Coppa e spada, per la finale di Champions è allarme ultrà

Scontri tra polizia e tifosi del Manchester

Quando 10 giorni fa, al 93° minuto, nello stadio Stamford Bridge di Londra, Andrés Iniesta ha segnato il gol che spediva il Barcellona a Roma, per la finale di Champions league del 27 maggio, al posto del Chelsea, i funzionari della Uefa hanno tirato un sospiro di sollievo. Secondo i dati diffusi a settembre nella riunione annuale sulla coppa organizzata dal ministero dell’Interno olandese, i tifosi del club inglese hanno un poco invidiato primato: nella scorsa stagione sono stati gli ultrà che hanno causato più problemi all’estero, una trentina di episodi, risse nei pub comprese. Al secondo posto proprio i supporter dell’altra squadra finalista di Roma: il Manchester United (28 incidenti). Quindi la rete del Barcellona ha evitato che le due tifoserie più turbolente d’Europa si dessero appuntamento sotto il Colosseo per sei giorni di bagordi (le manifestazioni collegate alla finale cominceranno il 22 maggio). Senza contare che nella graduatoria degli ultrà più cattivi della stagione 2007-08 non figurano spagnoli: terzi quelli dei Glasgow Rangers, poi i sostenitori di Liverpool, Ajax, Anderlecht, Arsenal e, con meno di dieci episodi a testa, quelli di Milan, Roma e Inter.
A preoccupare i responsabili della sicurezza, dalla Digos, guidata da Lamberto Giannini, al Centro nazionale d’informazione sulle manifestazioni sportive (Cnims) del ministero dell’Interno, è il cortocircuito che potrebbe crearsi nell’incontro tra le due tifoserie locali (in particolare quella romanista) con quella inglese. E magari un’alleanza dei Boixos nois del Barcellona (gruppo di estrema destra) con i romanisti (i laziali, invece, sono alleati dei madridisti) contro i Men in black dello United, già protagonisti di scontri nella capitale due anni fa, compreso l’assalto a un pullman dell’Esercito.
I giornali britannici nelle scorse settimane hanno definito Roma “la città dei coltelli” per la vandalica abitudine di certi ultrà di segnare il territorio con la “puncicata”, un rito che consiste nel ferire superficialmente con la punta di un’arma da taglio il “nemico”, preferibilmente nei glutei o nelle gambe. La coltellata solitamente non è preannunciata da scontri di piazza, arriva vigliaccamente ed è diventata una scuola di pensiero che le frange estreme del tifo giallorosso riassumono nel motto: “Basta infami, solo lame”.
In questura spiegano che la tifoseria organizzata stigmatizza sempre più spesso la puncicata e il problema va circoscritto a 30-40 persone, ma ammettono anche che nella capitale si sta diffondendo la moda di girare con una lama in tasca, aumentando i rischi di gesti estemporanei. Per i media britannici 14 supporter del Liverpool (nel 2001), tre del Middlesbrough (2006) e 16 del Manchester (2007) avrebbero ricevuto questo benvenuto.
I dati del Cnims, che Panorama pubblica in esclusiva, sono diversi ma non migliori: negli ultimi 3 anni, a Roma sono stati feriti 25 tifosi inglesi, di cui otto del Manchester (almeno tre le puncicate), 14 del Middlesbrough e uno dell’Arsenal (colpito da alcuni vetri).
Il bollettino della guerra fra ultrà giallorossi e hooligan inglesi non si ferma qui: nel dicembre 2001 gli italiani hanno colpito alle gambe quattro tifosi del Liverpool, a febbraio dello stesso anno altri sei e nel marzo 2000 era stato “tagliato” un sostenitore del Leeds.
A Roma, negli ultimi anni, le puncicate sono state moltissime. Secondo i dati dell’archivio del Cnims, dal 2002 sono state denunciate più di 110 coltellate in una cinquantina di partite (circa quaranta dei giallorossi e quattro derby). Negli ultimi due lustri il bilancio sale a 130 coltellate. E nel conto mancano i tifosi che non denunciano l’aggressione e quelli che nei verbali di polizia vengono genericamente inseriti tra i feriti senza specificare l’uso dell’arma da taglio.
“Ma nell’ultimo anno abbiamo avuto solo tre casi e l’unico che si è verificato dentro lo stadio ha portato all’immediato arresto del feritore” avverte Roberto Massucci, direttore dell’Osservatorio.
I luoghi degli agguati sono quasi sempre gli stessi (grafico in alto) e per la finale della Champions league saranno particolarmente presidiati. Per esempio, il ponte Duca d’Aosta sarà zona off limits, un punto di osservazione per le forze dell’ordine. I tifosi del Barcellona, radunati in piazza Cipro, non dovranno oltrepassare il Tevere per raggiungere lo stadio; quelli del Manchester utilizzeranno ponte Milvio, quello dei lucchetti. In tutto i tifosi stranieri saranno circa 50 mila (60 per cento inglesi), di cui, si stima, circa 10 mila non organizzati da società e agenzie di viaggio. Il problema sarà controllarli soprattutto nel centro città.
Le polizie inglese e spagnola stimano che le vere teste calde non saranno più di 80, 50 al seguito dei Red devils e 30 dei blaugrana. Per cercare di arginarli atterreranno a Roma 26 funzionari dei due paesi, equamente divisi, tra cui due analisti, due ufficiali di collegamento, quattro bobby e altrettanti uomini dei Mossos d’esquadra catalani.
Le autorità di sicurezza italiane, per scongiurare i rischi di ordine pubblico, hanno coinvolto i colleghi di tutta Europa nell’organizzazione della finale. “Stiamo collaborando con inglesi e spagnoli come se fossero italiani, c’è una grande condivisione di responsabilità” conclude Massucci. L’obiettivo è completare un “progetto unico” per la gestione di tutte le grandi manifestazioni sportive, partendo dalle esperienze di chi ha organizzato le ultime tre finali. Purtroppo tutto questo rischia di essere vanificato da qualche irresponsabile, magari un “cane sciolto” (i più temuti dagli investigatori) che potrebbe usare la puncicata per conquistare le prime pagine dei giornali internazionali.
Ferendo più di tutto l’onorabilità, oltre che la vivibilità, di Roma.

