Tensioni con i Cobas a Torino
“Una grande partecipazione”: a Torino sarebbero quindicimila i dipendenti Fiat scesi in piazza secondo i rappresentanti dei sindacati Fim, Fiom Uilm e Fismi. La manifestazione è stata aperta dallo striscione “Da nord a sud la Fiat cresce solo con noi”: sono presenti lavoratori provenienti da tutti gli stabilimenti italiani. Un fuori programma ha fatto salire la tensione durante il comizio conclusivo della manifestazione: mentre stava parlando il segretario generale della Fim, Beppe Farina, un gruppo di rappresentanti dei Cobas ha iniziato a fischiare e a gridare “venduto, venduto”. Poi hanno staccato l’audio e Farina ha proseguito lo stesso l’intervento, poco dopo però sono riusciti ad arrivare al palco salendoci sopra e in questo momento ci sono tensioni e spintoni sopra e sotto il palco. Nei tafferugli è stato coinvolto anche il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, strattonato e tirato giù dal palco: il segretario della Fiom è riuscito a fare il suo intervento mentre continuavano i cori dei Cobas “venduto venduto”. Solidarietà per Rinadini è stata espressa dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: “L’esasperazione e le legittime preoccupazioni dei lavoratori per i rischi occupazionali non possono degenerare in episodi di vero e proprio squadrismo organizzato”, sottolineando che “le contestazioni al segretario generale della Fim, Farina e subito dopo l’aggressione subita da quello della Fiom, Rinaldini oggi a Torino nel corso della manifestazione sindacale, sono un fatto grave che deve farci riflettere tutti”.
I leader sindacali chiedono garanzie. “La disponibilità di Marchionne non basta, servono garanzie precise” dice la segretaria nazionale dell’Ugl, Renata Polverini, ad Avellino. “Siamo qui per difendere l’industria italiana e la Fiat” ha detto la Polverini “e abbiamo scelto Avellino soprattutto per sottolineare l’incertezza pesante che riguarda gli stabilimenti di Pomigliano D’Arco (Napoli) e di Termini Imerese (Palermo)”. E sulle strategie del gruppo Fiat è ottimista Luigi Angeletti, segretario della Uil, secondo cui l’offerta del gruppo torinese per rilevare la Opel ha una probabilità di successo rispetto al piano del gruppo Magna che supera il 50 per cento. “Penso che quella di Fiat, sia l’unica offerta industriale, le altre potrebbero essere delle offerte volte a prendere tempo, a tirare a campare, ma non sono la risposta strutturale alla Opel” dice Angeletti.
- Sabato 16 Maggio 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Maggio 2009 alle 19:25 vincenzoaliascontadino ha scritto:
PROBLEMA NON È IL SINDACATO, MA IL SINDACALISTA.
Un buon padre di famiglia non insorge contro i figli e non li umilia tutti i giorni come fa Franceschini e la Sinistra a menar il torrone che, stiamo per toccare il fondo. Così dalle parole dalla Russia in Italiano si risponde in nome di Marx come se ancora ci fossero le Botteghe Oscure o, tra la brace dei salsicciotti arrostite al festival de L’Unità ! Così la guerra dei poveri, salvo l’appannaggio Sindacale, dei 15 di Torino: mi chiedo se siete scontenti perché pagate la tessera?
Vincenzo Alias Il Contadino
Il 18 Maggio 2009 alle 9:42 nhico ha scritto:
La CGIL e le varie sinistre estreme, con l’occhio rivolto a quello che stava accadendo in Francia, e da settimane e settimane che predicano la ribellione. E lo stesso Franceschini non ha lasciato nulla di intentato per fomentare gli animi. E quando i sogni di industriali sequestrati e, magari, di qualche azzoppamento a colpi di pistola si sono infranti contro il muro di sbarramento che i provvedimenti del governo e la razionalità delle altre due grandi sigle sindacali avevano eretto,la tensione è esplosa al loro interno. Dimostrando ancora una volta l’inadeguatezza a capire i cambiamenti in corso di Franceschini ed Epifani.
Il 18 Maggio 2009 alle 12:11 Le tasse divorano i salari. Le buste paga italiane tra le più basse dei Paesi Ocse » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Dopo le contestazioni a Gianni Rinaldini, segretario della Fiom, da parte dei Cobas avvenute a Torino sabato scorso a conclusione di una manifestazione dei metalmeccanici degli stabilimenti Fiat, è la questione sociale che occupa il centro del dibattito politico. La preoccupazione è che gli effetti della crisi economica e la sofferenza degli strati sociali più deboli possano ricreare le condizioni di un aspro conflitto. Che la situazione del potere d’acquisto dei salari debba allarmare viene confermato dai dati diffusi sulle retribuzioni dei paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Con un salario annuo netto di 21.374 dollari, l’Italia si colloca al posto numero ventitre nella classifica dei trenta paesi appartenenti all’organizzazione che ha sede a Parigi. [...]
Il 18 Maggio 2009 alle 13:24 Torino irrequieta: al G8 dell’Università scontri tra polizia e studenti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Torino calda. Torino nell’occhio del ciclone. Torino di nuovo sede di scontri e contestazioni, pesanti e violente. A 48 ore dai tafferugli alla manifestazione Fiom sulla Fiat, in cui è stato coinvolto anche il leader dei metalmeccanici Gianni Rinaldini, centinaia di studenti assediano il Castello del Valentino, sede della facoltà di Architettura, dove è in corso il vertice sull’istruzione superiore alla presenza di 40 rettori. I giovani hanno tirato uova e lacrimogeni contro gli agenti, rovesciato cassonetti della spazzatura e bloccato il traffico; la polizia ha risposto con cariche di alleggerimento. Sono dunque tornati a farsi sentire ragazzi dell’Onda. La protesta si accende di prima mattina davanti al Facoltà di Architettura. In centinaia bloccano la circolazione in corso Massimo D’Azeglio stendendo dei fili tra i semafori, improvvisano sit-in agli incroci. In tutto il centro il traffico diventa caotico. Gli studenti hanno esposto uno striscione con la scritta “A Torino c’è Profumo di marcio”, che fa riferimento al rettore del Poliltecnico, Francesco Profumo, tra gli organizzatori del G8 sull’università . Gli studenti hanno poi rimosso il blocco davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Urlano slogan contro il G8: “Chiudono l’università , noi ce la riprendiamo”, oppure, il solito: “Noi la crisi non la paghiamo”. Alcuni giovani si coprono il volto con i capucci, tra loro diversi studenti stranieri: soprattutto francesi, inglesi e greci. La situazione è tesa, le forze dell’ordine hanno fatto alcune “cariche di alleggerimento” per allontanare i manifestanti da corso Marconi. Sono volate manganellate, mentre i giovani hanno tirato uova contro polizia e carabinieri. Gli studenti, ricacciati indietro all’interno del quartiere San Salvario, hanno rovesciato i cassonetti dell’immondizia, bloccando così la circolazione anche nella vicina via Madama Cristina. Per paura molti negozianti hanno chiuso le saracinesche dei negozi. Quattro ragazzi sono stati fermati dalle forze dell’ordine per essere identificati. Gli studenti dell’Onda hanno dato vita ad un corteo spontaneo di protesta in via Madama Cristina. I manifestanti chiedono anche che vengano rilasciati i quattro giovani che sono stati fermati dalle forze dell’ordine per essere identificati dopo le cariche. Secondo indiscrezioni non confermate, tra loro ci sarebbero tre persone di origine straniera. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.