modo intelligente serio e rigoroso”, ha aggiunto che “è leggitimo che chiunque ritenga di potersi proporre come segretario si candidi a ottobre perchè ci sia una vera, vera competizione e un momento di dibattito su posizioni diverse, linee politiche, alleanze, quant’altro”.
Su quest’ultimo fronte, la Finocchiaro pare avere idee piuttosto chiare: premesso che le “alleanze si fanno tra quattro anni”, con l’Idv una convergenza sembrerebbe “naturale” “anche se bisogna verificare molte cose”.
E qui, quasi in sordina, arriva la prima stoccata per il partito di Di Pietro: “ci sono posizioni diverse tra noi e l’Idv, come quelle su testamento biologico e il caso Englaro, passarono da una posizione all’altra nel giro di due giorni. Anche sul referendum, Di Pietro lo appoggiò, ora accusa il Pd di essere alleato di Berlusconi. E’ un partito che agisce in modo piuttosto libero e flessibile, ma quando si fa un’alleanza con un grande partito come il Pd bisogna essere chiari, non dubito che un accordo si possa trovare ma si deve cercare”.
Come a dire: il Pd resta un partito a vocazione maggioritaria. Ergo, chi si vuole alleare si deve in qualchemodo adeguare. Parole come pietre, precedute dalle dichiarazioni del segretario Franceschini, che dopo mesi era tornato a parlare di “voto utile”, invitando a concentrare le preferenze sul Pd piuttosto che sulla formazione di Antonio Di Pietro.
Se non è un liberi tutti, poco ci manca. Tanto che la Finocchiaro non ha escluso neppure un’alleanza con l’Udc, partito che sfidò da avversario alle ultime elezioni siciliane (la coalizione capeggiata dal capogruppo Pd al Senato si fermò a poco più del 30%; quella di Raffaele Lombardo, appaoggiata anche dal partito di Salvatore Cuffaro, toccò quota 65%).
Resta da vedere cosa succederà alle elezioni europee ed amministrative di giugno. Da quell’esito, infatti, dipende molto del futuro dell’attuale classe dirigente democratica.
- Mercoledì 13 Maggio 2009
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Il 13 Maggio 2009 alle 11:12 Per la campagna elettorale il Pd chiama i “guru” di Barack Obama » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Finocchiaro in corsa per il dopo Franceschini? “Non lo escludo” [...]
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