Stadio-Olimpico

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Il 25 Maggio 2009 alle 17:30 Calcio e debiti. Quelli che li ha rovinati il pallone » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Qual è la miglior vittoria per il tifoso incallito? Ovvio: su gol a tempo scaduto, e magari un po’ rubacchiata. Tanto più se si parla di una Roma che è tornata la “Rometta” dei tempi grami e di fronte ha il Catania, rivale storico. Ebbene, sabato 16 maggio al gol di Cristian Panucci segnato appunto al penultimo minuto di recupero gli spalti dell’Olimpico hanno pensato bene di festeggiare il 4 a 3 e il possibile accesso all’Europa league al grido di “Rosella Sensi devi andare via” rivolto al presidente; e “solo la maglia, tifiamo solo la maglia”, alternato con “quando ve pare, giocate quando ve pare”, indirizzato ai giocatori. Conclusione: Francesco Totti e compagni a capo chino verso gli spogliatoi, mentre Rosella Sensi scoppiava in lacrime, da sola, in tribuna d’onore. Frutti avvelenati di un calcio mai balordo come ora, nel quale più che di scudetti e vittorie si parla di debiti, fallimenti, dinastie imprenditoriali rovinate. Certo, l’Italia ha avuto Calciopoli, ma stavolta il problema è europeo, anzi planetario. Basta pensare che il 27 maggio proprio l’Olimpico ospiterà la finale di Champions tra Manchester United e Barcellona, dominatrici di una Premier league e di una Liga oberate ciascuna da 3,5 miliardi di debiti. Quanto a noi ospitanti, ci salviamo solo perché, in base alla legge sul calcio, è sufficiente che le squadre ripianino le perdite dell’ultima gestione. Che a fine campionato comunque saranno, secondo stime, per la sola serie A pari a 300 milioni. Per metà a carico dell’Inter neoscudettata di Massimo Moratti e José Mourinho. Chi invece guarda ai debiti sono banche, sponsor e azionisti. È per questo che l’Unicredit ha imposto alla Roma il rientro da almeno 365 milioni di prestiti concessi quando a capo del club giallorosso c’era Franco Sensi, fondatore dell’Italpetroli, azienda che spaziava dai depositi di Civitavecchia al Corriere Adriatico, dall’hotel Cicerone a terreni edificabili sparsi un po’ ovunque intorno alla capitale. Allora la banca di riferimento era la Capitalia e il banchiere di riferimento Cesare Geronzi. Assorbita la Capitalia nell’Unicredit, salito Geronzi nelle stanze della Mediobanca, scomparso Franco, esplosa la crisi finanziaria globale, l’impero dei Sensi è crollato come un castello di carte. Rosella ha presentato un bilancio 2008 con un utile corrente di 19 milioni, ma a fine dicembre non è riuscita a versare la prima rata da 130 milioni del piano di rientro imposto dall’Unicredit. Ha tempo fino al 31 luglio, nel frattempo intorno alla società più che lupe capitoline e aquile laziali si aggirano altri predatori. Su tutti la cordata svizzero-tedesca composta dal finanziere Volker Flick e dal procuratore Vinicio Fioranelli, ai quali potrebbe affiancarsi l’ex presidente del Grasshoppers Romano Spadaro. Ma si è fatto vivo, con un annuncio, anche l’industriale farmaceutico Silvano Angelini. Mentre un anno fa il mese di aprile era stato dominato dalle voci di scalata nientemeno che di George Soros, che sarebbe stato rappresentato dall’avvocato italoamericano Joe Tacopina; subito dopo è stata la volta di fondi arabi. [...]

