In principio fu il guru. Oggi è il caso di dire “Yes, Week End”.
Nel 2001 il centrosinistra, che era nettamente indietro nei sondaggi nella corsa tra Francesco Rutelli contro Silvio Berlusconi, chiamò Stanley Greenberg, il sondaggista (pollster per i più fini) di Bill Clinton, per portare una ventata di novità nella campagna elettorale dell’Ulivo. Greenberg, detto il guru americano, migliorò la situazione di Rutelli e lo portò a pochi punti da Berlusconi, ma il centrosinistra andò all’opposizione.
Ora arrivano i due esperti di new media di Barack Obama a provare a risollevare il Pd. Il prossimo finesettimana per dare una mano al Partito Democratico sbarcheranno a Roma gli americani di Blue State Digital, che hanno inventato la campagna online di Obama. L’obiettivo della due giorni di “brainstorming”, voluta dal responsabile comunicazione del partito, Paolo Gentiloni (lo stesso che nel 2001 portò Greenberg) è quello di potenziare ulteriormente gli strumenti online del partito di Dario Franceschini; in particolare per quanto riguarda la mobilitazione attraverso i social network e la partecipazione dei militanti.
Venerdì 15 maggio, nel pomeriggio, a largo del Nazareno Ben Self e Dan Thain, “gli uomini del presidente” americano saliranno in cattedra per una lectio davvero magistralis: erudire i pionieri italiani del pensiero democratico nelle strategie di comunicazione politica del terzo millennio. Un millennio che è stato anticipato, come spesso accade nella comunicazione politica, negli Usa. Durante la campagna elettorale di Obama, Self si è occupato della gestione del sito internet ufficiale www.barackobama.com, quello su cui l’allora senatore dell’Illinois annunciò la sua partecipazione alla corsa alla Casa Bianca. Il portale gioca un ruolo chiave nella strategia di Obama: permette ai sostenitori del candidato di versare denaro (con la campagna online Obama ha raccolto 200 milioni di dollari e un milione di sottoscrittori), di organizzare incontri, mandare e ricevere sms, gestire enormi volumi di traffico telefonico e traffico web.
Le banche dati del versante social-network del sito, chiamato MyBo, sono in grado di trovare in una determinata zona i volontari più opportuni per un determinato evento e fornire loro nomi, indirizzo, numero di telefono delle 100 persone del quartiere che vogliono votare Obama e di quelle che sono ancora indecise. Con Self nella sede del Pd – e dal partito fanno sapere che potrebbe anche esserci Franceschini e altri big - ci sarà anche Dan Thain, “senior strategist” della Bsd, esperto di strategie email, sviluppo messaggi e contenuti video. Uno dei maggiori videogamer professionisti, Thain ha fondato la sua prima dot.com a 17 anni e, prima di approdare in BSD, era stato il manager della campagna elettorale on line del partito laburista inglese. Niente guru, dunque, tanto più che la campagna per le elezioni europee è in corso; di certo, però, qualche buon consiglio da seguire, così come sta accadendo tra i progressisti in giro per il mondo. Infatti i democrats italiani non sono i soli ad essersi rivolti a Blue State Digital: gli esperti di new media a stelle e a strisce sono stati chiamati anche dai laburisti inglesi, dai socialdemocratici svedesi, dal Labour australiano, dal Fianna Fail irlandese. E nelle prossime settimane i consulenti di Obama saranno in Portogallo e Brasile.
L’ex ministro Gentiloni anticipa a Panorama.it alcune delle tematiche che verranno sviluppate con gli esperti Usa: “Confrontarsi con l’esperienza americana è anche un modo per uscire dalla diatriba, tutta italiana, sul ‘partito leggero’ contro quello ‘pesante’. La vittoria dei democratici di Obama” dice Gentiloni “ci impone di guardare, piuttosto, al futuro, con la partecipazione ondine che rinvia al porta-a-porta, con la mobilitazione attraverso la rete che rafforza il coinvolgimento diretto di milioni di persone. Una trasformazione profonda che non riguarda solo i mezzi della politica, ma la sua identità, sempre più aperta, responsabile, plurale. In una parola, democratica”.
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Commenti
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Il 13 Maggio 2009 alle 10:46 cini ha scritto:
Non appena gli esperti americani si renderanno consapevoli delle esistenti grandi divisioni e totale incoerenza tra la miriade di leader del PD, decideranno di tornare indietro ironicamente dichiarando, (thanks but no thanks), grazie ma no grazie.
Aspettare per credere!!!
Il 13 Maggio 2009 alle 13:31 Paolo Gentiloni » Blog Archive » I “guru” di Barack Obama per il Pd ha scritto:
[...] Leggi l’articolo su Panorama.it [...]
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