Il 27 Maggio 2009 alle 13:52 Notte Champions. Sciarpe, cori e fiumi di alcol: in 50 mila per le strade di Roma » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Today is the day”. Oggi è il giorno. Il gran giorno come vanno ripetendo i tifosi del Manchester United per le strade di Roma, già dalle prime ore dell’alba. Sono trentamila, arrivati nella capitale da un paio di giorni. In concomitanza con il loro sbarco, la città è stata virtualmente divisa in due aree per evitare contatti con la tifoseria balugrana del Barcellona. Già dalle prime ore della mattina pattuglie miste di poliziotti italiani, inglesi e spagnoli girano in città per garantire la sicurezza. Dovrebbe (e il condizionale è d’obbligo) essere una festa analcolica considerato il divieto, scattato ieri pomeriggio alle 17, di vendere alcolici e superalcolici. Inoltre dalle 23 è proibita anche la somministrazione. Le norme anti alcol, in vigore fino alle 6 di domani, riguardano i locali del centro storico e a ridosso dello stadio. Scattate anche le limitazioni alla circolazione e alla sosta delle auto: off limits parte del centro e la zona Prati-Della Vittoria e tutte le aree a ridosso dello Stadio Olimpico. Condizionale d’obbligo sull’alcol: i supportes fin da ieri pomeriggio hanno fatto il pieno di birra e alcolici. “No problem” ci dicono dei tifosi incontrati vicino San Pietro. Tutti hanno fatto le scorte nei supermercati della città. Ma nessuno di loro vorrebbe creare disordini. Eppure un tifoso è stato accoltellato, in via Vitelleschi, nei pressi di Piazza Risorgimento, olpito con tre fendenti alla coscia e con una bottigliata alla nuca (non è in condizioni gravi ed è stato medicato al pronto soccorso del Santo Spirito) . Eppure un altro uomo è stato accoltellato sul Lungomare di Ostia davanti ad un pub: turista americano, è stato scambiato per un tifoso inglese e aggredito da quattro giovani italiani che gli hanno sferrato 7-8 coltellate ferendolo alle gambe: 15 giorni di prognosi all’ospedale Grassi. Eppure nella tarda serata due supportes dei Reds, completamente ubriachi, sono stati arrestati in un pub a Campo dè Fiori. Avevano il biglietto nominativo in mano perchè senza stasera, senza di quello, non si entra. [...]

Il 27 Maggio 2009 alle 19:06 Notte Champions.Cori, puncicate e alcol : in 50 mila per le strade di Roma | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] “Today is the day”. Oggi è il giorno. Il gran giorno come vanno ripetendo i tifosi del Manchester United per le strade di Roma, già dalle prime ore dell’alba. Sono trentamila, arrivati nella capitale da un paio di giorni. In concomitanza con il loro sbarco, la città è stata virtualmente divisa in due aree per evitare contatti con la tifoseria balugrana del Barcellona. Già dalle prime ore della mattina pattuglie miste di poliziotti italiani, inglesi e spagnoli girano in città per garantire la sicurezza. Dovrebbe (e il condizionale è d’obbligo) essere una festa analcolica considerato il divieto, scattato ieri pomeriggio alle 17, di vendere alcolici e superalcolici. Inoltre dalle 23 è proibita anche la somministrazione. Le norme anti alcol, in vigore fino alle 6 di domani, riguardano i locali del centro storico e a ridosso dello stadio. Scattate anche le limitazioni alla circolazione e alla sosta delle auto: off limits parte del centro e la zona Prati-Della Vittoria e tutte le aree a ridosso dello Stadio Olimpico. Condizionale d’obbligo sull’alcol: i supportes fin da ieri pomeriggio hanno fatto il pieno di birra e alcolici. “No problem” ci dicono dei tifosi incontrati vicino San Pietro. Tutti hanno fatto le scorte nei supermercati della città. Ma nessuno di loro vorrebbe creare disordini. Eppure un tifoso è stato accoltellato, in via Vitelleschi, nei pressi di Piazza Risorgimento, olpito con tre fendenti alla coscia e con una bottigliata alla nuca (non è in condizioni gravi ed è stato medicato al pronto soccorso del Santo Spirito) . Eppure un altro uomo è stato accoltellato sul Lungomare di Ostia davanti ad un pub: turista americano, è stato scambiato per un tifoso inglese e aggredito da quattro giovani italiani che gli hanno sferrato 7-8 coltellate ferendolo alle gambe: 15 giorni di prognosi all’ospedale Grassi. Eppure nella tarda serata due supportes dei Reds, completamente ubriachi, sono stati arrestati in un pub a Campo dè Fiori. Avevano il biglietto nominativo in mano perchè senza stasera, senza di quello, non si entra. [...]

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